Settembre uscito a settembre…

L’avevo promesso, giurato, dichiarato… se non mi riusciva che figura facevo?

Sì. «Settembre» è uscito ed è disponibile in formato .mobi su Amazon.it.
Emozionato? Sì, ma nemmeno troppo. La sensazione più forte è il sollievo. Ho cominciato a scrivere Settembre più o meno un anno fa e l’ho terminato… ieri. Ieri, nel senso che finché non l’ho inviato ad Amazon.it ho continuato a spiare il testo, anche mentre impaginavo, mentre lo controllavo in Sigil, mentre riguardavo l’impaginazione e i ritorni a capo. Non ho beccato quasi nessun altro errore/ orrore, ma questo può voler soltanto dire che sono un soggetto poco serio. Adesso che Settembre è fuori dal mio controllo posso anche rilassarmi e sperare che non ci siano errori assolutamente intollerabili. In ogni caso posso ancora intervenire sul testo.

I ringraziamenti a coloro che hanno gentilmente accettato di fare da cavie – ovvero i lettori beta – e a tutti coloro che hanno continuato a leggere questo blog, nonostante una volta su due parlassi di Settembre, sono apparsi in calce al volume. Il prezzo è di 2,99 euro, un prezzo che ritengo adeguato a un anno di lavoro. Lo so che il prezzo corrente è di € 0,99 ma, onestamente, mi sembra piuttosto ridicolo offrire qualcosa a € 0,99 nella speranza che “qualcuno” si faccia tentare da un prezzo bassissimo. Scrivo qualcosa di ben preciso – Space Opera – mi illudo di scriverne decentemente e credo che per un appassionato del genere valga la pena di spendere € 2,99. Punto e basta.

Quanto al testo di per sé, devo ammettere di aver scritto un soggetto di tipo militare. Ma militare non significa militarista, sia chiaro. Lo so, lo so, ogni tanto qualcuno può avere la sensazione di leggere Heinlein o Hemingway (si parva licet) ma, ammesso che funzioni, è una funzione obbligata nello scrivere di guerra, soldati, missioni, solitudini e orrore. È una guerra ambientata in un lontano futuro, lo so bene, ma l’azione si svolge su un pianeta periferico dove coesistono armi nuove di zecca e armi esistenti anche adesso. Il che non è probabilmente nemmeno troppo strano.

Il centro della vicenda è un assedio, come ai tempi delle fortezze e dei castelli ma anche come è accaduto di recente con Kobane, nella terra dei Curdi. Quanto ai «cattivi» si tratta dei Gioanniti, ovvero gli interpreti di una particolare lettura dei testi sacri secondo la quale Gesù Cristo è morto sulla croce e suo padre, Dio, ha dichiarato in quell’occasione guerra agli uomini, facendoli fuggire dal sistema solare e obbligandoli a disperdersi, a circondarsi di animali e a dimenticare la Sua Parola. Questo tanto per riaffermare che è possibile criticare le religioni degli altri soltanto se, dal canto proprio, si ha il cervello libero da allucinazioni mistiche di ogni genere.

Ma alla vicenda più spiccatamente militare è accompagnata da altri due temi che ho particolarmente a cuore. Da un lato l’utilizzo da parte degli umani del corredo cromosomico delle altre specie, dall’altro la biologia dei pianeti extrasolari. Non aggiungo altro, tanto per non togliere il gusto a chi lo vorrà leggere e non farmi autospoiler.  Ultimo elemento da sottolineare è l’esistenza – sia pure tenuta pudicamente tra le righe – di una leggera, impensabile storia d’amore. Non è un Harmony, sia chiaro, ma diciamo che non sono riuscito a evitare che tra i due protagonisti nascesse qualcosa di più di una virile solidarietà. In fondo la stessa cosa mi è capitata con mia moglie – anche se non eravamo in guerra – e quindi non me ne pento.
In tutto il libro, anzi l’e-book, conta più o meno duecento pagine e ha un’ottima copertina, probabilmente rovinata dal mio intervento. L’autore del disegno è Anton Semenov, il titolo è  Mirror of Destiny, puntualmente riportato nei ringraziamenti al termine del libro.
E con questo termina la mia tirata di autopromozione.
Potete, se lo desiderate, scaricare il mio file da

Pagando ben 2,99 euro.
O leggerlo gratis utilizzando kindle unlimited.
Aggiungo che chi non avesse un kindle può richiedermi il file in formato .epub o persino in .pdf. Posso inviarlo dietro versamento di 1,70 € sulla pagina dei pagamenti di LN-LibriNuovi. Il che è ciò che mi rimane in tasca dopo il passaggio su Amazon.it.

P.S.: Questo articolo è uscito in contemporanea su http://fronteretro.blogspot.it/.

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È passato un mese e mezzo e…

mondo-fantastico

È passato un mese e mezzo dall’ultimo messaggio su questo blog e nel frattempo sono accadute molte cose. Eravamo fermi alla raccolta dei brani di Vittorio Catani, di Vincent Spasaro, Maurizio Cometto e Francesco Troccoli. Adesso, ad agosto quasi terminato, la situazione è nettamente cambiata. Sono infatti arrivati i racconti di Chiara Negrini, di Fabio Lastrucci e di Danilo Arona. Ed è in arrivo il racconto di Paolo Cavazza.

Per quanto riguarda il racconto di Davide Zampatori è già stato letto da Silvia Treves ed è in fase di revisione, ovvero – sembra incredibile  – di allungamento, mentre Mario Giorgi sta preparando un racconto ad hoc, dal momento che il testo originale – il primo capitolo del suo ultimo romanzo – si è rivelato inadatto per la pubblicazione in ALIA. Ma intendiamoci, il problema è semplicemente che tutto il romanzo era impossibile da pubblicare, mentre il capitolo Uno lasciava il lettore ansioso e a bocca asciutta. Quanto al romanzo penso ne riparleremo ancora qui. Il racconto di Samuel Marolla purtroppo è di tema troppo simile a  quelli di Danilo Arona e di Fabio Lastrucci – zombie e umanità al capolinea – trattati da loro in maniera molto originale; temo sarà necessaria una sostituzione per evitare di inflazionare i lettori.

zombies1

Per quanto riguarda noi due, cioè io e Silvia, posso confermare che stiamo lavorando attivamente e il lavoro procede. Silvia è a pagina 5 della sua versione beta e io a pagina 21. Il grosso problema, per quanto mi riguarda – è che la lunghezza del racconto rischia di diventare eccessiva e… vabbé, cercherò di tagliare, tagliare e tagliare ancora. Per quanto riguarda Silvia, lei dice che è un problema di “svolta”..

Cosa posso dire dei racconti già arrivati? Beh, che si tratta di racconti fantastici di un tipo molto particolare e che non è affatto facile sistemarli in qualche sottogenere. Sempre se si ritiene di doverlo fare, ovviamente. Il racconto di Danilo Arona, da questo punto di vista, è esemplare, nel senso che sarebbe probabilmente possibile sistemarlo nella casella horror-sf/apocalittica-psico-magica, ma non credo che sia utile farlo. C’è soltanto da leggerlo, come tutti gli altri. Racconti di sf e  di horror, carichi di una dose di angoscia e di interrogativi senza risposta che non è facile dimenticare. ALIA funziona diversamente da altre antologie, leggendoli uno dopo l’altro è facile rendersene conto.e il risultato finale è quantomeno meravigliosamente imprevedibile.

A questo punto non posso che ricordare agli altri autori che hanno promesso una collaborazione che comincia a essere il momento di scegliere un proprio brano e inviarlo ad aliaracconti[at]fastwebnet.it o sulla pagina FB mia o di Silvia. L’antologia ha superato il punto non ritorno e in un modo o nell’altro uscirà con i tempi previsti, ovvero gennaio-febbraio 2016. Il che, lasciatemelo dire, poteva essere augurabile ma per nulla certo. Ricordo a tutti che il termine ultimo per l’invio di un racconto è più o meno metà dicembre, contando che non ci siano variazioni importanti da discutere.

Noi aspettiamo sicuri che, una volta avuti tutti i racconti in mano, ALIA EVO 2.0 si comporrà quasi da solo, imponendo il proprio ordine e la propria struttura. Ed emergerà ancora una volta il fil rouge che li collega tutti e che c’era già fin dall’inizio. Silvia dice che anche la struttura finale delle proteine emerge così. Ma lei è una biochimica svitata, mica bisogna darle retta.

Protein_structure

Tracce di presenze ALIAne

anch'io ho commessoSiamo all’11 luglio e sono quindi passati una ventina di giorni dall’apparizione di ALIA Evo. Sta arrivando il periodo peggiore per diversi motivi. I blog poco a poco salutano e chiudono per le vacanze, chi continua mantiene un ritmo più slow e interventi più leggeri, tipicamente estivi. Su FB continuano gli interventi e anch’io, iscritto da poco grazie all’intervento dell’ottimo Vincent Spasano, sto cercando di impratichirmi con i gruppi di discussione e non limitarmi a intervenire perfettamente a pera con un: «Buongiorno! Io sono l’editore, curatore e, deus ex machina della grande pubblicazione di nome ALIA! Compratela, presto, voi sprovveduti!». Ecco, proprio quello che vorrei evitare, non solo perché insultante ma anche perché perfettamente inutile.

Finora mancano le recensioni indipendenti degli osservatori in campo fantastico. Nulla di grave, per commentare un libro con un minimo di competenza è necessario leggerlo, vero? Intanto possiamo rifarci la bocca con una segnalazione (tutt’altro che) indipendente apparsa sul blog di Consolata Lanza – già segnalata in FB – e sulla notta apparsa nel blog di Vincent Spasaro. Per quanto riguarda FB continua il gran lavoro di Paolo Cavazza nel riciclare poster e pubblicità d’epoca con esiti quantomeno stranianti ed è apparsa la segnalazione del nostro traduttore dal cinese Federico Madaro. .

Le vendite proseguono lentamente ma con regolarità dopo il primo boom per l’uscita. Da segnalare con vero piacere l’andamento inaspettato di ALIA in Giappone che è riuscita a comparire nella classifica dei best-seller in lingua straniera di AMAZON.jp, come testimoniato da Massimo Soumaré.

Il vero problema di ALIA è quello di rimanere in vista anche dopo l’estate. E questo risultato è possibile esclusivamente se i racconti meritano davvero l’attenzione dei lettori. In quanto co-curatore insieme a Silvia Treves ne sono convinto – tutti i racconti pervenuti mi sono ugualmente cari, come è giusto che sia -, ma speriamo di convincere anche chi ci legge.

La prossima uscita, comunque, sarà dedicata a una breve sommario / commento / storia dei racconti pubblicati. Sempre per ammaestrare il popolo bue… pardon per informare i nostri stimatissimi lettori.

alia russo

 

Spostando righe e cancellando ‘p’

immagine per ALIA evoI racconti sono arrivati tutti – gli ultimi due sono stati Piena di Grazia di Lillian Csernica nella traduzione di Davide Mana e La guerra degli déi di Fei Dao, tradotto da Federico Madaro – e, a questo punto, rimane soltanto da impaginarli per il formato .epub e .mobi per la pubblicazione.

«Beh, basta usare Calibre e via, presto fatto!»

Beh, beh… non è esattamente così. A parte la scrupolosa attenzione con la quale controllare gli inevitabili sbagli, omissioni, parole saltate o aggiunte senza affidarsi al correttore automatico ma rileggendo pazientemente questo mostro di qualche centinaio di pagine, il passaggio per Calibre comporta ovviamente trovarsi ad avere a che fare con una quantità piuttosto deprimente di interlinee, formati, indentazioni, righini, rimandi e spaziature che non hanno molto a che vedere con gli originali inviati dagli autori. Già, perché i rispettivi file sono stati sì impaginati in un unico formato per il controllo bozze ma nella trasformazione in un file .epub vengono fuori tutte le magagne che l’impaginazione in un file .doc aveva pietosamente nascosto. Non solo, sono emerse interlinee e spazi tra i paragrafi fantasiosamente diversi, dall’interlinea unica e difficilmente leggibile del racconto di Cometto alla riga a pagina o poco più del racconto di Spasaro. A questo punto l’unica via – almeno per me – è fare ricorso al programma Sigil e intervenire sui file .xhtml, scoprendo passo passo quali parametri Calibre aveva assegnato a ognuno dei file.

«Beh, sicuramente se avessi usato Kuestokuak o Cuellolah avresti fatto prima e meglio

Non ne dubito nemmeno per un attimo. Ma il fatto è che ho imparato a impaginare usando Calibre e Sigil, e imparare a usare un altro programma adesso sarebbe cronologicamente disastroso ai fini dell’uscita. In ogni caso se tra chi mi legge esiste qualcuno che sa usare chessò Adobe Indesign e sappia produrre .epub prodigiosamente veloci, precisi e arrapanti mi scriva subito: gli mando il malloppone da impaginare aggratis… Nel frattempo, a scanso di equivoci, continuerò a «Spostare righe e cancellare <p>» come da titolo.

C’è poi il problema della copertina. Nella quale devo far entrare «ALIA», poi «Evo», poi «Antologia di narrativa fantastica» e buon ultimo «Racconti di Vittorio Catani… (quindici cognomi)… e Lillian Csernica» senza coprire l’immagine e disponendo in maniera aggraziata – ovvero almeno decente – il testo. Mi è già capitato di comporre copertine, certo, ma la copertina di un e-book è unica, ovvero ha soltanto la prima pagina, mentre normalmente ALIA aveva perlomeno il retro di copertina. Ha senso inserire una quarta di copertina in un oggetto bidimensionale, nel quale l’ultima è visibile soltanto dopo aver girato le quattrocento e passa pagine precedenti? Sinceramente non ho idea se la quarta di copertina può servire o meno. Si accettano suggerimenti.

Ultima cosa, quando i file .epub e .mobi saranno pronti ho bisogno di un paio di candidati che siano disposti a ricevere il file in bozza per controllarne la qualità. Personalmente ho un e-reader sony che sto utilizzando per il controllo ma non ho un kindle (me lo rubarono dalla borsa un due-tre anni fa) e rilutto a comprarlo solo per vedere se ALIA funziona. C’è qualcuno in sala che… Grazie, scrivetemi pure qui o al mio indirizzo personale (massimo.citi[at]fastwebnet.it) e non appena pronti i file ve li mando.

Tenendo conto anche di quest’ultima operazione il tempi di preparazione saranno di un paio di settimane o poco più… diciamo che con il 10 di giugno ALIA dovrebbe uscire (incrociamo le dita). Il 10 di giugno, è successo qualcosa di rilevante il 10 di giugno? Beh, il 10 giugno del 1940 l’Italia fascista entrò in guerra insieme alla Germania nazista ma non mi pare il caso di ricordarlo. Cerchiamo di renderlo un anniversario un po’ più decente, via: il giorno dell’uscita del nuovo ALIA.

Adesso ritorno al mio Sigil. La prossima uscita immagino sarà per dire: «ALIA evo è uscita!!!!!». Resistete, siamo vicini.

ALIA: cinque domande.

who_are_you-_Siamo in movimento, come si è detto e spiegato, ma adesso si tratta di cominciare a riflettere su tempi, modi e forme dell’antologia a venire. Soltanto qualche punto fermo, ovviamente provvisorio e discutibilissimo, ma che è bene iniziare a discutere.

1) Chi: finora ho ricevuto la disponibilità di diversi autori delle precedenti edizioni. Tutti autori italiani, più qualche proposta da altri autori, sempre italiani. Un autore, Mario Giorgi, mi ha già fatto avere un suo (ottimo) racconto che si è già abbondantemente guadagnato un posto sul nostro mezzo. Ma come dobbiamo procedere? Quanti nuovi autori possiamo ospitare? È ragionevole pensare di poter pubblicare – putacaso – venti autori italiani? E sarà il caso che qualcuno scelga tra i racconti proposti o questi verranno comunque pubblicati? Il mio personala parere è che i racconti giunti saranno comunque pubblicati e nel caso suddivisi in due successive edizioni di ALIA. Ciò detto, credo che il termine ultimo per la consegna/spedizione dei racconti italiani sarà il prossimo 30 settembre.  Ditemi che cosa ne pensate, qui o scrivendo all’indirizzo di posta elettronica aliaracconti[at]fastwebnet.it.

2) Dove: ALIA ha sempre raccolto autori provenienti dall’estremo est e dall’estremo ovest. Non mi sembra il caso di smettere proprio ora. Come anche, nel caso, di ospitare anche autori provenienti dalla nostra vecchia Europa. Nelle precedenti edizioni di ALIA Davide Mana, Maz Soumaré e Federico Madaro si sono assunti il compito di tradurre rispettivamente autori dell’universo anglofono e del mondo nipponico e cinese. È ancora possibile provarci? Ha un senso? Qualcuno è disposto ad ascoltarci e a cedere gratuitamente i suoi diritti per la traduzione italiana? Non posso che rivolgermi a ciascuno di voi curatori chiedendovi una risposta, anche breve ma comunque – me ne rendo conto – impegnativa. E se qualcuno ci stesse, sarebbe ragionevole pensare a un termine di consegna delle traduzioni per il 31.12.2013 o il 31.01.2014?

3) Come: si è parlato di un e-book dal quale, eventualmente, ottenere in un secondo momento un p(aper)-book. Ma non si tratta di legge scolpita sulla pietra che un ignoto dio ci ha regalato. Personalmente sono convinto che un e-book abbia più senso per la leggerezza stessa del progetto, ma non sono disposto a morire per difendere il mio punto di vista. Chiunque abbìa idee o suggerimenti scriva qui o all’indirizzo sopra citato (aliaracconti[at]fastwebnet.it). Si può fare tutto, compreso lanciare una sottoscrizione on line o ricattare un commercialista pedofilo. A proposito, qualcuno ne conosce? In ogni caso sottolineo che il nostro e-book potrà essere venduto letteralmente ovunque, sui blog come in qualsiasi sito. Sarà un libro ubiquo e rintracciabile ovunque. Anche, e anche questo è un parere personalissimo, eventualmente copiabile. Non nel senso che spingeremo i lettori a farne copie e inviarne in giro, ma nel senso che non apporremo assurdi e vessatori infomeccanismi per evitarne la copiatura familiare. Provvederemo comunque a difendere i diritti di autori e curatori.

4) Quando: la primavera 2014, così a occhio.

5) Perché: È il caso di ripeterlo? No, non credo proprio.

Coraggio, aspetto vostre risposte.

P.S.: nel caso si stabilisse che NON esistono autori stranieri disponibili a pubblicare – probabilmente anche con ragione – con un’editore fantasma, che cosa dobbiamo fare? Risposta personale: pubblicare ALIA ugualmente, anche solo con autori italiani. Ma anche qui è ovviamente possibile aprire una discussione on line.

Io sto coi talebani, in ogni caso, visto che a quanto pare vincono sempre.

who_are_we_image

ALIA (in) Italia

salgari_04È passata poco più di una settimana dall’incontro che ha riproposto ALIA a lettori ed autori e il tempo passato non è stato certo sprecato.

Sto meditando su altri possibili contatti, ho ripreso i contatti con gli autori delle precedenti edizioni e ho ricevuto altre proposte e suggerimenti, quanto basta per darmi da un lato qualche patema d’animo e dall’altro convincermi che la vita di ALIA era tutt’altro che terminata.

salgari_02Il primo a muoversi è stato l’ottimo Fabio Lastrucci, scultore, illustratore, scrittore, animatore del gruppo FB “Romanzi di fantascienza” e redattore della rivista on line Fralerighe-fantastico, curioso, appassionato, impulsivo e generoso è subito partito alla carica con Vincent Spasaro – di cui si terrà una presentazione proprio stasera a Torino -, Maurizio Cometto e  Dario Tonani invitandoli a collaborare con il futuro ALIA. E in giornata ho già ricevuto risposte e osservazioni dai soggetti indicati, a conferma che ALIA non è poi così sconosciuta come temevo (l’immagine qui sopra con Salgari e’ opera di Andrea Bonazzi).

Il giorno successivo ho scritto a Mario Giorgi, autore di fantastico tra quelli che apprezzo di più e in risposta ho avuto molto di più che una letterina di consenso, ma un lungo racconto Avvistamenti che abbiamo iniziato subito a leggere.

salgari_03Dopodiché ho scritto a Vittorio Catani – che non mi pare il caso di perder tempo a presentare – e lui, senza minacce, blandizie e peraltro senza batter ciglio, mi ha promesso un racconto per il prossimo ALIA. Degli altri italiani ne ho parlato già nel precedente post e quindi non mi ripeterò qui. La cosa davvero importante è che ALIA esiste, sia pure per il momento soltanto tra i confini nazionali e che il progetto sta continuando. Altra cosa, altrettanto interessante, è che credo esista una necessità – anche questa molto sentita – di incontrarsi e confrontarsi con un pubblico di lettori, una necessità divenuta vitale per gli autori di fantascienza e fantastico in Italia. No, non voglio ritornare sul tema troppe volte sottolineato della situazione del fantastico oggi in Italia, ma lasciatemi dire che avere un’occasione in più di farsi leggere e di collaborare con altri autori può essere una buona opportunità. Una buona occasione per scrivere e una altrettanto buona per essere letti. Adesso ritorno alla lettura, del racconto di Giorgi, ovviamente. A rileggerci presto!

Ultimissimo particolare, di interesse minimo ma tutto sommato non irrilevante, le immagini di questo post ricordano un grande autore di fantastico italiano…

salgari_01

La chiave è la distribuzione?

Segnalo un interessante articolo comparso sull’Huffington Post, un quotidiano virtuale che esiste solo in rete.
In The Democratization of the Music Industry, Jeff Price (già proprietario della casa discografica di gruppi come i Pixies, Camper Van Beethoven, The Church etc.) racconta la propria esperienza di discografico indipendente, passato dal vinile alla vendita di Mp3 online.
Il discorso si fa interessante nel momento in cui Price identifica come elemento chiave dell’intero ambaradan la distribuzione, un primo grande filtro alla circolazione della musica…

For the past century, artists could record, manufacture, market, and,
to some degree, promote their own music, but no matter if they were The
Beatles, Elvis or Led Zepplin, they could not distribute it and get in
placed on the shelves of the stores across the country
[…]
Record labels were in a very unique position of power due to their
exclusive access to distribution, they were not only the singular
gatekeepers to a career for an artist by “signing” them to an exclusive
contract, but they were also the subjective “deciders” as to what music
was pushed out and promoted to the media outlets. With a “signing,” the
labels acquired exclusive rights to and from the artist. In return, the
label advanced money while providing the relationships, expertise and
infrastructure to record, manufacture, market, promote, distribute and
sell the music. Of all the artists and music creators in the world, far
less than 1% got chosen by the labels due to the risks and economics of
the “brick and mortar” world. Of all the music created around the
globe, even less has had the opportunity to be discovered and heard by
the masses.

Il parallelo con la situazioni degli autori di narrativa e delle case editrici mi pare molto forte.

Price prosegue analizzando il secondo filtro (la pubblicità/promozione) e come la distribuzione di musica in formato digitale stia alterando questo modello rimuovendo i due filtri.

Subjectivity and filters have been removed. All music can be
discovered, downloaded, shared, promoted, heard and bought directly by
the audience itself. It is truly the democratization of an industry.

Certo, ciò che Price descrive è colossale e coinvolge un elevato numero di fattori.
Probabilmente estendere il discorso all’editoria cartacea diventa molto più complicato – soprattutto perché alcuni fattori stentano a farsi coinvolgere.
Ma chissà che qualcosa non si stia muovendo….