Nostromo, segna anche questi!

velieroSiamo a + 39 giorni. Il che cambia poco rispetto all’ultima volta, siamo d’accordo. Ma tant’è.

Nel frattempo… beh, l’ultima notizia è di stamattina ed è un’ottima notizia. Danilo Arona sarà della partita. Al momento non ho altri particolari, ma la notizia è ufficiale, ufficialissima e quindi via, «nostromo segna anche questo». È da un po’ di tempo che Arona non si fa vivo dalle parti di ALIA ma la colpa è anche nostra. Ma non succederà più, giurin giuretta.

Altra importante adesione arrivata in questi giorni è quella di un’autrice ormai nota al pubblico di ALIA: Consolata Lanza. «Non ho ancora un racconto ma lo scrivo prossimamente, contate su di me».  Situazione non troppo diversa dalla mia e da quella di Silvia Treves, detto di passata, ma siamo felici di averti ancora una volta con noi. Senza di te ALIA non sarebbe ALIA.

Maurizio Cometto, autore del racconto apparso nello scorso ALIA, «Segni di morte» ha inviato lo scorso week-end due racconti nella versione quasi definitiva. A noi il compito di scegliere quello che ci pare più adatto al prossimo ALIA. Compito, inutile dirlo, assai poco gravoso.

Notizie in arrivo anche da Francesco Troccoli, autore in ALIA Evo de «Il misterioso viaggio del giovane Piotr» che bisserà la sua presenza nel prossimo ALIA. Da Fabio Lastrucci, anche lui della partita con un racconto in corso di scrittura e qualche notizia anche da Luca Barbieri autore dello splendido racconto «Viale del Tramonto» in ALIA Evo.

Ma ci sono altri altri possibili autori in  arrivo e racconti che bollono in pentola. Rimanete connessi e sarete, immancabilmente, informati.

macchina da scrivere

Pubblicità

A ventun giorni dall’annuncio…

soloSì. L’annuncio della (ri)nascita di ALIA è uscito il 20 febbraio e sono passati già ventun giorni da allora. Non è che voglia crearmi delle ansie da solo, però, però…

Ma non tutti hanno dormito in questo tempo. Vittorio Catani, per esempio, ha già inviato un suo racconto: «L’Uomo esploso». Delle dimensioni giuste, della sua consueta forza e carico di una quantità prodigiosa di interrogativi, un vero racconto di fantascienza.

Ma anche Vincent Spasaro non è stato da meno. In realtà con lui è stato perfino più facile: avevamo una sua piccola antologia dalla quale scegliere un racconto, cosa che abbiamo già fatto: il prescelto – a meno di ulteriori ma improbabili ripensamenti – è «Navigatori delle lunghe distanze», un racconto che è stato fino all’ultimo secondo in gara con il racconto pubblicato nell’ALIA precedente. Sicché adesso lo pubblichiamo e siamo contenti come pasque.

E si sono fatti vivi nuovi autori, chiedendo info e dichiarando che cercheranno qualcosa di adatto ad ALIA Evo 2.0. Uno di questi autori, Samuel Marolla di Acheron Books, ha già inviato per una prima lettura il racconto «Cracking» (titolo provvisorio). Un nuovo rapporto che si apre, interessante anche per le possibilità di future forme di confronto con un editore attento alle letterature in lingua straniera.

Ultima novità per questo giro, restando in attesa di altri racconti, l’adesione dell’ottimo Mario Giorgi, autore del racconto “Avvistamenti” nell’ultimo ALIA e di altri (notevoli) racconti nel corso degli altri anni di ALIA e di Fata Morgana.

A rileggerci presto!

avvistamenti

In altri mondi: il demone sterminatore

il_demone_sterminatoreCredete all’indipendenza dei recensori? Pensate che chi scrive di un libro non debba necessariamente aver nessun rapporto con chi il libro l’ha scritto? Temete di essere turlupinati da una recensione disonesta? Allora risparmiatevi la fatica di leggere quel che segue: conosco e stimo l’autore del libro presentato anche se, come Seneca, tendo a pensare che un approccio sincero a un testo sia preferibile per chi mi legge e anche per l’autore. Avendo lavorato per vent’anni o giù di lì per LN-LibriNuovi mi sono trovato spesso a recensire autori che conoscevo ma la mia linea di condotta, in questo caso, era quella di avvertire chi mi leggeva del rapporto esistente tra recensore e autore e invitando i lettori a tenerne conto. Presunzione? Non lo nego, ma preferisco agire così piuttosto che mettere in scena la consueta sviolinata – o le critiche pelose – di chi lavora nello stesso ambiente e conosce perfettamente l’autore ma fa finta di niente.

Fatta questa doverosa premessa, vengo al libro. Ma ti è piaciuto? Ho letto poca fantasy, in vita mia. È un genere che un tempo – diciamo venti/trent’anni fa – non era particolarmente frequentato, poco tradotto in lingua italiana, con l’esclusione del glorioso «Signore degli Anelli» – comunque circondato da un’aura negativa per le sue presunte tendenze di “estrema destra” – e di pochi altri testi di autori più o meno noti, come Robert Ervin Howard o, più tardi, Marion Zimmer Bradley o Terry Brooks. Nato dal gotico e da autori come William Morris, Lord Dunsany o Howard Phillips Lovecraft, il fantasy ha acquistato un successo crescente parallelo alla profonda crisi della sf, tanto da diversificarsi e da occupare gran parte del paesaggio del fantastico contemporaneo.

Da amante della sf e in generale della speculazione di radice scientifica ho avuto relazioni scarse e non facili con il fantasy. Ho doverosamente letto in tempi non sospetti il «Signore degli Anelli» e «Lo hobbit», ho assaggiato un paio di romanzi di Marion Zimmer Bradley, ho letto Morris e Dunsany e ho profondamente apprezzato H.P.Lovecraft, giudicandolo, tuttavia, un ottimo (ma verboso) autore di proto-fantascienza. Prima di approdare al libro di Vincent Spasaro debbo ammettere di aver letto poca fantasy, se non nelle sue versioni meno formali, con autori come China Mieville, Mary Gentle o Michael Swanwick, considerati – secondo gli appassionati di tassonomia fantastica – autori di «new weird» o di «scientific fantasy», categorie che possono ritenersi utili per uno storico della letteratura ma non troppo maneggevoli per un normale lettore.

Vincent-Spasaro

Vincent Spasaro

Il romanzo di Vincent Spasaro rientrerebbe nella categoria del «Dark Fantasy», ovvero di un genere dove caratterizzazione della vicenda è orientata verso una tendenza neo-gotica, dove fantasmi, apparizioni, mostri nati da incubi e in generale il «Male», inteso come categoria reale e materiale, determina i confini della vicenda. È davvero così? E si tratta del «Male» come categoria a-storica e sovra-umana o di una forma diversa di minaccia? Sinceramente non ho una particolare simpatia per il «Male» come entità definita, più o meno come tollero poco che si dichiari che Hitler in fondo «era soltanto un pazzo». Il «Male» contenuto nel romanzo di Spasaro, tuttavia, è di una categoria più simile a quella dell’Olimpo remoto e indifferente di H.P. Lovecraft che al – in definitiva sottilmente autocaricaturale – Sauron di R.R.Tolkien. I mondi di livello superiore, «i luoghi delle leggende che stanno al di là delle isole» dai quali viene il centauro Onnau, formano una curiosa visione di sapore utopico – o , volendo, fantascientifico – mentre lo sterminatore, che il lettore conoscerà soltanto nelle ultime pagine, ha la curiosa, rigida fissità del custode di Franz Kafka, quello per il quale (prego di scusare la citazione fatta a memoria) «Questa porta è stata finora aperta. Ora vado a chiuderla», ovvero l’oracolo di un mondo ulteriore, inafferrabile e incomprensibile per il personaggi.

Seicentottantadue pagine, un volume di dimensioni ragguardevoli, dove tre personaggi, il già citato centauro Onnau, il piccolo prete Luach e la zingara Fenahar – apparsa più volte nel libro sotto altre vesti e con altri nomi – sono alla ricerca dello «Sterminatore», l’entità colpevole dell’antico teocidio, del quale esiste soltanto un tenue e vago ricordo nel mondo del «fiume senza rive». E l’impresa dei tre personaggi è anche una ricognizione di questo mondo inferiore, dove vani e feroci sogni di potenza, ricordi perduti di una condizione umana migliore e una tecnologia limitata dalle condizioni ambientali. rendono il mondo del fiume un’entità da incubo, popolata da un ricca fauna di ombre e fantasmi, di un enigmatico «popolo bianco» e di innominabili creature degli abissi, in un universo che l’autore riesce a rendere curiosamente reale, quasi tangibile.

E poco a poco il complesso universo del «Demone Sterminatore» filtra attraverso le pagine, diventa, come nella narrativa nipponica, una dimensione della percezione della realtà, un substrato fatale di quel mondo che permea completamente la visione del mondo dei personaggi. Il «Fiume senza rive» diviene reale, una visione necessaria e sufficiente, come se non esistesse altra possibilità per sopravvivere. Onnau, «che viene dalla splendida città di Sivigne» finisce per perderne la memoria e a cercare inutilmente di resistere, con la visione del “suo” mondo che impallidisce a ogni passo; Luach che finisce con lo sposare completamente la ferocia del signore Tukiniat, a sua volta guidato da un desiderio di distruzione che va molto oltre il suo desiderio di possedere; Fenahar che nel suo instacabile mutare è guidata dal sogno di unirsi definitivamente al Demone Sterminatore.

rioIl mondo del fiume senza rive diviene così una caratteristica rappresentazione dell’inferno, ovvero un luogo senza speranza, senza redenzione né possibilità di mutare, un luogo di passaggio privo di un sole visibile, creato per capriccio da dei-demoni, alimentato da forme di vita apparente e in attesa di un’improbabile redenzione. Un’ontologia disperata e disperante che tenta di ripetere i mondi superni ma senza la loro grandezza. I mondi di Spasaro divengono sogni senza speranze, mondi intrinsecamente imperfetti dove anche la vita è soltanto un’illusione. Leggere «Il demone sterminatore» si rivela, in ultima analisi, una curiosa, inattesa esperienza mistica, qualcosa in grado di porre in discussione la visione stessa di Dio e della sua creazione, un universo dove Dio è necessariamente morto – come sostiene pervicacemente il prete Luach – e gli esseri umani sopravvivono senza nessuna speranza. Una rappresentazione ardita ma curiosamente efficace del genere umano in questi giorni senza apparente futuro.

Un romanzo “fluviale” per le dimensioni e particolarmente ambizioso nel tentativo di parlare insieme ai nostri sogni e alla nostra realtà. Difficile darne un giudizio che risulti comunque fondato e che ignori il valore didattico e gnoseologico del romanzo. La continua, instacabile descrizione del Fiume senza rive si rivela ipnoticamente efficace, anche se mi rendo conto che per alcuni può risultare faticosa, a tratti stucchevole. La ricerca del Demone Sterminatore è spesso illusione o sogno fallace e può risultare sottilmente assurda per un lettore che non voglia accettare i numerosi livelli e sottolivelli del romanzo. Personalmente sono uscito felicemente stremato dalla lettura, con il cervello carico di una visione barocca della realtà, simile a quella del mondo immaginato nel 1500, con Terre Incognite, mostri che infestano le acque e mondi celesti immobili che girano intorno alla Terra.Onestamente ne consiglio la lettura, come si può consigliare l’uso di una droga non abbastanza sperimentata, che può creare sogni difficili o incubi oscuri. Resta, in ogni caso, la capacità invidiabile di Vincent Spasaro di creare un universo coerente di questi tempi così poveri di sogni e di immaginazione, una vicenda ricca e complessa e personaggi a tutto tondo. Non è poco, davvero.

planisfero

ALIA want you! (Evo 2.0)

alia-russoSì, si riparte.

Non dico sia facile né che non ci siano problemi, ma i risultati – più per i giudizi che gli incassi – ci fanno dire: «Beh ALIA Evo non è andata male, perché non farne un’altra?».

Un’e-book dal titolo ALIA Evo 2.0. Il nome di un programma nella la sua release più recente. Secondo la visione degli e-book che fino a non molto tempo fa aveva l’UE. Comincia lo sbattone nel trovare racconti che meritino – e non ne mancano, sul serio -, nel chiedere ad amici traduttori nuovi autori e nuove storie, nell’immaginare insieme qualcosa d’altro, qualcosa che agli ALIA precedenti è mancato.

Tra l’altro significa anche per noi – io e Silvia – cominciare a pensare che cosa scrivere per il prossimo ALIA, senza scavare nei racconti già scritti e mai pubblicati…

Le regole non cambiano, ma è bene ricordarle. I racconti selezionati di autore italiano saranno pubblicati senza alcun vincolo di proprietà e ciascun autore potrà disporne come preferisce, pubblicandoli in seguito con altro editore o in altro modo. Stessa regola vale per eventuali racconti già pubblicati in altra sede che potranno essere pubblicati in ALIA purchè disponibili all’autore senza doveri nei confronti di altro editore.

Regole in parte diverse per i racconti tradotti che resteranno di proprietà degli autori mentre le traduzioni saranno di proprietà dei rispettivi traduttori.

Non ci sono regole sulla lunghezza. Diciamo che non potrò pubblicare sul prossimo ALIA il romanzo breve (>150.000 caratteri) che sto scrivendo e meno che mai potrà farlo Silvia che viaggia sul milione di caratteri, ma fino a 60.000 / 70.000 caratteri ogni testo è accettabile. Altra regola che è bene ripetere è che i testi dovranno essere di natura fantastica. Come ha spiegato Silvia nel corso dell’intervista uscita su «Il pozzo e lo straniero»:

…il fantastico è un’aura, non un genere chiaramente definito e delimitato, è pieno di sfumature e di “figli” il fantasy, l’horror, la FS, la favola, lo steampunk, il racconto di ucronia, il racconto gotico ecc…

 Il che è come dire che siete assolutamente liberi di inventare quello che credete, da un mago alieno nelle soffitte di un antico castello in un’Europa dominata dal Califfo, a un castello alieno dove abita un Califfo e fatto solo di magiche soffitte, a un alieno sfrattato da una soffitta che cerca di recuperare una casa con l’aiuto di un amico mago e contro un perfido califfo a… vabbè, avete capito, credo.

alia_stargateAltro aspetto in apparenza poco simpatico ma che ha un suo perché: né autori né traduttori saranno pagati – come è stato nelle precedenti edizioni – per il loro lavoro.

Calma, un momento, ragioniamo.

ALIA rappresenta un punto d’incontro di molti autori e di diverse culture e se l’editore – CS_libri – avesse risorse economiche per finanziare un simile progetto non ci penserebbe due volte a pagare. Ma CS_libri – e in realtà anche io e Silvia, i due curatori – esistiamo per produrre ALIA nel miglior modo possibile e le vendite della precedente edizione – interamente depositati presso un conto su PayPal – non hanno, per la verità, un’entità tale da costituire uno stimolo sufficiente per nessuno. E tali poveri incassi non hanno nemmeno permesso, detto di passata, di stampare ALIA su carta. Diciamo che se vi piace il progetto non sarà gravoso lavorarvi gratis et amore deo altrimenti – con tutto il nostro dolore e la nostra convinzione che sarebbe stato bello se – è triste ma le nostre strade si separano qui. In ogni caso aggiungo che se ALIA vendesse qualche centinaio di copie – il che è fantascientifico ma non del tutto – traduttori e autori riceverebbero un degno guiderdone al loro impegno. «Ben un numero a due cifre…!» Ssshhhttt, silenzio.

Ultimo aspetto, il principale, in realtà. ALIA  è nato per permettere un confronto con il fantastico di altri paesi e di altre culture. La culture dell’estremo Oriente – Giappone, Cina, Singapore -, le culture di area anglofona – USA, GB, Australia, Canada – e quella di madrelingua italiana. Ma siamo aperti ad altri contributi. Dall’universo Ispano-americano, a quello nordico e germanico, al mondo slavo. Ai consueti traduttori che hanno collaborato al progetto – Massimo Soumarè, Davide Mana, Federico Madaro – ci piacerebbe affiancarne altri che operano in altre aree e lavorano su altre lingue. Sarà possibile anche senza mercede? Non è probabile ma non è nemmeno impossibile, aspettiamo e vedremo.

I tempi di consegna dei testi sono ovviamente larghi. Diciamo che il sogno mio e di Silvia sarebbe quello di ricevere tutto entro la fine del 2015 in modo da pubblicare il nuovo ALIA, ALIA Evo 2.0, entro marzo del 2016. Ma non ci illudiamo troppo in proposito. Se i testi riuscissero ad arrivarci entro febbraio 2016 sarebbe ancora possibile pubblicare tutto entro maggio 2016. Ancora più tardi  vorrebbe dire rimandare l’uscita di ALIA Evo 2.0 a settembre / ottobre, rischiando di finire troppo vicini a Natale e scomparire nel gorgo natalizio.

Resta una domanda che in molti hanno concepito mentre leggevano questo post: «Va bene, ma a voi due chi ve lo fa fare?» Rispondere è un pochino come raccontare un pezzetto della nostra vita ma lo faremo, sia pure in breve.

Come tanti altri anche noi abbiamo letto antologie di autori stranieri – di horror, di gotico, di sf, di fantastico – e ci siamo sempre detti (separatamente, allora): «ma non sarebbe bello – fantastico, stupendo, impensabile, meraviglioso – farne una noi?» Ecco il semplice segreto di ALIA. Finora abbiamo avuto la possibilità di varare sette ALIA ma siamo insaziabili. Bramiamo farne un’altra… E comunque ci sono poche cose che riescono a regalarci la stessa gioia di leggere come ricevere racconti fantastici da scegliere in anteprima. In realtà temo di dover ammettere che sia Silvia che io siamo due vampiri. Beneducati, gentili ma sempre vampiri. Ognuno ha le sue debolezze e i suoi scheletri nell’armadio.

Ultime note per coloro che intendono partecipare. I testi, in formato .doc, .rtf o .odt devono arrivare presso la casella postale aliaracconti[at]fastwebnet.it, accompagnata da una breve (max 200 caratteri) autopresentazione. Altre comunicazioni potranno arrivare sulla stessa posta elettronica o sulla nostra (massimo.citi[at]fastwebnet.it e s_3ves[at]fastwebnet.it). Altro modo di comunicare con noi è attraverso questo blog o sulla pagina FB di CS_libri.

Sicuramente ci saremo dimenticati qualcosa, ma intanto ci fermiamo qui.

Aspettiamo impressioni, dubbi, proposte, idee ecc ecc.

Ma sappiatelo: ALIA Evo 2.0 adesso esiste.

Silvia Treves e Massimo Citi

alia cccp

Un’intervista a una che ne sa

applausi02Sul blog «Il Pozzo e lo Straniero» è in onda l’intervista a Silvia Treves, co-curatrice dell’ultimo ALIA, ALIA Evo.

Non posso che invitare tutti i passanti a fare un salto sul blog e abbeverarvi davanti a tanta competenza.

No, parlo seriamente.

Piantala di ridere. Sì, lo so è mia moglie ma questo non c’entra. Sul serio. Anche se devo ammettere di averla sposata anche per questo.

Comunque non corso dell’intervista Silvia dichiara che ha intenzione di fare un altro ALIA: ALIA Evo 2.0. Cominciate a preoccuparvi. Io, che non ho nulla di pronto mi sto già preoccupando, per dire.

A proposito, l’intervista si trova QUI

intervista-500x300

ALIA, il Pozzo e lo Straniero

blog xenoProprio stamattina il blog Il Pozzo e lo Straniero, nuova maschera del sempiterno Solomon Xeno, ha pubblicato un articolo sull’ultimo ALIA, l’ALIA elettronica uscita lo scorso giugno.

Si tratta di un buon articolo che presenta l’antologia, cogliendone alcuni aspetti che non sempre sono stati colti con uguale precisione. Considerazioni di questo genere:

Il fantastico ha mille sfaccettature e l’approccio prevalente è quello di isolarle e affrontarle una alla volta, perché si ritiene che chi legge fantascienza non apprezzi il fantasy e così via. ALIA fa invece della diversità il suo punto di forza, e la usa per disorientare il lettore al punto giusto…

ci rende gonfi di orgoglio come tacchini…

Come anche il fatto che l’estensore sottolinei la «mancanza di un filtro di genere» e l’apertura ad autori «culturalmente distanti» rende il nostro lavoro non troppo ingrato. Possiamo addirittura affermare che non si è lavorato invano…

Un grosso ringraziamento a Salomon Xeno da parte di noi tutti e in particolare, credo, da parte di Mario Giorgi… Se leggete l’articolo scoprirete perchè.

katedra2

Un nuovo romanzo e una traduzione

danza4È arrivata soltanto ieri la notizia dell’ultimo romanzo in formato e-book di Consolata Lanza, Gli anni al sole . Maggiori info  le potete trovare qui:

Non posso aggiungere molto più di questo dal momento che l’ho scaricato ma non l’ho ancora letto. Ma ho letto molti altri racconti e romanzi della nostra e sono ragionevolmente convinto del valore dei suoi testi. Il prezzo è di 2,51 €, un prezzo più che modico per un libro che vi farà compagnia. Molta compagnia.

giorno dell'incarnazioneAltrettanto meritevole di interesse la novella di Walter Jon Williams, nella traduzione di Francesco Troccoli, appena uscita dalle edizioni Delos nella collana curata da Sandro Pergameno Biblioteca di un sole lontano. Qui potete trovare dove acquistarlo, al prezzo più che modico di 1,99 €. Personalmente ho una particolare passione per Walter Jon Williams quindi non posso assicurarvi che ne sarete assolutamente entusiasti, ma conto sulle qualità tutt’altro che modeste dell’autore.

Che potrete leggere, detto per inciso, anche in ALIA  Anglosfera ed. 2004, con il racconto breve Il mondo di papà..

alia anglosfera

ALIA Evo in Cronache di un sole lontano

bannerhighquality4Salve a tutti. Come preannunciato esce oggi un’ottima recensione all’ultimo ALIA su Cronache di un sole lontano, segnalato su Romanzi di Fantascienza qui:

https://www.facebook.com/groups/116650241679355/881035855240786/?notif_t=group_activity

Dove potete trovare la segnalazione in Romanzi di fantascienza.

E qui l’articolo a firma Marco Corda:

http://cronachediunsolelontano.blogspot.it/2014/10/alia-ovvero-un-contributo-appassionato.html

Un sentito ringraziamento nostro e di noi tutti del gruppo di ALIA Evo a Marco Corda, a Sandro Pergameno e a tutti coloro che collaborano con la testata e con il gruppo di Romanzi di Fantascienza. E adesso corriamo a leggere!

 

ALIA Evo. Una volta finita la festa…

festaBeh, forse la festa non è del tutto finita, ma è più di un mese che non ne viene ordinata nemmeno una copia, così…

Il problema, giunti a questo punto, è quello di riuscire a ricreare uin minimo di curiosità e di interesse per un’opera scomparsa dall’orizzonte degli eventi. Ciò che mi è capitato più volte sia con i libri stampati da CS_libri che con i libri acquistati di altri editori. Le possibilità sono, a questo punto:

sollecitare nuove recensioni inviando il testo ad altri possibili recensori interessati.

Sempre possibile, ovviamente, anche se sui due piedi non mi vengono in mente altri possibili interessati. Il grosso problema di ALIA, un problema che si è posto in pratica sempre nel corso della sua esistenza è il suo essere una chimera, fatta di diversi tipi di fantastico. Il risultato è, come si potrà immaginare, che si rischia di essere ignorati nei gruppi dedicati a un sottogenere in particolare. Se qualcuno ha qualcosa da proporre sono tutto orecchie… In ogni caso nei prossimi giorni è previsto l’arrivo di una nuova recensione scritta da un buon recensore. Speriamo che questa muova un po’ le acque.

abbassare il prezzo di copertina della pubblicazione e/o farla uscire in formato cartaceo.

La prima delle due è una possibilità, la seconda no. Sinceramente non pensavo che 7,20 euro fossero un problema tenendo conto che l’antologia aveva una paginazione superiore alle 400 pagine, ma tutto è possibile. Portare il prezzo e 3,60 euro o a 3,00 euro è senz’altro possibile, anche se… Una delle intenzioni di noi curatori e traduttori era quella di giungere ad un incasso sufficiente da poter procedere a stampare l’antologia, ma a un prezzo più basso la cosa si rivela sostanzialmente impossibile. Questo è anche il motivo per il quale al momento procedere a una stampa anche di un numero limitato di copie è impraticabile, a meno di non mettere in preventivo una perdita sicura e non di pochi euro. Abbiate pazienza, ma essere un editore vuol dire anche questo. In ogni caso procedere a un rilancio dell’antologia a un prezzo più basso è possibile. Fatemi solo sapere il vostro parere.

pubblicare un assaggio dei racconti o alcuni racconti, non più di tre, per spingere gli incerti ad acquistare.

Sono cose che ho già fatto ma con esiti scarsi. Diciamo che i racconti pubblicati vengono letti e buonanotte. In quanto a pubblicare l’incipit non serva praticamente a nulla, se non a provocare un certo rancore per la frustrazione tra i pochi interessati.

Questo è lo stato delle cose, Abbiamo creato un buon prodotto – chiedo scusa ma mi trovo qui in quanto “editore” e non come autore o curatore – ma le vendite sono inferiori a quanto sperato. Nulla che ci debba spingere a urlare e strapparci i capelli – in fondo è un brutto momento per tutta l’editoria e abbiamo utilizzato un genere di media ancora poco diffuso in Italia – , anzi tenendo conto del rapporto di vendite esistente tra p-book ed e-book potremmo persino vantarci un pochino dell’interesse suscitato, ma rimane il fatto che il progetto è rimasto quantomeno incompleto. A questo punto possiamo ringraziare gli intervenuti e chiudere la serranda sul progetto ALIA. Oppure possiamo tentare qualcos’altro. Io sono disponibile, datemi soltanto qualche idea

fine della festa

Goodbye SE

teatro-elisabettiano
E così anche un blog “storico” come Strategie evolutive, nome gouldiano del blog di Davide Mana, chiude. Resterà Karavansara, il suo blog in lingua inglese. Dove, solo qualche giorno fa, è apparsa una breve spiegazione alla chiusura di SE:
.
There’s a story about a guy that opened a pub just so he could have somebody to talk to.
It’s a story I used to tell when explaining why I started my blog.
There’s a bit about that story that usually did not get in the telling.
It is the bit about the day the guy realized his patrons were no longer talking to him, except to say “shut the f*ck up and gimme a beer!”
The guy closed his pub.
End of the story.
.
Un blog come un pub, dove scambiare qualche parola.
Sì. È un termine che ci può stare.
Come ci può stare che arrivi il giorno in cui si decide che ciò che si regala al blog costa più di quanto può rendere. Soprattutto se, come è capitato a Davide, si è costretti a econonomizzare il tempo come il denaro.
SE era un blog generoso. Un blog quotidiano, dove i perdigiorno come il sottoscritto potevano leggere qualcosa più o meno appena svegli.
Una brutta abitudine leggere appena svegli, ma sempre meglio che sentire il GR o i TG.
Ero sempre d’accordo?
No, ma il discorso non è quello. Davide aveva (e ha, nel suo blog in inglese) un modo di accostarsi agli autori, ai musicisti, agli attori, ai personaggi a tutti quelli, in breve, che permetteva di incontrare nel suo blog, fatto più di cenni biografici che di semplice estetica letteraria, cinematografica o musicale. Davide riusciva a rendermi simpatici – o quantomeno a farmi tollerare – anche scrittori letterariamente inconsistenti o cineasti di quarta fila, semplicemente raccontandomi nel suo modo caratteristico alcuni aspetti secondari delle loro vite.
C’era uno sforzo di unire le vite, le storie e il loro esito letterario proiettandoli in un universo “altro”, dove non aveva importanza se gli alieni avevano come principale differenza con gli umani le antenne sulla testa, mentre ne aveva molta di più la funzione, il lavoro, il sostegno dato ad altri autori, l’impegno per promuovere la narrativa fantastica e, in ultima analisi, l’arte – o quantomeno il  buon artigianato. C’era un enorme rispetto verso coloro che avevano e hanno fatto il possibile perché esistesse anche un’arte “minore”, dove era probabile ripescare qualcosa di unico, di prezioso, di inatteso.
Mi divertivano le sue intemerate contro i piccoli, inutili e noiosi esperti di qualsiasi cosa, contro coloro che giudicano, che considerano con occhio critico qualsiasi iniziativa. Anche qui mi capitava di non essere d’accordo, anche se inevitabilmente dovevo riconoscere che contarsi le pulci addosso non era un buon modo per fare critica né per sostenere un certo genere di narrativa.
Mi amareggiava il suo ripetere che l’Italia è un paese di m…, pieno di sfigati che una volta pubblicate due righe si permettono di giudicare e di polemizzare a vuoto con tutti, e che in Italia non era possibile emergere né riuscire a creare qualcosa di nuovo e di buono insieme.
Così come ero –  e sono – stupito nel sentirlo lamentarsi di furti e copiature del suo blog. Un fenomeno incomprensibile per me che, da bravo perdigiorno, per pura pigrizia non postavo mai nulla di utilizzabile per chi avesse voluto fare bella figura [1].
Davide era ed è un individuo parziale, umorale, intollerante, rancoroso e strafottente ma anche colto, scrupoloso, appassionato e divertente. Riusciva a creare e a portarsi dietro antipatie livide e tuonitruanti disprezzi. Poteva odiare qualcuno anche dormendo o mangiando, una caratteristica che ho, in qualche modo, sempre apprezzato in lui. Io non sono così coerente, le antipatie prima o poi mi si scolorano e gli odi finiscono nel dimenticatoio.
Il blog di Davide era per me il modo per mantenere in rapporti, dopo il suo esilio in Astigianistan e la chiusura della mia libreria.
Ma non credo che ci perderemo di vista solo per questo, sia chiaro.
Davide ha fatto molto per il progetto ALIA, che adesso non conta un tappo ma che verrà probabilmente ricordata come un buon esempio di narrativa fantastica nata qui in Italia. A riprova che in Italia puoi avere tutto il successo che desideri solo una volta morto.
Sicché ora SE è morto.
Viva SE, comunque.
E ci rivedremo da qualche parte là fuori.
Se hai bisogno di qualcosa, sono qui.
.
 .
[1] Un po’ diverso il discorso per LN, abbondantemente saccheggiato da quando esiste. Ma la mia differenza di parere con Davide è profonda, a questo riguardo, e credo che dovremo parlarne con calma davanti a una pizza.
 .
P.S. Questo post esce in contemporanea sul blog Fronte e Retro