Sul piede di partenza…

alia

Immancabilmente, ALIA.

Lo so, sono clamorosamente in ritardo, ma, nonostante il clima seccante (ore 18.38, 31°,  umidità 16%) sto lavorando secco a leggere i brani per il prossimo ALIA.
A questo proposito dò una bella notizia a tutti: mi è arrivato – e ho letto – il brano di Chiara  Negrini, Dance Macabre, il racconto di un tipo molto particolare di ossessione accompagnato da fenomeni di strana percezione… un ottimo racconto che, sistemate alcune piccole cose, metteremo quanto prima in cascina. Silvia ha letto il racconto di Davide Zampatori e in questo momento è qui davanti a me, in una tenuta che non credo suo nonno avrebbe approvato, a picchiare sulla tastiera del suo Acer per scrivere commenti, appunti e suggerimenti al buon Davide.
Ho anche riletto il racconto inviato da Samuel Marolla e continuo ad avere numerose perplessità in proposito, che, immagino, siano almeno in parte dovute a mie resistenze personali allo horror-splatter-gore con teste volanti, schizzi di sangue e vomito ovunque. Poi ci sono problemi di somiglianza con un altro racconto tuttora in corso di valutazione… Rileggerò nuovamente il brano e poi deciderò se è il caso di chiedere al buon Marolla una seconda scelta.
Intanto mi rinfresco con l’ottimo brano inviato da Vittorio Catani, con il delizioso & misterioso pezzo di Francesco Troccoli e con il complesso pezzo di Maurizio Cometto, e il ricco e misterioso pezzo di Spasaro, i primi arrivati con largo anticipo.

E poi ci sono i cosiddetti cavoli miei. Sto ultimando «Settembre» che vorrei fare uscire entro luglio, se possibile. Altrimenti se ne riparla a… settembre.
Appunto.
Comunque posso confermare il buon risultato del «metodo Calvino». Rileggere dopo un paio di mesi la propria ultima stesura permette una distanza dal testo che ha qualcosa di magico. No, non ho riempito il testo di ulteriori correzioni – il che è molto positivo – ma ho avuto una visione d’insieme del libro che mi ha rincuorato.
Poi… lo so., Debbo finire di scrivere il racconto per ALIA. Per il momento sono a pagina 1 (uno), ma se non altro adesso SO dove si svolge il racconto, SO chi è il protagonista e SO una serie di piccole cose sull’ambiente. Lo so, è poco, ma un racconto vive una gestazione nella testa dell’autore che supera di diverse volte il tempo necessario per scriverlo. Chi scrive racconti potrà confermarlo.
Domani riparto per la montagna e ci rimango per una settimana, più o meno. Il clima fresco mi aiuterà a scrivere e a pensare. Non sarò on line spesso ma sono in grado di dare una letta alla posta e persino a FB.
Per chiudere un piccolo pensiero a Chiara Negrini, che credo comprenderà…

N.B.: Questo articolo è apparso (quasi) contemporaneamente sul blog Fronte e Retro.