ALIA EVOLUTION

luglio 22, 2009

Dopo la festa

Archiviato in: Discussione — maxciti55 @ 2:34 pm

casa abbandonata

Mi fa malinconia ritrovare questo blog vuoto e abbandonato.

Con l’ultimo post (mio) lasciato aperto, come la porta della cucina di una casa abbandonata, con la tovaglia ancora aperta sul tavolo e le foglie secche che si accumulano intorno alle gambe del tavolo. So che alcuni amici hanno sperato a lungo che questo blog «ripartisse», poi sospetto che si siano stancati di aspettare.

D’altro canto, di cosa potrebbe parlare un blog nato per sostenere le attività di ALIA ora che ALIA, bene o male, è uscita?

Mah, forse di ALIA, suppongo.

Riferire commenti e osservazioni di lettori sulle tre antologie uscite. Fare proposte e lanciare sul prosieguo dell’attività. Per il momento mi piace riportare qui un commento su ALIA Italia ripescato su Anobii:

Alia è una pubblicazione piuttosto anomale nel panorama editoriale nostrano. Edita da un pugno di disperati appassionati di letteratura Alia è un’antologia che si fa in tre per fornire al lettore affamato di meraviglie una buona dose di racconti fantastici. Alia infatti esce ormai da qualche anno in tre volumi annuali dedicati ognuno a un distinto orizzonte geografico/culturale: italiano, anglosassone, giapponese.
Il volume che m’è capitato di leggere è quello dedicato alla produzione italiana uscito nel 2007 . I 10 racconti, raccolti e presentati da Vittorio Catani, Massimo Citi e Silvia Treves offrono una visione molto variegata delle possibilità che ha il fantastico di far capolino tra le righe di racconti che spaziano dall’orrore alla fantascienza, dal (quasi) mainstream al fantasy borderline.
Un’antologia tanto eterogenea ha l’indubbio vantaggio di mostrare aspetti molto diversi dell’universo narrativo fantastico nostrano, ma porta inevitabilmente con sé il rischio di confondere il lettore per la varietà di stili e soggetti presenti (non che questo sia necessariamente un difetto). In effetti ciò che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso è la qualità media della proposta, molto più alta di quella rintracciabile mediamente in prodotti analoghi (oh… non che ce ne siano molti, ma mi sembra valido per tutti il confronto con Robot). Certo, non tutti i racconti sono memorabili, anzi, ce ne sono un paio che proprio non ho digerito. Ma questo fa parte del gioco, e leggendo un’antologia è quasi inevitabile. D’altro canto basterebbe un racconto come Gli anni del tuono per rendere indimenticabile qualsiasi raccolta lo contenesse, tanto brillante sorprendente e meravigliosa è la storia di Davide Mana.
Tra gli altri racconti da ricordare nel volume vanno senz’altro citati Ola e Olb di Massimo Citi, fantascienza classica condita con un po’ d’inquietudine grazie a una voce narrante piuttosto sorprendente, e Pater di Mario Giorgi che se non soffrisse di un’eccesso di verbosità costituirebbe davvero una pietra miliare nella fantascienza nostrana, abile com’è a giostrare tra realtà indubbiamente italiana, utopia sociale e passioni individuali.
Per me questa era la prima volta con Alia, ora si tratta solo di recuperare gli altri numeri. Se la qualità è analoga a questo credo ne valga assolutamente la pena. Se interessa anche a voi vi consiglio di fare un giro sul sito dell’editore: http://www.arpnet.it/cs/alia/alia.htm .

Questo brano/recensione è firmato da Iguanajo, un nome già noto come frequentatore dei blog mio e di Davide Mana. Non l’abbiamo pagato – vorrei fosse chiaro, questo -  né lusingato, adescato, obbligato tenendo sotto tiro un suo congiunto… e mi ha fatto davvero piacere trovare questo genere di commento alla nostra antologia. Grazie, Iguanajo, e alla prossima…

aprile 16, 2009

ALIA Anglostorie

Archiviato in: Eventi, Novità, mente-alveare — maxciti55 @ 12:45 pm

È stata necessaria un’attesa più lunga – Davide nella presentazione spiega il come e il perché – ma alla fine c’è.
Una
prefazione e un’introduzione, sette racconti, centocinquanta pagine di
testo, cinque immagini originali realizzate per l’occasione per un’ALIA
anglostorica decisamente stimolante.
Gli autori presenti, a
cominciare da Ted Chiang, rappresentano più che degnamente l’arte della
narrazione fantastica nei paesi di lingua inglese.
A voi non resta che leggerli, preparandovi a una varietà di temi e linguaggi non troppo comune in un’antologia tradotta.
Ecco l’indice:

Che cosa ci si aspetta da noi di Ted Chiang

Il sentiero del Sole di Lillian Csernica

Lo spadaccino che non si chiamava Morte di Ellen Kushner

L’avventura dell’inquilino di Dorset Street di Michael Moorcock

Barbablu e il bisonte bianco, una storia di Rangergirl di Tim Pratt

Miss Carstairs e il Tritone di Delia Sherman

Corona di Karl Schroeder

A presto!
aliaanglostorie

novembre 21, 2008

Il Futuro é Adesso

Archiviato in: Discussione, Genere — Davide @ 9:37 am

New Scientist, il settimanale scientifico più diffuso sul pianeta, ha deciso di frustare un cavallo morto, come si suol dire, riciclando il vecchio tema – ha ancora senso parlare di fantascienza?

science – and its handmaiden, technology – are changing so fast that it is impossible for science fiction to keep up

Niente di nuovo sotto il sole – lo stesso ragionamento venne sottoposto dai giornalisti della RAI a Fruttero & Lucentini il giorno dello sbarco sulla Luna.
Son passati quarant’anni.

Il lato interessante dell’iniziativa di New Scientist è che, dopo un articolo sostanzialmente sciapo, la palla viene passata a sei saggi, che possono dire la loro e sollevare la discussione dalla sua banalità di fondo.

I sei scrittori interpellati da New Scientist sono Margaret Atwood (che così implicitamente ammette in pubblico di essere un’autrice di fanascienza), Stephen Baxter, William Gibson, Ursula K. LeGuin, Kim Stanley Robinson e Nick Sagan.
Alcune delle loro osservazioni sono notevoli, e meritano di essere ripetute.

William Gibson by FredArmitage.jpgWilliam Gibson riesce quasi a diventarmi simpatico quando afferma

The single most useful thing I’ve learned from science fiction is that
every present moment, always, is someone else’s past and  someone else’s future. [...] I grew up in a monoculture – one I found highly problematic – and science fiction afforded me a degree of lifesaving cultural perspective
I’d never have had otherwise

E davvero, a parte i soliti imbecilli – che tendono ad infiltrarsi ovunque, ahimé – è facile affermare che la maggioranza dei lettori di fantascienza che ho avuto modo di conoscere tende ad avere una visione del mondo molto più ampia e flessibile della media.
E poi siamo l’unica categoria che si occupi monoliticamente e “istituzionalmente” di futuro.
A chi volete chiedere come sarà il futuro?
Ai politici?
Agli industriali?

http://farm2.static.flickr.com/1159/1433800397_dc4fab9e6f.jpgEd è paradossale, questa nostra ossessione per il futuro, se ciò che sostiene Stephen Baxter è vero (come io credo che sia)

science fiction has – rarely – been about the prediction of a definite future, more about the anxieties and dreams of the present in
which it is written. In H. G. Wells’s day the great shock of evolutionary theory was working its way through society, so Wells’s 1895 classic The Time Machine is not really a prediction of the year 802,701 AD but an anguished meditation on the implications of Darwinism for humanity.

Noi non siamo quindi così interessati al futuro “grezzo”, quanto all’estensione delle nostre conoscenze, esperienze e convinzioni nel futuro.
Il che ci lascia comunque un paio di passi avanti rispetto a chi quelle conoscenze, esperienze e convinzioni dovrebbe/vorrebbe controllarle, o indirizzarle.
Gli appassionati di fantascienza non hanno paura del mondo che cambia.

Kim Stanley Robinson 2005.JPGE certo che cambia in fretta, perciò è lecito (anche se banale) domandarsi se nel futuro la fantascienza esisterà ancora come tale.
Ma qui arriva Kim Stanley Robinson a tagliare corta la discussione…

Science fiction is now simply realism, the definition of our time. You could imagine the genre therefore melting into everything else and disappearing. But stories will always be set in the future, it being
such an interesting space, and there is a publishing category devoted to them. So there is a future for science fiction.

È in fondo il vecchio sogno degli appassionati emarginati.
Ora siamo noi la norma.

The future is thus a kind of attenuating peninsula, running forward with steep drops to both sides. There isn’t any possibility of muddling
through with some good and some bad; we either solve the problems or fail disastrously. It’s either utopia or catastrophe. Science fiction is good at both these modes. Will it be fun too? Fun, entertaining, provocative. Yes.

Il futuro è adesso.
Abbiamo vinto.
… per lo meno sulla carta.

[pubblicatoin parallelo anche su strategie evolutive]

ottobre 17, 2008

Delia Sherman

Archiviato in: Uncategorized — Davide @ 1:51 pm

http://www.sfsite.com/gra/0608/chlg.jpgDelia Sherman si è costruita negli anni una solida reputazione come antologista, partecipando alla produzione di due collezioni essenziali per il fantasy moderno, The Horns of Elfland (con K. Clarke e D.G. Keller) e l’indispensabile The Essential Bordertown (con Terri Windling).

Con Terri Windling ed Ellen Kushner, Delia Sherman è pure fondatrice e membro dell’Endicott Studio.

La Sherman ha frattanto dato alle stampe alcuni romanzi piuttosto interessanti, sia diretti ad un pubblico adulto che nella fascia dei cosiddetti “giovani adulti”, e solitamente classificati come fantasy of manners, ed ha avviato il cosiddetto movimento interstiziale.

Per arte interstiziale si definiscono quelle produzioni che apertamente sfidano la classificazione generica – non tanto trascendendo il genere (come nel caso del new weird) bensì presentando elementi che potrebbero permetterne la classificazione in molte caselle diverse.

Il lavoro della Sherman è stato finora poco rappresentato in Italia.
La novella La signorina Carstairs e l’uomo pesce ha visto le stampe quindici anni or sono, nel nostro paese, in un Urania Fantasy ormai dimenticato.
Verrà riproposto, in una nuova traduzione, illustrata, nel prossimo Alia Anglosfera, come Miss Carstairs e il tritone.

Perché Alia è anche interstiziale.

ottobre 13, 2008

Ellen Kushner

Archiviato in: Uncategorized — Davide @ 10:12 pm

http://www.fantasticfiction.co.uk/images/n1/n6428.jpgEllen Kushner è pressocché sconosciuta nel nostro paese, nonostante abbia un profilo decisamente alto negli Stati Uniti dove, parallelamente alla carriera di scrittrice, è anche antologista e presentatrice del proprio programma radiofonico.
Ha anche inciso dei dischi.

Ellen Kushner è al nucleo di quel sottogere che viene spesso definito fantasy of manners o – ironicamente, mannerpunk – tanto che sarebbe stata lei a inventare la definizione, poi formalizzata dalla critica ufficiale.
Con fantasy of manners si intende un genere di narrativa di immaginazione più interessata ad esplorare le relazioni fra diversi livelli di società immaginarie che non i recessi più oscuri di qualche geografia aliena.
Come riporta Wikipedia

The protagonists are not pitted against fierce monsters or marauding armies, but against their neighbors and peers; the action takes place
within a society, rather than being directed against an external foe; duels may be fought, but the chief weapons are wit and intrigue.

Un fantasy cortese, quindi, che attinge più a Wodehouse che a Tolkien, più a Dumas che a Howard, senza dimenticare la vasta produzione inglese dell’ottocento – dalle sorelle Bronte a Dickens.
E se l’antenato ultimo del genere è Mervyn Peake – spesso evocato su queste pagine – il lavoro di Ellen Kushner è considerato la summa del mannerpunk.

Non v’è traccia alcuna di Ellen Kushner nel Catalogo Vegetti, ma non è il caso di disperare.
Lo Spadaccino il cui nome non era Morte, racconto centrale nello sviluppo della poetica della Kushner, ci è stato regalato dall’autrice, e comparirà quindi nel prossimo Alia Anglosfera.

Perché su Alia, i generi classici ci stanno stretti.

Strange Tales a Napoli

Archiviato in: Eventi — Massimo @ 9:34 pm

COMUNICATO STAMPA “STRANGE TALES” 2008

Ritorna a Napoli “Strange Tales“, terza lettura rivolta a tutti gli appassionati di letteratura fantastica, presentata dall’Associazione culturale “Viv’arte“.

StrtalLa manifestazione si terra’ Sabato 25 Ottobre 2008, alle ore 10.45 presso il Teatro del Convitto Nazionale “V. Emanuele II”, Piazza Dante 41, con la proposta di una nuova scelta di autori contemporanei interpretati dalle voci narranti di Fabio Cocifoglia, Massimiliano Foa’ e Simona Volpe.

Il fascino dei vecchi racconti radiofonici e delle riviste popolari di un tempo, cosi’ cariche di “senso del meraviglioso”, sono il motivo fondante di “Strange Tales”, il reading che (come suggerisce il titolo) attinge da un particolare ambito letterario a cavallo tra i molti generi del fantastico.

Gli scrittori dell’edizione 2008 rappresentano un eccellente esempio di questa narrativa definita da critici anglosassoni “New Weird”, un filone che trova in Italia radici illustri nel solco di autori come Buzzati, Calvino, Landolfi e nel nostro ricco patrimonio favolistico. L’autrice nipponica Kumi Saori (con la traduzione di Massimo Soumare’), spieghera’ sugli stampati dell’Associazione lo spirito del fantasy con un contributo critico scritto per l’iniziativa, soffermandosi a raccontare lo “stato dell’arte” del fantastico in Giappone.

L’incontro si aprira’ con un racconto di viaggio del torinese Daniele Nadir, co-fondatore della rivista “Strane Storie” e autore del notevole romanzo “Lo stagno di fuoco”. Faraf seguito un breve e brillante monologo di Giovanni Buzi, docente di lingua, cultura italiana e storia dell’arte in Bruxelles, autore di diversi saggi, romanzi e antologie, infine verra’ presentato un racconto a sfondo storico del piemontese Maurizio Cometto, apprezzato autore di romanzi e antologie, che presenziera’ la manifestazione incontrando il pubblico.

Questa terza edizione, che si avvale del patrocinio morale del Comune di Napoli II Municipalita’, propone inoltre la novita’ del primo concorso letterario per ragazzi (nato da un’istanza del Rettore Vincenzo Racioppi ). Un contesto rivolto agli allievi delle scuole secondarie di primo grado, in cui i giovanissimi partecipanti si confronteranno sviluppando le tracce fantascientifiche, fantasy ed horror ideate dai curatori Fabio Lastrucci e Ramiro Dell’Erba. La premiazione prevede la consegna dei diplomi di partecipazione ai primi tre classificati, piu’ la lettura del testo vincitore che sara’ premiato con sei libri della collana “Storie di Draghi, Maghi e Guerrieri” offerti per l’occasione dalla casa editrice Delos Books di Milano.

Gli interventi musicali sono di Antonio Crispino col supporto tecnico di Alessandro Bogno. L’organizzazione e` di Nadia De Pascale.

Si ringrazia l’Associazione culturale “In form of Art” per l’immagine del manifesto, opera di Marco Chiuchiarelli, mentre la grafica e` di Mauro Lastrucci per vectorialplaza.com.

Sabato 25 ottobre 2008 – ore 10.45
Teatro del Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II”
Piazza Dante 41 – Napoli

Per info e contatti:
Associazione culturale Vivfarte
c/o Atelier Lastrucci, Vico Montesanto 5 – 80135 Napoli
tel. 0815446388 – cell. 3478394359

http://vivarte.splinder.com/

e-mail: vivarte.associazione@libero.it

ottobre 12, 2008

Ted Chiang

Archiviato in: Uncategorized — Davide @ 8:24 am

http://www.asimovs.com/_issue_0307/Art/storiesofyourlife.jpgTed Chiang (classe 1967) proviene dall’industria del software ed è maledettamente in gamba.
No, davvero, è uno di quegli autori talmente maledettamente in gamba che ti fanno andar via la voglia di scrivere.
Perché non sarai mai in gamba come Ted Chiang.

OK, mi dicono i miei amici, quanto sarà in gamba ’sto tizio?
Ah!
Volete un’idea di quanto sia in gamba Ted Chiang?

Ted Chiang è abbastanza in gamba da allineare sul proprio scaffale 4 premi Nebula, due premi Hugo, un John W. Campbell Award, un Theodore Sturgeon Memorial Award, un Sideways Award e un Locus Award per la sua produzione.
Che si limita, al momento, a dieci racconti brevi.
Fate voi due conti…

Ted Chiang è abbastanza in gamba da aver rinunciato alla candidatura ad un Hugo perché la storia nominata per il premio, pubblicata di fretta, non era conforme ai suoi standard qualitativi.

Ted Chiang è abbastanza in gamba da pubblicare i propri racconti su Nature.

Di più – Ted Chiang è talmente in gamba che persino in Italia ce ne siamo accorti, ed i lettori italiani hanno avuto modo di leggere

La Torre di Babilonia (tre volte da Mondadori)
La Storia della Tua Vita
(una volta da Nord ed una da Mondadori)
L’Inferno è l’assenza di Dio (Nord)
Settantadue Lettere (Mondadori)

Per il piacere dei suoi affezionati lettori – e ancora di più per il piacere dei lettori che non l’hano mai conosciuto – Ted Chiang ci ha concesso i diritti di pubblicazione sul suo racconto comparso su Nature.
Si intitola Cosa ci si aspetta da noi.
Esce sul prossimo Alia Anglosfera.

Perché anche noi siamo dannatamente in gamba.

ottobre 10, 2008

Karl Schroeder

Archiviato in: Novità — Davide @ 12:32 pm

Il manuale per autori di fantascienza della collana Complete Idiot’s Guide, scritto a quattro mani dal solito Cory Doctorow e da Karl Schroeder è fuori stampa da anni e una copia usata riesce a scucire anche un centinaio di euro su eBay.
Si tratta di un buon volume, con un sacco di buone idee, e sarebbe davvero bello se venisse ristampato.

Canadese, classe 1962, Karl Schroeder conduce una doppia vita – autore di fantascienza ed educatore in campo ambientale.
Suona familiare.
Lui però pubblica con Tor Books, ed ha all’attivo alcuni romanzi eccellenti, a cominciare dal titolo d’esordio, quel Ventus che accoppia space opera vecchia maniera e tecnologie di punta dell’ultima ora, in una miscela divertente, con un sacco di buone idee.
Ventus è scaricabile gratis sul sito dell’autore, o acquistabile in formato cartaceo.
Più recentemente, Schroeder ha avviato una fortunata serie di fantascienza avventurosa e hi-tech, tre romanzi collettivamente conosciuti come i libri di Virga.
Ingegneria a scala stellare, pirati spaziali, equilibrismi gravitazionali…
Schroeder non ha paura di essere innovativo.
Scrive anche fantasy, ma pare che pochi gliela filino (o così sostene lui).

Ventus è stato recentemente tradotto in francese.
In Italia, invece, stando al Catalogo Vegetti, Schroeder è stato ampiamente e bellamente ignorato dagli editori con una conseguente perdita da parte dei lettori – che non sanno cosa si perdono.
Un peccato.
Fortunatamente, sul prossimo volume di Alia Anglosfera comparirà una storia che Karl Schroeder ha regalato al nostro progetto.
Si intitola Halo, ed esce in traduzione in contemporanea con un’edizione in Brasile.
È un mondo piccolo.

ottobre 9, 2008

Tim Pratt

Archiviato in: Uncategorized — Davide @ 1:31 am

Diplomato del prestigioso Clarion Workshop, il californiano Tim Pratt (classe 1976) appartiene all’ultimissima generazione di autori di narrativa fantastica.
Narratore, saggista e poeta, ha esordito con un corpus di racconti oggi etichettati come “new weird” e dimostra anche nella propeia narrativa lunga una tranquilla irriverenza per le barriere di genere.
Il suo romanzo più noto, The Strange Adventures of Rangergirl (2005), nominato per il Mythopoeic Award e vincitore del premio della critica di Romatic Times come miglior romanzo, è un fantasy contemporaneo con elementi vagamente lovecraftiani, ma è anche un western.
I racconti raccolti in Little Gods e Hart & Boot & Other Stories sono ugualmente di difficile classificazione.
Sempre nel 2005, il suo poema lungo Soul Searching ha vito il Rhysling Award.
Pratt è stato pure stato finalista del Campbell Award e nominato al Nebula per la sua narrativa breve.

“In the field of fantastic literature, there’s an exciting group of
new young writers poised to take us into fascinating new directions.
Tim Pratt is among the best of them. His stories have moved me,
enchanted me, frightened me….and always leave me wanting more.”
–Terri Windling

La forza di Pratt si concentra nella narrativa fluente, senza barocchismi inutili, e nella felicità ed originalià delle invenzioni.
Considerata la giovane età, il californiano promette molti anni di liete sorprese per gli appassionati di fantastico.

Stando al Catalogo Vegetti, nulla di questo giovane autore è tuttavia disponibile nella nostra lingua.
Per ora.

Alia Anglosfera 2008 includerà infatti Barbablù e il Bisonte Bianco, un racconto della serie Rangergirl che Tim Pratt ha amichevolmente donato alla nostra antologia.

Basta avere un po’ di pazienza…

settembre 26, 2008

ALIA Autori Italiani è uscito!

Archiviato in: Uncategorized — maxciti55 @ 4:20 pm

Oggi pomeriggio, ore 17 circa, il tipografo ci ha consegnato le copie di ALIA Autori Italiani!

Il volume sarà distribuito per primo nel corso della manifestazione «Portici di Carta» che si terrà a Torino nei giorni 27 e 28 settembre.

Arrivederci a presto!

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