Quasi una comica

StallioQuesto blog, come ho a suo tempo spiegato, serve innanzitutto a tenere al corrente i lettori – e anche gli autori: siamo sparsi per l’Italia – sul procedere di ALIA. Ma non serve solo a questo, ovviamente. Una delle sue funzioni è anche quella di segnalare, presentare e, quando si può, recensire i testi scritti e pubblicati dagli ALIA men & women. Le recensioni che appaiono su queste pagine vengono in seguito ripubblicate su LN-LibriNuovi, come è accaduto per il romanzo di Vincent Spasaro. Un modo per conservare il ricordo del testo recensito, naturalmente, ma anche un modo per sottolineare che un testo recensito qui ha tutta la qualità per essere presentato a un pubblico più ampio. Questa volta è il turno di Fabio Lastrucci.

Avevo il romanzo di Fabio Lastrucci sull’e-reader da quando è uscito ma lo tenevo da parte, come da piccoli si nasconde una caramella in fondo al cassetto sperando di dimenticarla e di stupirsi, felici, di riscoprirla.

Ma a un certo punto arriva anche il momento di mangiarla, questa benedetta caramella, anche perché si rischia di dimenticarla davvero, cancellata dalle troppe altre caramelle librarie che mi passano sulla scrivania.

Il titolo del romanzo è L’Estate segreta di Babe Hardy, Dunwich edizioni, 2014. Disponibile in formato e-book (3,99 €) e in formato su carta (9,99 €). Un po’ più di 200 pagine, con prefazione di Alexia Bianchini e copertina non eccelsa ma accettabile.

Protagonisti della vicenda Stan Laurel e Oliver Hardy, una coppia mitica per il cinema comico e per chiunque sia stato un giorno bambino. Ma se Stanlio e Ollio sono i protagonisti, con loro appaiono altri personaggi tipici del film di allora: Mary Pickford, John Barrymore sr., James Finlayson – il “cattivo” di mille avventure – e Bela Lugosi, uno dei più famosi interpreti del Dracula di Brahm Stoker.

Bela is DraculaLa vicenda, in breve, è una storia di Vampiri o meglio, secondo la terminologia inventata da Stan Laurel (vero nome: Arthur Stanley Jefferson) una storia di nonpiri. Oliver Hardy, Babe per gli amici, è il primo a essere contagiato – non da Bela Lugosi, come direste d’impulso ma da un altro divo del cinema anni ’30 – e la sua malattia finisce col diventare un’epidemia, non letale ma sicuramente grave per chi deve ogni giorno uscire al sole per lavorare a un film e deve nutrirsi di sangue, anche animale, per riuscire a sopravvivere.

Il racconto si snoda rapido, costeggiando il plot del giallo, per poi accarezzare i temi più cari all’horror anni ’30 e senza dimenticare suggestioni degne de Il falcone maltese o della fantascienza d’antan. Borseggiatori, poliziotti, scienziati tedeschi, servitori cinesi, prostitute e personale dell’industria cinematografica si alternano, litigano, fuggono, si azzuffano, si inseguono durante lo svolgersi de L’estate segreta, lasciando il lettore fino alle fine incerto sul possibile finale della vicenda, finale che giungerà perfettamente calibrato e verosimile, permettendo a Stanlio e Ollio di continuare la loro carriera di divi del comico.

Piccolo particolare che merita ricordare, il memorabile cammeo del padre di Laurel, l’impresario teatrale inglese Arthur J. Jefferson, rapinato, spedito in Messico e salvato, nonostante le ruggini che li hanno sempre divisi, dallo stesso Stan.

I pregi del libro sono facili da enumerare: la caratterizzazione perfetta dei due protagonisti, attentamente ricalcati sui personaggi reali e ritratti con rispetto ma anche con  profondo affetto, l’atmosfera degli ambienti del cinema degli anni ’30, narrati con scrupolosa attenzione ma senza negarsi lo humour sottile di chi li rimette in scena a un secolo o quasi di distanza, la capacità di narrare, infine, evocando anche con tratti rapidi o semplici citazioni – non solo il mondo perduto degli anni ’30 ma anche il cinema e la letteratura che hanno preceduto e seguito quegli anni, ricordando, con semplici giochi letterari, personaggi come Alistair Crowley (A. Lester Crapley), Sam Spade (Sam Spite), Chester Gould, la ACME di Wilel il Coyote, Varley, famoso vampiro settecentesco e tanti altri.

Difetti? Ovviamente non possono mancare anche se, onestamente, direi che si tratta di piccoli errori da matita rossa, nulla che possa rendere meno godibile un vero divertissment, sia per il lettore che, evidentemente, per l’autore. Lascio a voi scoprirli, in sostanza, quando vi capiterà di passare un’estate con Babe Hardy.

acme-wile

Annunci

2 thoughts on “Quasi una comica

  1. È una bella gratificazione poter intrattenere con un’onesta comica, scritta con passione e riverenza di vecchio spettatore. Grazie per aver dedicato tempo a questa storia, Max, e grazie per le tue osservazioni sempre puntuali.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...