ALIA EVOLUTION

Aprile 16, 2009

ALIA Anglostorie

Archiviato in: Eventi, Novità, mente-alveare — maxciti55 @ 12:45 pm

È stata necessaria un’attesa più lunga – Davide nella presentazione spiega il come e il perché – ma alla fine c’è.
Una
prefazione e un’introduzione, sette racconti, centocinquanta pagine di
testo, cinque immagini originali realizzate per l’occasione per un’ALIA
anglostorica decisamente stimolante.
Gli autori presenti, a
cominciare da Ted Chiang, rappresentano più che degnamente l’arte della
narrazione fantastica nei paesi di lingua inglese.
A voi non resta che leggerli, preparandovi a una varietà di temi e linguaggi non troppo comune in un’antologia tradotta.
Ecco l’indice:

Che cosa ci si aspetta da noi di Ted Chiang

Il sentiero del Sole di Lillian Csernica

Lo spadaccino che non si chiamava Morte di Ellen Kushner

L’avventura dell’inquilino di Dorset Street di Michael Moorcock

Barbablu e il bisonte bianco, una storia di Rangergirl di Tim Pratt

Miss Carstairs e il Tritone di Delia Sherman

Corona di Karl Schroeder

A presto!
aliaanglostorie

Novembre 21, 2008

Il Futuro é Adesso

Archiviato in: Discussione, Genere — Davide @ 9:37 am

New Scientist, il settimanale scientifico più diffuso sul pianeta, ha deciso di frustare un cavallo morto, come si suol dire, riciclando il vecchio tema – ha ancora senso parlare di fantascienza?

science – and its handmaiden, technology – are changing so fast that it is impossible for science fiction to keep up

Niente di nuovo sotto il sole – lo stesso ragionamento venne sottoposto dai giornalisti della RAI a Fruttero & Lucentini il giorno dello sbarco sulla Luna.
Son passati quarant’anni.

Il lato interessante dell’iniziativa di New Scientist è che, dopo un articolo sostanzialmente sciapo, la palla viene passata a sei saggi, che possono dire la loro e sollevare la discussione dalla sua banalità di fondo.

I sei scrittori interpellati da New Scientist sono Margaret Atwood (che così implicitamente ammette in pubblico di essere un’autrice di fanascienza), Stephen Baxter, William Gibson, Ursula K. LeGuin, Kim Stanley Robinson e Nick Sagan.
Alcune delle loro osservazioni sono notevoli, e meritano di essere ripetute.

William Gibson by FredArmitage.jpgWilliam Gibson riesce quasi a diventarmi simpatico quando afferma

The single most useful thing I’ve learned from science fiction is that
every present moment, always, is someone else’s past and  someone else’s future. [...] I grew up in a monoculture – one I found highly problematic – and science fiction afforded me a degree of lifesaving cultural perspective
I’d never have had otherwise

E davvero, a parte i soliti imbecilli – che tendono ad infiltrarsi ovunque, ahimé – è facile affermare che la maggioranza dei lettori di fantascienza che ho avuto modo di conoscere tende ad avere una visione del mondo molto più ampia e flessibile della media.
E poi siamo l’unica categoria che si occupi monoliticamente e “istituzionalmente” di futuro.
A chi volete chiedere come sarà il futuro?
Ai politici?
Agli industriali?

http://farm2.static.flickr.com/1159/1433800397_dc4fab9e6f.jpgEd è paradossale, questa nostra ossessione per il futuro, se ciò che sostiene Stephen Baxter è vero (come io credo che sia)

science fiction has – rarely – been about the prediction of a definite future, more about the anxieties and dreams of the present in
which it is written. In H. G. Wells’s day the great shock of evolutionary theory was working its way through society, so Wells’s 1895 classic The Time Machine is not really a prediction of the year 802,701 AD but an anguished meditation on the implications of Darwinism for humanity.

Noi non siamo quindi così interessati al futuro “grezzo”, quanto all’estensione delle nostre conoscenze, esperienze e convinzioni nel futuro.
Il che ci lascia comunque un paio di passi avanti rispetto a chi quelle conoscenze, esperienze e convinzioni dovrebbe/vorrebbe controllarle, o indirizzarle.
Gli appassionati di fantascienza non hanno paura del mondo che cambia.

Kim Stanley Robinson 2005.JPGE certo che cambia in fretta, perciò è lecito (anche se banale) domandarsi se nel futuro la fantascienza esisterà ancora come tale.
Ma qui arriva Kim Stanley Robinson a tagliare corta la discussione…

Science fiction is now simply realism, the definition of our time. You could imagine the genre therefore melting into everything else and disappearing. But stories will always be set in the future, it being
such an interesting space, and there is a publishing category devoted to them. So there is a future for science fiction.

È in fondo il vecchio sogno degli appassionati emarginati.
Ora siamo noi la norma.

The future is thus a kind of attenuating peninsula, running forward with steep drops to both sides. There isn’t any possibility of muddling
through with some good and some bad; we either solve the problems or fail disastrously. It’s either utopia or catastrophe. Science fiction is good at both these modes. Will it be fun too? Fun, entertaining, provocative. Yes.

Il futuro è adesso.
Abbiamo vinto.
… per lo meno sulla carta.

[pubblicatoin parallelo anche su strategie evolutive]

Ottobre 17, 2008

Delia Sherman

Archiviato in: Uncategorized — Davide @ 1:51 pm

http://www.sfsite.com/gra/0608/chlg.jpgDelia Sherman si è costruita negli anni una solida reputazione come antologista, partecipando alla produzione di due collezioni essenziali per il fantasy moderno, The Horns of Elfland (con K. Clarke e D.G. Keller) e l’indispensabile The Essential Bordertown (con Terri Windling).

Con Terri Windling ed Ellen Kushner, Delia Sherman è pure fondatrice e membro dell’Endicott Studio.

La Sherman ha frattanto dato alle stampe alcuni romanzi piuttosto interessanti, sia diretti ad un pubblico adulto che nella fascia dei cosiddetti “giovani adulti”, e solitamente classificati come fantasy of manners, ed ha avviato il cosiddetto movimento interstiziale.

Per arte interstiziale si definiscono quelle produzioni che apertamente sfidano la classificazione generica – non tanto trascendendo il genere (come nel caso del new weird) bensì presentando elementi che potrebbero permetterne la classificazione in molte caselle diverse.

Il lavoro della Sherman è stato finora poco rappresentato in Italia.
La novella La signorina Carstairs e l’uomo pesce ha visto le stampe quindici anni or sono, nel nostro paese, in un Urania Fantasy ormai dimenticato.
Verrà riproposto, in una nuova traduzione, illustrata, nel prossimo Alia Anglosfera, come Miss Carstairs e il tritone.

Perché Alia è anche interstiziale.

Ottobre 13, 2008

Ellen Kushner

Archiviato in: Uncategorized — Davide @ 10:12 pm

http://www.fantasticfiction.co.uk/images/n1/n6428.jpgEllen Kushner è pressocché sconosciuta nel nostro paese, nonostante abbia un profilo decisamente alto negli Stati Uniti dove, parallelamente alla carriera di scrittrice, è anche antologista e presentatrice del proprio programma radiofonico.
Ha anche inciso dei dischi.

Ellen Kushner è al nucleo di quel sottogere che viene spesso definito fantasy of manners o – ironicamente, mannerpunk – tanto che sarebbe stata lei a inventare la definizione, poi formalizzata dalla critica ufficiale.
Con fantasy of manners si intende un genere di narrativa di immaginazione più interessata ad esplorare le relazioni fra diversi livelli di società immaginarie che non i recessi più oscuri di qualche geografia aliena.
Come riporta Wikipedia

The protagonists are not pitted against fierce monsters or marauding armies, but against their neighbors and peers; the action takes place
within a society, rather than being directed against an external foe; duels may be fought, but the chief weapons are wit and intrigue.

Un fantasy cortese, quindi, che attinge più a Wodehouse che a Tolkien, più a Dumas che a Howard, senza dimenticare la vasta produzione inglese dell’ottocento – dalle sorelle Bronte a Dickens.
E se l’antenato ultimo del genere è Mervyn Peake – spesso evocato su queste pagine – il lavoro di Ellen Kushner è considerato la summa del mannerpunk.

Non v’è traccia alcuna di Ellen Kushner nel Catalogo Vegetti, ma non è il caso di disperare.
Lo Spadaccino il cui nome non era Morte, racconto centrale nello sviluppo della poetica della Kushner, ci è stato regalato dall’autrice, e comparirà quindi nel prossimo Alia Anglosfera.

Perché su Alia, i generi classici ci stanno stretti.

Strange Tales a Napoli

Archiviato in: Eventi — Massimo @ 9:34 pm

COMUNICATO STAMPA “STRANGE TALES” 2008

Ritorna a Napoli “Strange Tales“, terza lettura rivolta a tutti gli appassionati di letteratura fantastica, presentata dall’Associazione culturale “Viv’arte“.

StrtalLa manifestazione si terra’ Sabato 25 Ottobre 2008, alle ore 10.45 presso il Teatro del Convitto Nazionale “V. Emanuele II”, Piazza Dante 41, con la proposta di una nuova scelta di autori contemporanei interpretati dalle voci narranti di Fabio Cocifoglia, Massimiliano Foa’ e Simona Volpe.

Il fascino dei vecchi racconti radiofonici e delle riviste popolari di un tempo, cosi’ cariche di “senso del meraviglioso”, sono il motivo fondante di “Strange Tales”, il reading che (come suggerisce il titolo) attinge da un particolare ambito letterario a cavallo tra i molti generi del fantastico.

Gli scrittori dell’edizione 2008 rappresentano un eccellente esempio di questa narrativa definita da critici anglosassoni “New Weird”, un filone che trova in Italia radici illustri nel solco di autori come Buzzati, Calvino, Landolfi e nel nostro ricco patrimonio favolistico. L’autrice nipponica Kumi Saori (con la traduzione di Massimo Soumare’), spieghera’ sugli stampati dell’Associazione lo spirito del fantasy con un contributo critico scritto per l’iniziativa, soffermandosi a raccontare lo “stato dell’arte” del fantastico in Giappone.

L’incontro si aprira’ con un racconto di viaggio del torinese Daniele Nadir, co-fondatore della rivista “Strane Storie” e autore del notevole romanzo “Lo stagno di fuoco”. Faraf seguito un breve e brillante monologo di Giovanni Buzi, docente di lingua, cultura italiana e storia dell’arte in Bruxelles, autore di diversi saggi, romanzi e antologie, infine verra’ presentato un racconto a sfondo storico del piemontese Maurizio Cometto, apprezzato autore di romanzi e antologie, che presenziera’ la manifestazione incontrando il pubblico.

Questa terza edizione, che si avvale del patrocinio morale del Comune di Napoli II Municipalita’, propone inoltre la novita’ del primo concorso letterario per ragazzi (nato da un’istanza del Rettore Vincenzo Racioppi ). Un contesto rivolto agli allievi delle scuole secondarie di primo grado, in cui i giovanissimi partecipanti si confronteranno sviluppando le tracce fantascientifiche, fantasy ed horror ideate dai curatori Fabio Lastrucci e Ramiro Dell’Erba. La premiazione prevede la consegna dei diplomi di partecipazione ai primi tre classificati, piu’ la lettura del testo vincitore che sara’ premiato con sei libri della collana “Storie di Draghi, Maghi e Guerrieri” offerti per l’occasione dalla casa editrice Delos Books di Milano.

Gli interventi musicali sono di Antonio Crispino col supporto tecnico di Alessandro Bogno. L’organizzazione e` di Nadia De Pascale.

Si ringrazia l’Associazione culturale “In form of Art” per l’immagine del manifesto, opera di Marco Chiuchiarelli, mentre la grafica e` di Mauro Lastrucci per vectorialplaza.com.

Sabato 25 ottobre 2008 – ore 10.45
Teatro del Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II”
Piazza Dante 41 – Napoli

Per info e contatti:
Associazione culturale Vivfarte
c/o Atelier Lastrucci, Vico Montesanto 5 – 80135 Napoli
tel. 0815446388 – cell. 3478394359

http://vivarte.splinder.com/

e-mail: vivarte.associazione@libero.it

Ottobre 12, 2008

Ted Chiang

Archiviato in: Uncategorized — Davide @ 8:24 am

http://www.asimovs.com/_issue_0307/Art/storiesofyourlife.jpgTed Chiang (classe 1967) proviene dall’industria del software ed è maledettamente in gamba.
No, davvero, è uno di quegli autori talmente maledettamente in gamba che ti fanno andar via la voglia di scrivere.
Perché non sarai mai in gamba come Ted Chiang.

OK, mi dicono i miei amici, quanto sarà in gamba ’sto tizio?
Ah!
Volete un’idea di quanto sia in gamba Ted Chiang?

Ted Chiang è abbastanza in gamba da allineare sul proprio scaffale 4 premi Nebula, due premi Hugo, un John W. Campbell Award, un Theodore Sturgeon Memorial Award, un Sideways Award e un Locus Award per la sua produzione.
Che si limita, al momento, a dieci racconti brevi.
Fate voi due conti…

Ted Chiang è abbastanza in gamba da aver rinunciato alla candidatura ad un Hugo perché la storia nominata per il premio, pubblicata di fretta, non era conforme ai suoi standard qualitativi.

Ted Chiang è abbastanza in gamba da pubblicare i propri racconti su Nature.

Di più – Ted Chiang è talmente in gamba che persino in Italia ce ne siamo accorti, ed i lettori italiani hanno avuto modo di leggere

La Torre di Babilonia (tre volte da Mondadori)
La Storia della Tua Vita
(una volta da Nord ed una da Mondadori)
L’Inferno è l’assenza di Dio (Nord)
Settantadue Lettere (Mondadori)

Per il piacere dei suoi affezionati lettori – e ancora di più per il piacere dei lettori che non l’hano mai conosciuto – Ted Chiang ci ha concesso i diritti di pubblicazione sul suo racconto comparso su Nature.
Si intitola Cosa ci si aspetta da noi.
Esce sul prossimo Alia Anglosfera.

Perché anche noi siamo dannatamente in gamba.

Ottobre 10, 2008

Karl Schroeder

Archiviato in: Novità — Davide @ 12:32 pm

Il manuale per autori di fantascienza della collana Complete Idiot’s Guide, scritto a quattro mani dal solito Cory Doctorow e da Karl Schroeder è fuori stampa da anni e una copia usata riesce a scucire anche un centinaio di euro su eBay.
Si tratta di un buon volume, con un sacco di buone idee, e sarebbe davvero bello se venisse ristampato.

Canadese, classe 1962, Karl Schroeder conduce una doppia vita – autore di fantascienza ed educatore in campo ambientale.
Suona familiare.
Lui però pubblica con Tor Books, ed ha all’attivo alcuni romanzi eccellenti, a cominciare dal titolo d’esordio, quel Ventus che accoppia space opera vecchia maniera e tecnologie di punta dell’ultima ora, in una miscela divertente, con un sacco di buone idee.
Ventus è scaricabile gratis sul sito dell’autore, o acquistabile in formato cartaceo.
Più recentemente, Schroeder ha avviato una fortunata serie di fantascienza avventurosa e hi-tech, tre romanzi collettivamente conosciuti come i libri di Virga.
Ingegneria a scala stellare, pirati spaziali, equilibrismi gravitazionali…
Schroeder non ha paura di essere innovativo.
Scrive anche fantasy, ma pare che pochi gliela filino (o così sostene lui).

Ventus è stato recentemente tradotto in francese.
In Italia, invece, stando al Catalogo Vegetti, Schroeder è stato ampiamente e bellamente ignorato dagli editori con una conseguente perdita da parte dei lettori – che non sanno cosa si perdono.
Un peccato.
Fortunatamente, sul prossimo volume di Alia Anglosfera comparirà una storia che Karl Schroeder ha regalato al nostro progetto.
Si intitola Halo, ed esce in traduzione in contemporanea con un’edizione in Brasile.
È un mondo piccolo.

Ottobre 9, 2008

Tim Pratt

Archiviato in: Uncategorized — Davide @ 1:31 am

Diplomato del prestigioso Clarion Workshop, il californiano Tim Pratt (classe 1976) appartiene all’ultimissima generazione di autori di narrativa fantastica.
Narratore, saggista e poeta, ha esordito con un corpus di racconti oggi etichettati come “new weird” e dimostra anche nella propeia narrativa lunga una tranquilla irriverenza per le barriere di genere.
Il suo romanzo più noto, The Strange Adventures of Rangergirl (2005), nominato per il Mythopoeic Award e vincitore del premio della critica di Romatic Times come miglior romanzo, è un fantasy contemporaneo con elementi vagamente lovecraftiani, ma è anche un western.
I racconti raccolti in Little Gods e Hart & Boot & Other Stories sono ugualmente di difficile classificazione.
Sempre nel 2005, il suo poema lungo Soul Searching ha vito il Rhysling Award.
Pratt è stato pure stato finalista del Campbell Award e nominato al Nebula per la sua narrativa breve.

“In the field of fantastic literature, there’s an exciting group of
new young writers poised to take us into fascinating new directions.
Tim Pratt is among the best of them. His stories have moved me,
enchanted me, frightened me….and always leave me wanting more.”
–Terri Windling

La forza di Pratt si concentra nella narrativa fluente, senza barocchismi inutili, e nella felicità ed originalià delle invenzioni.
Considerata la giovane età, il californiano promette molti anni di liete sorprese per gli appassionati di fantastico.

Stando al Catalogo Vegetti, nulla di questo giovane autore è tuttavia disponibile nella nostra lingua.
Per ora.

Alia Anglosfera 2008 includerà infatti Barbablù e il Bisonte Bianco, un racconto della serie Rangergirl che Tim Pratt ha amichevolmente donato alla nostra antologia.

Basta avere un po’ di pazienza…

Settembre 26, 2008

ALIA Autori Italiani è uscito!

Archiviato in: Uncategorized — maxciti55 @ 4:20 pm

Oggi pomeriggio, ore 17 circa, il tipografo ci ha consegnato le copie di ALIA Autori Italiani!

Il volume sarà distribuito per primo nel corso della manifestazione «Portici di Carta» che si terrà a Torino nei giorni 27 e 28 settembre.

Arrivederci a presto!

Settembre 6, 2008

Ultimi passi prima dell’arrivo: l’introduzione di Vittorio Catani

Archiviato in: Uncategorized — maxciti55 @ 2:31 pm

Da Sibari, dove Vittorio sta trascorrendo quest’ultimo frammento d’estate, arriva l’introduzione ad ALIA Italia. Un paio di pagine che presentano e introducono i dodici racconti e i dodici autori coinvolti. Ci siamo chiesti, Silvia e io, se pubblicare in anteprima QUI il pezzo di Catani. Se era ragionevole, possibile, normale, consigliabile e accettabile. In fondo la prefazione parla dei racconti, li presenta, li commenta e ne offre una possibile lettura.

Allora?

Beh, gira e rigira abbiamo deciso per il «sì». Una buona introduzione ai racconti può far crescere la curiosità e il desiderio di leggerlo. Quindi…

di Vittorio Catani:

Rieccoci con nuove storie italiane del fantastico. Dodici racconti di altrettanti autori, praticamente già noti a chi frequenti le edizioni CS_Libri o comunque si interessi alla narrativa fantastica o a una delle sue diramazioni (fantascienza, horror, fantastico puro…) Anche stavolta i temi e gli stili si rivelano differenti e variegati: si va dalle musiche diaboliche ai roghi di lettori di libri, dai minatori nello spazio agli avvelenamenti ambientali, dal fascino ambiguo di creature ibride a misteriosi simulacri provenienti dal futuro. Temi spesso originali, o temi rivisitati e risolti in modo originale. Il fantastico è in effetti talmente vario e sfuggente a rigide classificazioni, da saper sconfinare in verosimili impossibilità, ma anche manifestarsi da infinitesime – seppure inquietanti – incongruenze della vita quotidiana. Il bello del fantastico, insomma. D’altronde è notorio che le nostre fantasie celano, esattamente come i sogni, segnali intriganti della realtà e di noi stessi: fantastico anche come più diretta esternazione (ad occhi aperti, si direbbe) dell’inconscio, a differenza della narrativa cosiddetta “realistica” che è maggiormante mediata dalla razionalità.

Ultimamente abbiamo assistito con interesse a qualche uscita di antologie italiane del fantastico: l’editoria sembra riscoprire un settore fondamentale della letteratura. Fondamentale ma anche, per così dire, specializzato: “sembra facile” scrivere un racconto fantastico. Esso ha le sue regole compositive, i suoi dosaggi delicati, i suoi particolari assemblaggi. Ma per tornare al presente volume: una carrellata sui dodici titoli risulterà forse esplicativa.

In A cena il giorno dei morti Alessandro Defilippi presenta una storia breve, ironica e fortemente corrosiva (l’autore stesso la definisce “gotica e gastronomica”), preceduta da un’illuminante epigrafe tratta da Montale: “…e ancora ignoro se sarò al festino farcitore o farcito”. La pagina scorre gradevole, lieve, vagamente angosciante… Segue a ruota Danilo Arona con Il caso Bobby Fuller, che mescola musica e orrore: melos e tanathos verrebbe da dire. Sono numerosi gli scrittori, anche di fama, che se ne sono interessati, da E.T.A. Hofmann a H.P. Lovecraft, fino ai nostri giorni. Arona ambienta la sua storia negli anni Sessanta e aggiorna il tema in modo particolarmente originale, creando al contempo una proteiforme Creatura del Male. E regalandoci con la sapiente ricostruzione d’un ambiente e tramite una scrittura ironica ed estrosa, la più coinvolgente e orripilante delle morti.

Vittorio Catani, alias il sottoscritto, ha l’onore di partecipare al banchetto con Ventiquattro ore nella terato-chimica, storia scritta in origine per la rivista di ecologia “Villaggio Globale”. Si tratta d’una breve anticipazione in toni grotteschi, ma forse non tanto, di ciò che sarà il nostro ambiente prossimo venturo. Al centro, un uomo e una donna che si guadagnano la vita (la vita?) con un lavoro adeguato al contesto. Ma i due si amano, nonostante tutto…

Massimo Citi (Leggere al buio) ama scenari di pianeti lontanissimi, strani ma perfettamente delineati; ambientazioni, queste, comuni a molte sue storie e che tuttavia solo in minima parte si ripetono, in quanto arricchite ogni volta dall’introduzione di nuovi mondi e personaggi. Qui siamo fra migliaia di anni e la narrazione oscilla dal fantascientifico all’onirico, talora con tratti esotici. Un mondo dove i libri sono banditi: ma se in Fahrenheit 451 Ray Bradbury raccontava roghi di biblioteche, qui insieme ai tomi brucia anche chi li possiede, o chi appena sappia leggere o scrivere. Il racconto, che è più un romanzo breve per il respiro ampio delle vicende, narra dunque d’un mondo deviato ma anche di una scoperta. Siamo a un’insolita e fantasiosa elaborazione sul tema attualissimo del degrado culturale: “Qualcuno diceva” ricorda il maestro Embered Ven Dor Utilia, protagonista “che i lettori non hanno paura di morire (…) Creature anfibie sospese tra le pagine di un libro e la realtà, essi avevano davvero meno paura della morte? Forse sì. Era lui per primo a esserne sorpreso. Ma quante delle storie che aveva letto e raccontato parlavano di un uomo in attesa della propria sorte? Anche lui era soltanto un uomo in attesa…” Dinanzi a una biblioteca bruciata, poi, il maestro Embered si accorge che “…il sentimento più forte in lui era una disperazione venata di stupore. Non sarebbe mai stato possibile riavere quei libri com’erano, nemmeno riunendo tutti i frammenti di ricordo dispersi tra qualche centinaio di lettori sopravvissuti. E il tempo avrebbe vinto, cancellando anche il ricordo della loro esistenza. Si sentì colto da un senso di vertigine…”

Nel suo peculiare linguaggio narrativo a metà tra racconto e saggio, Mario Giorgi racconta d’un possibile benché insolito contatto “contemporaneo” fra entità molto distanti. Riecheggia un po’ il classico “viaggio nel tempo”, ma presentato qui in un contesto e in termini personalissimi. Ne risulta, in poche pagine, una girandola di interrogativi logici importanti ma inestricabilmente attorcigliati che porteranno i personaggi a una paradossale decisione; la ragione umana rischia un corto circuito. Un divertissement, ma velato d’amaro. Siamo in una sorta di “fantastico speculativo”.

Nel fantastico venato di fantascienza può rientrare invece l’apparentemente giocoso racconto di Consolata Lanza Alla Rina (“Rina” è La Rinascente, da sempre il grande magazzino simbolo della lussuria consumista). Paradossale, grottesco, kafkiano, surreale, assurdo, simbolico: possiamo divertirci a trovare altri aggettivi, richiami narrativi, attinenze, perché questa storia è uno scatenato patchwork di modi e stili che l’autrice manovra con perizia postmoderna in un’avventura strampalata di vessazione del consumatore. O forse no. Forse è solo una scanzonata – in realtà disperata – allegoria delle nostre vite…

Vi siete mai soffermati a pensare quanta energia occorre per mandare avanti quotidianamente la… vita quotidiana? Il mondo è un meccanismo che dispone della forza di far girare la società, la realtà creata dall’uomo, l’uomo stesso. Siamo avvolti (forse non ci badiamo) dalle costanti manifestazioni di un’energia quasi sovrumana articolarta in miliardi di azioni, oggetti, necessità, emergenze. Quasi che nel cuore del pianeta qualcosa o qualcuno sia deputato al compito immane di mantenere in efficienza padroni-parassiti-scialacquatori insipienti… Un mistero? Per scoprirlo basta leggere La meccanica dell’ambaradan, di Fabio Lastrucci.

Davide Mana (Blooper) usa da esperto, con fantasia, temi e situazioni dell’ultima fantascienza (quella degli Egan, degli Stross, eredi del cyberpunk o vati del “postumano”) per abbozzare l’affresco d’un futuro verosimile, irreversibilmente compromesso con nuove spiazzanti tecnologie da un lato, dall’altro colluso con devastanti giochi di megapotere commerciale e megadegrado ambientale. Una fantascienza che ha una sua complessità, anche per l’esigenza d’esprimersi con una terminologia più tecnica. Pagine del genere traggono spesso il loro fascino dall’ambientazione, dalle numerose trovate che si susseguono anche nei piccoli dettagli (il fascino d’uno stupefacente progresso che sposa e al contempo partorisce il disfacimento), più che dal plot in sé… che comunque non difetta in Mana.

Storie di serial killer ne abbiamo lette e viste sugli schermi a dozzine, ma l’assassino recidivo che ci presenta Angelo Marenzana in Istinto dominatore ha origini e motivazioni decisamente strane. Il personaggio è già misterioso e sgusciante di per sé: unico sopravvissuto a un attentato terroristico contro una base d’addestramento dei corpi speciali, ovvero uno di quegli individui già avvolti da cortine di fumo. L’ideale, appunto, per svolgere certe soddisfacenti attività… Nella fattispecie, il nostro agisce perseguitato da un penetrante, insopportabile odore acido. Il suo olfatto è potenziato da un esperimento che… (per il seguito si rinvia alla lettura!)

Di evocazioni diaboliche e messe nere abbiamo letto e riletto, eppure anche qui… No, non è un battere la grancassa. Tutta la vosta base sono di appartenere a noi, di Elvezio Sciallis, è davvero una piccola (per numero di pagine) ma sorprendente, sapiente rivelazione, che contamina in modo magistrale vecchi e nuovi temi. Risultato eccellente.

Massimo Soumaré è noto per la sua profonda conoscenza del Giappone, della sua lingua e dei suoi miti. E antiche creature soprannaturali nipponici e occidentali rivivono e significativamente si mescolano nella delicata (a suo modo) Storia romantica, che racconta l’amore fra una donna-volpe e un uomo-pipistrello. La pagina scorre gradevole, velata di malinconia, seguendo le gesta di due pluricentenari protagonisti immersi in uno scenario di modernità, che stride con la loro natura e ne condizionerà drammaticamente le scelte.

Dulcis in fundo, I mondi di là di Silvia Treves, autrice che ha molte corde del fantastico al suo arco. Scrive storie che ruotano attorno ad alcuni temi preferiti, uno dei quali è proprio il mondo “di là”, a seconda dei casi paradisiaco o infernale. Qui siamo nel secondo caso: Tutu è una sorta di grande ciottolo spaziale (“una patata”), che orbita nella Fascia degli Asteroidi, fra Marte e Giove. Su Marte è attestata una base terrestre e Tutu è uno delle centinaia di migliaia di mini-mondi ricchi di minerali… La Storia non impara mai, perché si ripete, anche a milioni di chilometri dalla Terra. Storia di esseri viventi d’ogni tipo sfruttati e gettati allo sbaraglio ora da questo ora da quel “padrone” in viscere planetarie oscure asfissianti, claustrofobiche, infernali (appunto), che tuttavia hanno tratti in comune. Cioè l’esigenza di sopravvivere a ogni costo, organizzarsi, riscattarsi. Parte notevole nella storia hanno la vivida costruzione di un’ecologia dell’ambiente e i rapporti tra personaggi molto diversi fra loro uniti dal medesimo destino. Uno scenario che svela gradualmente al lettore ingegnosità e complessità.

Il lettore – riteniamo – avrà intuito, a questo punto, cosa intendevamo per modalità e stili differenti e variegati del fantastico. Non resta che verificare di persona.

Buona lettura!

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