Nuovi e nuovissimi arrivi

locustaPrima comunicazione del 2014. A proposito, tantissimi auguri a tutti.

È più o meno un mese che su questo blog non accade nulla. I motivi sono tanti e rispiegarli tutti come ho fatto qui, su fronte e retro è lungo e noioso e quindi non lo rifarò. Ma farsi vivi tanto per far sapere al mondo che ALIA (in crescita) esiste ancora è cosa buona e giusta e quindi eccomi di nuovo qui.

Nel mese di silenzio – e anche prima – sono accadute alcune cose di una certa importanza. Mi è infatti arrivata la versione definitiva del racconto di Fabio Lastrucci, La sindrome della locusta, un racconto di una decina di pagine agghiacciante e grottesco come capita (molto) raramente di leggere.

Poi, verso metà dicembre mi è arrivato il racconto di Francesco Troccoli, Il misterioso viaggio del giovane Piotr, un curioso, bizzarro racconto di purissimo fantastico, ambientato su una nave-circo e che ha il singolare pregio di mutare senso e colore ad ogni rilettura. Io mi sono fermato a tre riletture ma consiglio di farlo almeno un paio di volte. Qui le prime righe del racconto, tanto per gradire:

Oggi mi è capitato di svegliarmi sul pavimento della cabina, avvolto fra le lenzuola e la coperta, e di rammentare subito un sogno. Ero in mare aperto, su un’imbarcazione veloce e leggera, che tagliava le acque dei tropici come la lama di un coltello. Non c’erano nubi né onde, il sole mi bruciava la pelle.

nave tra i ghiacciPiù o meno nello stesso periodo mi è arrivato anche il racconto di Consolata Lanza, Gran Dio! Morir sì giovane (un verso tratto da «La Traviata»), uno di quei racconti tipici del modus di Consolata di presentare e condannare con il suo acuminato humour nero una semplice, banale coppia in vacanza al mare. Un racconto davvero notevole: qui di seguito le prime righe:

.

Non si poteva dire che la vacanza fosse stata un successo. Mita era più che stufa, ma soprattutto era furiosa con se stessa per essersi comportata come una scema. Una cretina. Una senza testa. Un’egoista, disse automaticamente una parte del suo cervello. Ma qui Mita si fermò. Eh no eh. Avrei dovuto preoccuparmi per Filippo?

.

La fila degli autori aumenta, come si può notare, esattamente come la media qualitativa dei racconti in attesa di pubblicazione. Ma non è finita qui. Altri racconti sono in arrivo. Giuro che la prossima volta non vi farò aspettare troppo a lungo…

mare-tempesta