Ancora tre

Ancora tre racconti nella presentazione della curatrice, correttrice, complice, amica, factotum dell’antologia, Silvia Treves.

A sentire come ne parla viene persino un po’ di invidia. Se non fosse che ho assistito personalmente alla cura delle bozze e so per certo che non è stato un lavoro né facile né leggero…

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Non posso resistere a un racconto sulla fine del mondo. Non sono le catastrofi globali ad attirarmi, ma la possibilità di sperimentare senza rischi il grande momento. Qualcuno ha detto che in fondo morire è l’unica cosa “grande” che ci accada, probabilmente esagerava, ma la fine (la nostra e quella di tutti) è scritta da sempre nella nostra agenda e io vorrei presentarmi all’appuntamento preparata. Quindi di queste opere non me ne lasciato scappare una. Ho solo il timore che il momento fatidico giunga tanto discreto e banale da non saperlo riconoscere. Vabbè, il racconto di Fei Dao in realtà parla della nostro vita quotidiana e anche su quella non si finisce mai di imparare.

 

Fei Dao

UN TRACCONTO SULLA FINE DEL MONDO

“Non ti sposerei nemmeno se fossi l’unico/a uomo/donna al mondo!”. Una boutade che, nella malauguratissima eventualità, verrebbe sicuramente smentita dai fatti. Finisce così anche per i genitori del narratore, ultimi due sopravvissuti della specie umana, inspiegabilmente scomparsa dopo aver tentato, tardivamente, di unire gli sforzi per contrastare la catastrofe. Fatti ormai l’uno per l’altra, i due ultimi umani – spinti dall’inutile tentativo di perpetuare una specie così poco adeguata da sparire senza motivo – giocano pateticamente agli sposi, girovagando in un infinito viaggio di nozze per la terra vuota.

Iniziato come una compassata favola intrisa di humour nero, il racconto di Fei Dao pone il grande interrogativo: qual è l’essenza profonda dell’amore che ci unisce?

Dopo la fine, l’eternità. Mai e sempre, eros e thanotos, Le grandi storie sono costruite su assoluti inconciliabili che tuttavia gli umani che le vivono (e noi con loro) cercano in tutti i modi di conciliare. Nel farlo, forse imparano a sopportare le fratture e le impossibilità e questo è, immagino, il motivo fondamentale che ci spinge a leggere e a scrivere. Dopo una simile pensata potevo farmi scappare un racconto intitolato La città eterna?

 

Haitian Pan

LA CITTÀ ETERNA

Metà favola e metà apologo il racconto affronta, attraverso il racconto di un vecchio soldato, il tema del tempo e dell’eternità. L’opportunità di passare dall’uno all’altra è un dono prezioso o la perdita di ogni significato? E si può incontrare l’eternità due volte?

Continua la saga della donna volpe e del vampiro, cominciata dall’autore nel precedente Alia5 Autori italiani con Storia romantica di code e canini. Ispirandosi alle leggende sui pericolosi yōkai, mitiche creature giapponesi dalle oscure motivazioni, Massimo Soumaré, traduttore e conoscitore della cultura del Sol Levante, popola il nostro mondo di creature dotate di poteri soprannaturali e avvertite soltanto da chi – diversamente da me, tanto per dire – ne condivide la natura. Ora che ci penso… uno di questi yōkai in questo momento potrebbe essere proprio dietro le mie spalle, intento a leggere ciò che sto scrivendo.

Meglio fare attenzione, ho l’impressione che il loro senso dell’umorismo sia molto poco umano.

 

Massimo Soumaré

LE STRAVAGANTI VACANZE ESTIVE DI UNA MAGA E DI UNA VOLPE

Mentre Kiba – il vampiro di Storia romantica… – riprende il suo viaggio verso l’Europa, Kaedenoha, la volpe fatata affascinante quanto una top model che temevamo di non rivedere più, ricompare e si allea con Karla, la maga globalizzata protagonista di Miwaku (in Colori, profili, ombre sospetti, racconti per Fata Morgana 10).

Dopo essersi salvate reciprocamente la vita, le due belle creature decidono di regalarsi una vacanza in Europa, cominciando – indovinate un po? – da Milano. Ma Karla non è l’unica a essersi globalizzata, un certo numero di yōkai malintenzionati si è già organizzato stringendo rapporti con gente assai poco raccomandabile. Spero che la saga continui, perché so che Kiba vive attualmente a Torino…

A proposito, ragazze (posso chiamarvi così, vero?), se nel vostro tour italiano passate di qui, mi telefonate? Potremmo andare a bere qualcosa insieme, fare un po’ di gossip… Amiche toste come voi mica si trovano tutti i giorni!

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