Il Punto, a quattro mani

Quest’utimo articolo del 2015 è stato scritto da me, Massimo Citi, con appollaiata alla mie spalle Silvia Treves, teoricamente intenta a correggere i compiti, ma in realtà pronta a intervenire sul testo. Per evitare ulteriori discussioni ho tenuto anche i suoi interventi che appariranno nel post con un altro colore.

coperta ALIA dic 2015-2

Mancano otto giorni alla fine dell’anno. Il che non è molto, via ammettiamolo. Alla serie dei racconti per ALIA Evo 2.0 si sono aggiunti, intanto, altri due racconti. Il primo è «Fifone» di Valeria Barbera, un delizioso horror con due bambini come protagonisti – ciò che la nostra anima perversa e dispettosa predilige nel campo orrorifico – e il racconto «La discoteca e le querce» di Consolata Lanza, una storia di fantasmi rarefatta e malinconica, un piccolo capolavoro. A questo punto mancano soltanto il racconto di Massimo Soumaré, del quale ho avuto se non altro occasione di leggere l’incipit, e il diciassettesimo racconto, del tutto imprevisto fino a pochi giorni fa, scritto da Fulvio Gatti, autore di un curioso racconto pubblicato nel nostro decimo Fata Morgana, oltre che di una caterva di altre cose e cosette e storico coordinatore di Torino Comics.

Con il raggiungimento del diciassettesimo autore – non si tratta di un commensale, rilassatevi e non siate superstiziosi – la struttura di ALIA Evo 2.0 è sostanzialmente definitiva. Mancano ancora due racconti che saranno terminati entro la prima decade di gennaio (LA PRIMA DECADE DI GENNAIO, È CHIARO A TUTTI?), la parte centrale del racconto di Silvia Treves  (compatitemi, ho combattuto su due fronti: la scuola e ALIA, Alia è stato il fronte migliore. ST) che abitualmente scrive l’incipit, poi la chiusura e quindi la parte centrale del testo (non è vero, la chiusura si palesa verso metà del racconto ST) . Non chiedetemi come fa (si tratta di intuito, scrivo con l’emisfero destro ST). Resta da fare un briciolo di editing a un paio di racconti, poi… vabbé, Silvia mi ha fatto notare che il mio racconto è almeno in parte… incompleto e che farò bene a rimetterci le mani. Questo succede a  convivere con un’editrix – come insegna il buon Paolo Cavazza  – anche se, per le meno, avrò la possibilità di vendicarmi, pardon, di rifarmi leggendo il suo. Il tutto, comunque, ci porterà via pochi giorni e per l’epifania saremo pronti.

Tranquilli, non siamo in mezzo al guado: succede a ogni nuovo ALIA: prima c’è il caos poi tutto a va a posto. È come l’assemblaggio delle proteine: l’ordine della struttura finale è insito nella sequenza degli aminoacidi: ovvero la sequenza dei racconti nasce da sola dalle loro qualità intrinseche. E io spero di dimostrarlo scrivendo l’introduzione! ST.

Ma che cos’è questa ALIA 2.0? Bella domanda. Diremmo una rassegna di narrativa fantastica che – teoricamente – dovrebbe tenere attaccati alle pagine i lettori. Un’antologia dove si incontrano, collaborano, sognano e delirano diciassette autori. Senza gelosie, senza invidie, senza ansia né timori ma in scioltezza, come in un lungo, divertente giro in bicicletta o sugli sci. Nonostante la diffusa convinzione – fin troppo diffusa per la veritàche non sia possibile costruire una vera antologia fantastica di autori italiani (notoriamente rissosi come i polli di Renzo) che meriti davvero di essere letta, ALIA Evo 2.0 è in dirittura d’arrivo. ALIA è l’Arcipelago del Fantastico: tra i suoi autori vi sono vecchie e nuove leve del fantastico e della fantascienza italiana, veterani e spine, vecchi filibustieri e giovani corsari, quanto merita leggere per andare Oltre.

Questa volta non ci sono autori stranieri. Vero. Ma noi siamo esploratori, non turisti e per andare lontano non dobbiamo percorrere mezzo mondo: veleggiare lungo le nostre coste  può riservare molte sorprese. I migliori auguri di tranquille feste e di un 2016 normale e persino un po’ noioso come una domenica pomeriggio piovosa. coperta ALIA dic 2015

Settembre uscito a settembre…

L’avevo promesso, giurato, dichiarato… se non mi riusciva che figura facevo?

Sì. «Settembre» è uscito ed è disponibile in formato .mobi su Amazon.it.
Emozionato? Sì, ma nemmeno troppo. La sensazione più forte è il sollievo. Ho cominciato a scrivere Settembre più o meno un anno fa e l’ho terminato… ieri. Ieri, nel senso che finché non l’ho inviato ad Amazon.it ho continuato a spiare il testo, anche mentre impaginavo, mentre lo controllavo in Sigil, mentre riguardavo l’impaginazione e i ritorni a capo. Non ho beccato quasi nessun altro errore/ orrore, ma questo può voler soltanto dire che sono un soggetto poco serio. Adesso che Settembre è fuori dal mio controllo posso anche rilassarmi e sperare che non ci siano errori assolutamente intollerabili. In ogni caso posso ancora intervenire sul testo.

I ringraziamenti a coloro che hanno gentilmente accettato di fare da cavie – ovvero i lettori beta – e a tutti coloro che hanno continuato a leggere questo blog, nonostante una volta su due parlassi di Settembre, sono apparsi in calce al volume. Il prezzo è di 2,99 euro, un prezzo che ritengo adeguato a un anno di lavoro. Lo so che il prezzo corrente è di € 0,99 ma, onestamente, mi sembra piuttosto ridicolo offrire qualcosa a € 0,99 nella speranza che “qualcuno” si faccia tentare da un prezzo bassissimo. Scrivo qualcosa di ben preciso – Space Opera – mi illudo di scriverne decentemente e credo che per un appassionato del genere valga la pena di spendere € 2,99. Punto e basta.

Quanto al testo di per sé, devo ammettere di aver scritto un soggetto di tipo militare. Ma militare non significa militarista, sia chiaro. Lo so, lo so, ogni tanto qualcuno può avere la sensazione di leggere Heinlein o Hemingway (si parva licet) ma, ammesso che funzioni, è una funzione obbligata nello scrivere di guerra, soldati, missioni, solitudini e orrore. È una guerra ambientata in un lontano futuro, lo so bene, ma l’azione si svolge su un pianeta periferico dove coesistono armi nuove di zecca e armi esistenti anche adesso. Il che non è probabilmente nemmeno troppo strano.

Il centro della vicenda è un assedio, come ai tempi delle fortezze e dei castelli ma anche come è accaduto di recente con Kobane, nella terra dei Curdi. Quanto ai «cattivi» si tratta dei Gioanniti, ovvero gli interpreti di una particolare lettura dei testi sacri secondo la quale Gesù Cristo è morto sulla croce e suo padre, Dio, ha dichiarato in quell’occasione guerra agli uomini, facendoli fuggire dal sistema solare e obbligandoli a disperdersi, a circondarsi di animali e a dimenticare la Sua Parola. Questo tanto per riaffermare che è possibile criticare le religioni degli altri soltanto se, dal canto proprio, si ha il cervello libero da allucinazioni mistiche di ogni genere.

Ma alla vicenda più spiccatamente militare è accompagnata da altri due temi che ho particolarmente a cuore. Da un lato l’utilizzo da parte degli umani del corredo cromosomico delle altre specie, dall’altro la biologia dei pianeti extrasolari. Non aggiungo altro, tanto per non togliere il gusto a chi lo vorrà leggere e non farmi autospoiler.  Ultimo elemento da sottolineare è l’esistenza – sia pure tenuta pudicamente tra le righe – di una leggera, impensabile storia d’amore. Non è un Harmony, sia chiaro, ma diciamo che non sono riuscito a evitare che tra i due protagonisti nascesse qualcosa di più di una virile solidarietà. In fondo la stessa cosa mi è capitata con mia moglie – anche se non eravamo in guerra – e quindi non me ne pento.
In tutto il libro, anzi l’e-book, conta più o meno duecento pagine e ha un’ottima copertina, probabilmente rovinata dal mio intervento. L’autore del disegno è Anton Semenov, il titolo è  Mirror of Destiny, puntualmente riportato nei ringraziamenti al termine del libro.
E con questo termina la mia tirata di autopromozione.
Potete, se lo desiderate, scaricare il mio file da

Pagando ben 2,99 euro.
O leggerlo gratis utilizzando kindle unlimited.
Aggiungo che chi non avesse un kindle può richiedermi il file in formato .epub o persino in .pdf. Posso inviarlo dietro versamento di 1,70 € sulla pagina dei pagamenti di LN-LibriNuovi. Il che è ciò che mi rimane in tasca dopo il passaggio su Amazon.it.

P.S.: Questo articolo è uscito in contemporanea su http://fronteretro.blogspot.it/.

Leggere al buio in formato e-book.

borgo medievaleDoveva capitare, prima o poi.

Oggi ho pubblicato su Amazon.it il mio racconto lungo, titolo «Leggere al buio», autore Massimo Citi, uscito in cartaceo nel 2008 in ALIA Autori Italiani e ora disponibile in formato e-book per CS_libri.

Potrei dire che è stupendo, meraviglioso, da togliere il fiato, che non riuscirete a staccare gli occhi dalla pagina e altre simili sciocchezze ma non ci credo nemmeno io. Posso giusto invitare i miei lettori a leggerlo, magari anche gratis utilizzando kindle unlimited.

Per presentare più o meno degnamente il libretto utilizzerò la prefazione all’edizione elettronica che troverete di seguito. Resta soltanto da spiegare perché mai mi sono adattato a pubblicare su Amazon.it nonostante il mio parere non propriamente positivo sull’impresa Amazon. Bene, il dato reale è che su Amazon.it passa l’80% dei possibili lettori e non posso decentemente ignorare un’andamento di queste dimensioni. Questo non mi impedirà di parlarne, anche criticamente, se necessario.

Ed ecco la prefazione:

«Leggere al buio ha una strana genesi e una storia quantomeno bizzarra. Nato da una fotografia scattata da Cettina Calabrò doveva entrare, come tutti gli altri racconti, nati anch’essi da una fotografia, nell’antologia Sviluppi Imprevisti. Lo scrissi, una prima stesura di una ventina di pagine, ma per quanto decente mi parve troppo lungo e finii per scartarlo, preferendogli un altro testo. Ma avere un racconto interminato mi disturbava, sicché, per la pubblicazione di ALIA Autori Italiani, uscita nel 2008, ci rimisi le mani allungandolo e dandogli sostanzialmente l’attuale forma.
Ma la storia di Leggere al buio è bizzarra non solo nella sua storia in quanto racconto lungo ma anche come soggetto letterario. Non ho un particolare amore per il fantasy, ancora meno amo quello di derivazione dall’occidente medievale, che apprezzavo in gioventù ma che credo che ultimamente abbia perso spessore e significato. Così ho voluto correre il rischio di scrivere una storia rispettando in apparenza le regole non scritte del genere fantasy, ma facendo in modo di tradirle, rendendo il mondo medievale narrato parte di un universo di mondi in un ciclo fantascientifico. Il racconto è rimasto così sul confine tra i generi e tutto sommato, viste anche gli apprezzamenti ricevuti, ne sono contento. Quanto all’abitudine di bruciare i libri si tratta di una distopia molto comune in tutti i tempi, le civiltà e i regimi. Anche se, visto il mio mestiere di libraio per una quarantina d’anni, non potevo non considerarlo che una pratica appena meno grave del bruciare i bambini. Buona lettura a tutti!»

Appunto, buona lettura a tutti.

lamborghini

Lo so, la vignetta non c’entra nulla, ma mi ha troppo divertito…

Un nuovo romanzo e una traduzione

danza4È arrivata soltanto ieri la notizia dell’ultimo romanzo in formato e-book di Consolata Lanza, Gli anni al sole . Maggiori info  le potete trovare qui:

Non posso aggiungere molto più di questo dal momento che l’ho scaricato ma non l’ho ancora letto. Ma ho letto molti altri racconti e romanzi della nostra e sono ragionevolmente convinto del valore dei suoi testi. Il prezzo è di 2,51 €, un prezzo più che modico per un libro che vi farà compagnia. Molta compagnia.

giorno dell'incarnazioneAltrettanto meritevole di interesse la novella di Walter Jon Williams, nella traduzione di Francesco Troccoli, appena uscita dalle edizioni Delos nella collana curata da Sandro Pergameno Biblioteca di un sole lontano. Qui potete trovare dove acquistarlo, al prezzo più che modico di 1,99 €. Personalmente ho una particolare passione per Walter Jon Williams quindi non posso assicurarvi che ne sarete assolutamente entusiasti, ma conto sulle qualità tutt’altro che modeste dell’autore.

Che potrete leggere, detto per inciso, anche in ALIA  Anglosfera ed. 2004, con il racconto breve Il mondo di papà..

alia anglosfera

«Il demone sterminatore» di Vincent Spasaro e «Anima» di Vittorio Catani

il_demone_sterminatoreUn paio di libri che noi autori di ALIA riteniamo utile e proficuo (per i lettori) presentare.

Il demone sterminatore è un tipo di sf molto particolare. 684 pagine giocate tra Jack Vance, Philip José Farmer e Arthur Machen, giocate con calma feroce. Un libro uscito da qualche tempo, per la precisazione nel 2013, dalle edizione Anordest ma che, come molti romanzi di genere, ha bisogno di essere presentato, discusso, commentato, recensito, polemicamente attaccato, disprezzato e/o osannato.

Questo è ciò che è avvenuto oggi, con la recensione di Stefano Sacchini apparsa oggi su «Cronache di un sole lontano», proprio qui.

 Il secondo è un e-book scritto da una vecchia volpe della sf italiana («Ma esiste “la sf italiana”?», «Sì, esiste, giuro»), Vittorio Catani, autore di Anima,  un e-book pubblicato da Delos e che racconta la storia del nostro rapporto con Dio da un punto di vista davvero molto particolare. Il prezzo è di 1,99 € e, sinceramente, merita la lettura. Lo potete trovare qui.

Buona lettura a tutti!

anima

ALIA Evo in Cronache di un sole lontano

bannerhighquality4Salve a tutti. Come preannunciato esce oggi un’ottima recensione all’ultimo ALIA su Cronache di un sole lontano, segnalato su Romanzi di Fantascienza qui:

https://www.facebook.com/groups/116650241679355/881035855240786/?notif_t=group_activity

Dove potete trovare la segnalazione in Romanzi di fantascienza.

E qui l’articolo a firma Marco Corda:

http://cronachediunsolelontano.blogspot.it/2014/10/alia-ovvero-un-contributo-appassionato.html

Un sentito ringraziamento nostro e di noi tutti del gruppo di ALIA Evo a Marco Corda, a Sandro Pergameno e a tutti coloro che collaborano con la testata e con il gruppo di Romanzi di Fantascienza. E adesso corriamo a leggere!

 

Goodbye SE

teatro-elisabettiano
E così anche un blog “storico” come Strategie evolutive, nome gouldiano del blog di Davide Mana, chiude. Resterà Karavansara, il suo blog in lingua inglese. Dove, solo qualche giorno fa, è apparsa una breve spiegazione alla chiusura di SE:
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There’s a story about a guy that opened a pub just so he could have somebody to talk to.
It’s a story I used to tell when explaining why I started my blog.
There’s a bit about that story that usually did not get in the telling.
It is the bit about the day the guy realized his patrons were no longer talking to him, except to say “shut the f*ck up and gimme a beer!”
The guy closed his pub.
End of the story.
.
Un blog come un pub, dove scambiare qualche parola.
Sì. È un termine che ci può stare.
Come ci può stare che arrivi il giorno in cui si decide che ciò che si regala al blog costa più di quanto può rendere. Soprattutto se, come è capitato a Davide, si è costretti a econonomizzare il tempo come il denaro.
SE era un blog generoso. Un blog quotidiano, dove i perdigiorno come il sottoscritto potevano leggere qualcosa più o meno appena svegli.
Una brutta abitudine leggere appena svegli, ma sempre meglio che sentire il GR o i TG.
Ero sempre d’accordo?
No, ma il discorso non è quello. Davide aveva (e ha, nel suo blog in inglese) un modo di accostarsi agli autori, ai musicisti, agli attori, ai personaggi a tutti quelli, in breve, che permetteva di incontrare nel suo blog, fatto più di cenni biografici che di semplice estetica letteraria, cinematografica o musicale. Davide riusciva a rendermi simpatici – o quantomeno a farmi tollerare – anche scrittori letterariamente inconsistenti o cineasti di quarta fila, semplicemente raccontandomi nel suo modo caratteristico alcuni aspetti secondari delle loro vite.
C’era uno sforzo di unire le vite, le storie e il loro esito letterario proiettandoli in un universo “altro”, dove non aveva importanza se gli alieni avevano come principale differenza con gli umani le antenne sulla testa, mentre ne aveva molta di più la funzione, il lavoro, il sostegno dato ad altri autori, l’impegno per promuovere la narrativa fantastica e, in ultima analisi, l’arte – o quantomeno il  buon artigianato. C’era un enorme rispetto verso coloro che avevano e hanno fatto il possibile perché esistesse anche un’arte “minore”, dove era probabile ripescare qualcosa di unico, di prezioso, di inatteso.
Mi divertivano le sue intemerate contro i piccoli, inutili e noiosi esperti di qualsiasi cosa, contro coloro che giudicano, che considerano con occhio critico qualsiasi iniziativa. Anche qui mi capitava di non essere d’accordo, anche se inevitabilmente dovevo riconoscere che contarsi le pulci addosso non era un buon modo per fare critica né per sostenere un certo genere di narrativa.
Mi amareggiava il suo ripetere che l’Italia è un paese di m…, pieno di sfigati che una volta pubblicate due righe si permettono di giudicare e di polemizzare a vuoto con tutti, e che in Italia non era possibile emergere né riuscire a creare qualcosa di nuovo e di buono insieme.
Così come ero –  e sono – stupito nel sentirlo lamentarsi di furti e copiature del suo blog. Un fenomeno incomprensibile per me che, da bravo perdigiorno, per pura pigrizia non postavo mai nulla di utilizzabile per chi avesse voluto fare bella figura [1].
Davide era ed è un individuo parziale, umorale, intollerante, rancoroso e strafottente ma anche colto, scrupoloso, appassionato e divertente. Riusciva a creare e a portarsi dietro antipatie livide e tuonitruanti disprezzi. Poteva odiare qualcuno anche dormendo o mangiando, una caratteristica che ho, in qualche modo, sempre apprezzato in lui. Io non sono così coerente, le antipatie prima o poi mi si scolorano e gli odi finiscono nel dimenticatoio.
Il blog di Davide era per me il modo per mantenere in rapporti, dopo il suo esilio in Astigianistan e la chiusura della mia libreria.
Ma non credo che ci perderemo di vista solo per questo, sia chiaro.
Davide ha fatto molto per il progetto ALIA, che adesso non conta un tappo ma che verrà probabilmente ricordata come un buon esempio di narrativa fantastica nata qui in Italia. A riprova che in Italia puoi avere tutto il successo che desideri solo una volta morto.
Sicché ora SE è morto.
Viva SE, comunque.
E ci rivedremo da qualche parte là fuori.
Se hai bisogno di qualcosa, sono qui.
.
 .
[1] Un po’ diverso il discorso per LN, abbondantemente saccheggiato da quando esiste. Ma la mia differenza di parere con Davide è profonda, a questo riguardo, e credo che dovremo parlarne con calma davanti a una pizza.
 .
P.S. Questo post esce in contemporanea sul blog Fronte e Retro