Nuove da Francesco Troccoli

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la notizia dell’ultima uscita di Francesco Troccoli, il racconto «Ipse dixit» pubblicato in e-book dalle edizioni Imperium.
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ipse dixitcopertina a cura di Franco Brambilla.
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L’Universo è uscito dal Caos. Il quindicenne Chris vive su un pianeta ridotto in miseria, ma è anche un cadetto dei Corpi Filosofici, la casta militare destinata a guidare la Ionnia. A scuola, in un freddo mattino d’inverno, scopre che il suo insegnante, un vecchio canuto e dall’aria stanca, è il grande Aristotele in persona.
Come è riuscita l’Accademia a prelevare dal passato il Maestro della filosofia dell’antichità?
Indagando insieme all’amico Pavel, cadetto di Fisica, Chris scoprirà a proprie spese che la pura razionalità della sapienza ellenica non basta a fare di lui un essere umano.
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Francesco Troccoli, autore e traduttore, ha pubblicato i romanzi “Ferro sette” (Curcio 2012), finalista ai Premi Italia e Vegetti, “Falsi dèi” (Curcio 2013), e la raccolta di racconti “Domani forse mai” (RiLL 2012).
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Ultimo giro. O quasi

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È più di un mese che non scrivo neppure una riga su questo blog, non per pigrizia per perché non è interessante riferire di scambi di e-mail o di messaggi su FB. Rispetto al nostro ultimo incontro sono però accadute alcune altre cose che possono essere di un certo interesse per tutti.

Ci siamo scritti con Davide Mana. Davide, stracarico di impegni ha comunque promesso un suo racconto personale e un paio di racconti tradotti. Il tutto per la fine di aprile. Insomma, come regalo di Pasqua o giù di lì. L’ho ringraziato a nome di tutti noi – un ALIA senza di lui sarebbe stata improponibile – e mi sono disposto ad attendere. ALIA esce a titolo gratuito sia per gli autori che per i traduttori e come di può immaginare si deve tenere un atteggiamento profondamente zen nei confronti del lavoro degli altri.

Ho avuto conferma che entro metà-fine aprile arriverà un racconto scritto da Fei Dao, autore cinese, tradotto dall’ottimo Federico Madaro, insegnante di cinese, studioso e librario. E nel frattempo è arrivato il racconto di Okina Kamino, La residenza sicura Mikasa!, tradotto dall’ottimo Massimo Soumaré.

Per quanto riguarda gli autori italiani sono arrivati altri due racconti, F come Frankenstein di Paolo Cavazza ed è arrivata la quarta o quinta stesura del racconto di Silvia Treves, La solita spiaggia, storia carica di mistero e di malinconia di un cane scomparso e di vicende semidimenticate.

A questo punto si può anche provare a fare un veloce bilancio dei presenti. I racconti presentati sono al momento tredici, 12 italiani e 1 straniero. Siamo in attesa di 1 italiano e 3 stranieri. Il totale dovrebbe essere – a meno di mancanze all’ulitmo momento – di diciassette racconti per diciassette autori e di 400 – 450 pagine (con la paginazione attuale). Non male, direi, per ALIA Evo, il numero 7 della serie.

Ripeto, per i lettori, che si tratterà di una edizione elettronica pubblicata a cura di CS_libri e LN-LibriNuovi, che verrà messa in vendita a un prezzo sorprendente (in senso positivo, ovviamente) e che la versione cartacea arriverà in un secondo momento, sulla base delle vendite della versione elettronica.

Per il momento non c’è altro da aggiungere. Passo e chiudo…

ebook-prospektiva

Nuovi e nuovissimi arrivi

locustaPrima comunicazione del 2014. A proposito, tantissimi auguri a tutti.

È più o meno un mese che su questo blog non accade nulla. I motivi sono tanti e rispiegarli tutti come ho fatto qui, su fronte e retro è lungo e noioso e quindi non lo rifarò. Ma farsi vivi tanto per far sapere al mondo che ALIA (in crescita) esiste ancora è cosa buona e giusta e quindi eccomi di nuovo qui.

Nel mese di silenzio – e anche prima – sono accadute alcune cose di una certa importanza. Mi è infatti arrivata la versione definitiva del racconto di Fabio Lastrucci, La sindrome della locusta, un racconto di una decina di pagine agghiacciante e grottesco come capita (molto) raramente di leggere.

Poi, verso metà dicembre mi è arrivato il racconto di Francesco Troccoli, Il misterioso viaggio del giovane Piotr, un curioso, bizzarro racconto di purissimo fantastico, ambientato su una nave-circo e che ha il singolare pregio di mutare senso e colore ad ogni rilettura. Io mi sono fermato a tre riletture ma consiglio di farlo almeno un paio di volte. Qui le prime righe del racconto, tanto per gradire:

Oggi mi è capitato di svegliarmi sul pavimento della cabina, avvolto fra le lenzuola e la coperta, e di rammentare subito un sogno. Ero in mare aperto, su un’imbarcazione veloce e leggera, che tagliava le acque dei tropici come la lama di un coltello. Non c’erano nubi né onde, il sole mi bruciava la pelle.

nave tra i ghiacciPiù o meno nello stesso periodo mi è arrivato anche il racconto di Consolata Lanza, Gran Dio! Morir sì giovane (un verso tratto da «La Traviata»), uno di quei racconti tipici del modus di Consolata di presentare e condannare con il suo acuminato humour nero una semplice, banale coppia in vacanza al mare. Un racconto davvero notevole: qui di seguito le prime righe:

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Non si poteva dire che la vacanza fosse stata un successo. Mita era più che stufa, ma soprattutto era furiosa con se stessa per essersi comportata come una scema. Una cretina. Una senza testa. Un’egoista, disse automaticamente una parte del suo cervello. Ma qui Mita si fermò. Eh no eh. Avrei dovuto preoccuparmi per Filippo?

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La fila degli autori aumenta, come si può notare, esattamente come la media qualitativa dei racconti in attesa di pubblicazione. Ma non è finita qui. Altri racconti sono in arrivo. Giuro che la prossima volta non vi farò aspettare troppo a lungo…

mare-tempesta

Novità dall’Estremo Oriente

capitan-harlock-episodio-1Qualche giorno fa mi ha scritto Massimo Soumaré, traduttore dal giapponese delle precedenti edizioni di ALIA. Soltanto poche righe:

[…] Allora, sono riuscito a trovare uno scrittore giapponese interessato a partecipare al nuovo ALIA forse scrivendo pure un racconto originale.[…]

Il soggetto interessato a noi si chiama Kamino Okina ed è considerato uno dei maggiori autori della fantascienza giapponese contemporanea. Ulteriori info presso il blog di Massimo Soumaré:

Il racconto in traduzione dovrebbe arrivarci entro febbraio 2014 o, al massimo, entro marzo. Un’ottima notizia che merita davvero far circolare. Ma restate sintonizzati, ulteriori novità sono in preparazione. A presto!

Continuano i racconti di ALIA

Nuovo incontro con una breve presentazione scritta dalla curatrice Silvia Treves ad altri tre racconti tratti da ALIA Storie. Altri tre piccoli capolavori. E parlo seriamente…

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Con un titolo così non poteva passare inosservato: Che cos’è una “vuota dimenticanza”? Non lo sapevo (e forse non lo so tuttora), ma mentre “dimenticanza” è quel processo ben noto durante il quale rimuovo abilmente dalla mia agenda mentale ciò che dovrei fare – o comprare, o prendere con me – ma non riesco (o magari non voglio) a far rientrare nelle incombenze della giornata (solo 24 ore, gente, mica di più!), “vuota” evoca qualcosa di più e insieme di meno: una dimenticanza talmente ben riuscita da svuotare la mente di ogni consapevolezza in proposito. “Non l’ho fatto? Mi dispiace mi sono dimenticata… Dimenticato… dimenticato che cosa?”. Una dimenticanza totale, immemore, a prova di senso di colpa. Bellissimo.

Naturalmente il racconto è tutt’altra cosa.

Fumio Takano

LA CIOTOLA DELLA VUOTA DIMENTICANZA

Un ricercatore russo dal nome difficile che lavora all’università di Alma-Ata. Chiede l’autorizzazione a scavare in un sito per dimostrare l’esistenza di una civiltà autoctona progredita e originale del Kazak. Il generale al quale spetta l’ultima parola nega l’autorizzazione ma il giorno dopo lo convoca nel proprio ufficio e gli parla di una fonte letteraria cinese nella quale si racconta di splendide ceramiche tipiche della civiltà misteriosa. Sono misteriose anche ceramiche capaci, se fissate a lungo, di indurre la perdita della memoria… Naturalmente si tratta di una leggenda. O no?

Senza rendersene conto il povero ma cocciuto ricercatore si trova, è il caso di dirlo, proiettato in un’altra dimensione, seguito da spie, aiutato da una misteriosa segretaria…

Suggestivo, originale e di buon ritmo, il racconto si snoda fino a un finale che piacerebbe a qualunque studioso alla soglia della pensione ma ancora molto curioso…

Avete mai notato quanto un titolo contenente la parola “bambino” polarizzi i lettori? Ci sono quelli che: “Bambini? Piccoli tesori. Lo leggo subito!”, e quelli : “Bambini? Uffa! Il bambino che sognava…, Il bambino che leggeva…, Il bambino che corre… Questo racconto non lo prendo nemmeno in considerazione…

Io appartengo alla seconda categoria, l’avrete capito. Ma, dovendo leggere comunque, c’è un solo modo per affrontare dignitosamente un titolo con bambini: cominciare il racconto al più presto e farla finita. Be’ ho fatto bene, a non leggerlo mi sarei persa davvero qualcosa.

Cyril Wong (Singapore)

I BAMBINI DEL LAGO

Quando perdono un figlio spesso i due genitori si allontanano. Non importa quanto si siano amati, prima, non importa che entrambi siano innocenti rispetto alla morte del figlio… ora ogni segno del loro amore evoca la perdita, ogni gesto di conforto reciproco pare ingiusto, indegno. Così è accaduto a Lin e Han. Tornare al lago ghiacciato dove la figlia è annegata è inutile, ma Lin non può impedirsi di farlo. Forse cerca la morte, forse vuole raggiungere la bimba… nell’acqua freddissima che la inghiotte dopo che la crosta di ghiaccio si è spaccata non trova né l’una né l’altra., eppure qualcuno l’aspetta…

Come spesso accade nei racconti orientali, il mondo bianco e freddo di Lin ne rispecchia gli stati d’animo; la narrazione, piana e priva di retorica, è ricca di sfumature e sa evitare ogni dettaglio effettistico da favola nera.

Un titolo che richiami alla mente le mie esperienze di liceale è già significativo. Il futuro Resurgam, poi, suona promessa e minaccia. Aggiungete che l’autrice riesce sempre a sorprendermi e che ha già scritto altri racconti di grande atmosfera ambientati su un’isola greca… L’ho letto appena è arrivato.

Consolata Lanza

RESURGAM

Ci sono personaggi che, appena compaiono suscitano in chi legge il bisogno di prendere le distanze. Severino, Intellettuale, colto e tombeur des femmes. Questa probabilmente è l’immagine di sé che hanno quelli come lui, invariabilmente maschi e invariabilmente troppo sicuri del proprio appeal. In realtà i vari Severini irritano, suscitano diffidenza e non piacciono: Infatti questo Severino non piace a Rocco e ad Alberta, i due skipper che lo accompagnano alla piccola isola dove sorge un antico monastero; non piace nemmeno a Padre Josip, il monaco custode. Per la verità padre Josip è molto anziano, forse anche un po’ suonato, in ogni caso pieno di manie, sulle donne, per esempio: sull’isola non ne vuole più, tanto da vietare ad Alberta e a Bella – la fidanzata mite e un po’ oca dell’intellettuale – di sbarcare sull’isola.

Fa niente, nulla può frapporsi tra Severino e l’oggetto del suo prossimo saggio, custodito nella preziosa biblioteca del monastero. Quasi nulla, anzi, un “quasi” possente che non misura il mondo sul nostro metro e che torna a riprendere il proprio posto dopo un lungo, lungo riposo.

Dopo un eone (o giù di lì)

Carissimi – e pochissimi – lettori.

È da qualcosa come quasi due anni che nessuno scrive su questo disgraziatissimo blog.

Impegni? Problemi? Difficoltà? Certo. E altri innumerevoli inciampi che, tutti insieme, hanno inchiodato il blog a luglio 2009.

Sinceramente non prometto che questo intervento sia un segnale di vita. Semmai, come per Mr. Valdemar, potrà apparire come uno spasmo, un singulto in un corpo ormai definitivamente defunto.

C”è una necessità, innanzitutto, che mi spinge a scrivere nuovamente qui. Si tratta della pubblicazione dell’ultimo volume della serie «ALIA», un ALIA “storie” che riunisce 7 autori italiani, già tutti apparsi nei precedenti ALIA, 6 autori nipponici, tre cinesi, quattro di Singapore, uno spagnolo e uno americano, per un totale di 22 autori e di 400 pagine con 22 racconti inediti in Italia. Il tutto arricchito dalle illustrazioni originali di 9 disegnatori.

Un buon risultato, penso, tanto più arduo e complicato a voler tenere conto di che cosa è accaduto in questi quasi due anni nel’editoria italiana. Non sto a ripetere ciò che ho scritto nel mio blog personale – http://fronteretro.blogspot.com/2011/03/il-punto.html, – mi basta sottolineare che la situazione di piccoli editori e librerie indipendenti è attualmente drammatica. Come, a pensarci, la situazione del commercio e dell’economia in Italia.

Come fare a possedere l’antologia?

No, non vi dirò: «nelle migliori librerie», e nemmeno nelle peggiori.

ALIA, in vendita a 19,50 euro, si può trovare presso l’editore – C.S. Libri, Torino, indirizzo e-mail coopstudi@inwind.it – spedizione a mezzo posta senza spese di spedizione, o a mezzo le librerie on line che si preoccupano di distribuire anche i piccoli editori, come IBS, DeAStore, Webster, ecc. con l’esclusione di Amazon.it e di BOL che non trattano gli editori piccoli e bruttarelli. Si può richiedere anche nel sito del Corriere della Fantascienza, nella pagina di delostore.

In quanto al motivo per il quale merita di spendere ben 19,50 per impadronirsene… beh, non potete aspettarvi un giudizio equilibrato e insindacabile proprio da me. Diciamo che presto, cioé entro due o tre giorni, inserirò qui una breve  presentazione di alcuni racconti curata da Silvia Treves – uno degli autori italiani e uno dei curatori dell’antologia.

Ne approfitto per ricordare – di nuovo – che sono profondamente rammaricato di aver dovuto rinunciare ad inserire nell’antologia Signori Autori di fantastico e fantascienza che sono stati pubblicati nei precedenti ALIA. Parlo di Vittorio Catani, Mario Giorgi, Alessandro Defilippi, Elvezio Sciallis, Danilo Arona, Riccardo Valla, Alberto Cola e tutti gli altri, dei quali nessuno si è dimenticato. Semplicemente la nascita di questo ALIA non è stato affatto facile né liscia. Abbiamo dovuto rinunciare a richiedere racconti a diversi autori italiani perché a lungo incerti non solo sulle dimensioni dell’antologia ma anche sulla sua possibile esistenza.

ALIA è un’impresa non facile, ingrata da un punto di vista economico (ovviamente) ma che è comunque giunta alla sua sesta edizione. È nata da un piccolissimo editore ma spero che nel prodotto cartaceo questo aspetto non si noti troppo. Mi auguro, anche se non posso dire seriamente di aspettarmelo, che qualcuno dei lettori di ALIA – quest’ultimo o anche i precedenti – passi da queste parti e lasci qualche traccia di sé e del suo giudizio sull’antologia. Anche perfido, bastardo, immotivato, ingrato e pusillanime. Tutto è meglio di un perfetto silenzio. Anche perché può venire il dubbio di essere talmente bravi da lasciare il mondo senza parole. Il che è male per uno che scrive…

Ultima cosa, l’indice di quest’ultimo ALIA:

  • p. 3 Sulla distesa d’acqua di Alice Arisugawa (Giappone)
  • 17 La tomba di Qiufan Chen (Cina)
  • 27 Ultimi giorni di Dave Chua (Singapore)
  • 39 Il soffio lontano del vento di Massimo Citi (Italia)
  • 53 La fine del mondo di Fei Dao (Cina)
  • 59 Senza parole di Fulvio Gatti (Italia)
  • 69 Il regno dorato di Reiko Hikawa (Giappone)
  • 7 Resurgam di Consolata Lanza (Italia)
  • 101 DB di Fabio Lastrucci (Italia)
  • 111 La Fenice di Lucia Gonzales Lavado (Spagna)
  • 127 Pianeta rosso di Davide Mana (Italia)
  • 153 La casa della lespedeza rossa di Yûko Matsumoto (Giappone)
  • 161 La città eterna di Haitian Pan (Cina)
  • 173 Ghosts di Alvin Pang (Singapore)
  • 179 Volo di gru di Benjamin Rosenbaum (USA)
  • 207 Le stravaganti vacanze estive di una maga e di una volpe
  • di Massimo Soumaré (Italia)
  • 237 Invisibile di Tôya Tachihara (Giappone)
  • 263 La ciotola della vuota dimenticanza di Fumio Takano (Giappone)
  • 295 Brilla brilla, lumicino di Mei Ching Tan (Singapore)
  • 299 Lo scout di Silvia Treves (Italia)
  • 331 I bambini del lago di Cyril Wong (Singapore)
  • 339 Primo amore di Arimi Yazaki (Giappone)

e l’elenco dei disegnatori:

Illustrazioni originali realizzate appositamente per Alia6:

copertina di Hitoshi Yoneda,

disegni di MoMa KoN, Chiara Negrini, ScarletGothica, Laura Garijo, Yowkow Fujiwara, Ryô Kanai, Cris Ortega, Keitarô Arima.

A rileggerci prestissimo.

ALIA Anglostorie

È stata necessaria un’attesa più lunga – Davide nella presentazione spiega il come e il perché – ma alla fine c’è.
Una
prefazione e un’introduzione, sette racconti, centocinquanta pagine di
testo, cinque immagini originali realizzate per l’occasione per un’ALIA
anglostorica decisamente stimolante.
Gli autori presenti, a
cominciare da Ted Chiang, rappresentano più che degnamente l’arte della
narrazione fantastica nei paesi di lingua inglese.
A voi non resta che leggerli, preparandovi a una varietà di temi e linguaggi non troppo comune in un’antologia tradotta.
Ecco l’indice:

Che cosa ci si aspetta da noi di Ted Chiang

Il sentiero del Sole di Lillian Csernica

Lo spadaccino che non si chiamava Morte di Ellen Kushner

L’avventura dell’inquilino di Dorset Street di Michael Moorcock

Barbablu e il bisonte bianco, una storia di Rangergirl di Tim Pratt

Miss Carstairs e il Tritone di Delia Sherman

Corona di Karl Schroeder

A presto!
aliaanglostorie