Goodbye SE

teatro-elisabettiano
E così anche un blog “storico” come Strategie evolutive, nome gouldiano del blog di Davide Mana, chiude. Resterà Karavansara, il suo blog in lingua inglese. Dove, solo qualche giorno fa, è apparsa una breve spiegazione alla chiusura di SE:
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There’s a story about a guy that opened a pub just so he could have somebody to talk to.
It’s a story I used to tell when explaining why I started my blog.
There’s a bit about that story that usually did not get in the telling.
It is the bit about the day the guy realized his patrons were no longer talking to him, except to say “shut the f*ck up and gimme a beer!”
The guy closed his pub.
End of the story.
.
Un blog come un pub, dove scambiare qualche parola.
Sì. È un termine che ci può stare.
Come ci può stare che arrivi il giorno in cui si decide che ciò che si regala al blog costa più di quanto può rendere. Soprattutto se, come è capitato a Davide, si è costretti a econonomizzare il tempo come il denaro.
SE era un blog generoso. Un blog quotidiano, dove i perdigiorno come il sottoscritto potevano leggere qualcosa più o meno appena svegli.
Una brutta abitudine leggere appena svegli, ma sempre meglio che sentire il GR o i TG.
Ero sempre d’accordo?
No, ma il discorso non è quello. Davide aveva (e ha, nel suo blog in inglese) un modo di accostarsi agli autori, ai musicisti, agli attori, ai personaggi a tutti quelli, in breve, che permetteva di incontrare nel suo blog, fatto più di cenni biografici che di semplice estetica letteraria, cinematografica o musicale. Davide riusciva a rendermi simpatici – o quantomeno a farmi tollerare – anche scrittori letterariamente inconsistenti o cineasti di quarta fila, semplicemente raccontandomi nel suo modo caratteristico alcuni aspetti secondari delle loro vite.
C’era uno sforzo di unire le vite, le storie e il loro esito letterario proiettandoli in un universo “altro”, dove non aveva importanza se gli alieni avevano come principale differenza con gli umani le antenne sulla testa, mentre ne aveva molta di più la funzione, il lavoro, il sostegno dato ad altri autori, l’impegno per promuovere la narrativa fantastica e, in ultima analisi, l’arte – o quantomeno il  buon artigianato. C’era un enorme rispetto verso coloro che avevano e hanno fatto il possibile perché esistesse anche un’arte “minore”, dove era probabile ripescare qualcosa di unico, di prezioso, di inatteso.
Mi divertivano le sue intemerate contro i piccoli, inutili e noiosi esperti di qualsiasi cosa, contro coloro che giudicano, che considerano con occhio critico qualsiasi iniziativa. Anche qui mi capitava di non essere d’accordo, anche se inevitabilmente dovevo riconoscere che contarsi le pulci addosso non era un buon modo per fare critica né per sostenere un certo genere di narrativa.
Mi amareggiava il suo ripetere che l’Italia è un paese di m…, pieno di sfigati che una volta pubblicate due righe si permettono di giudicare e di polemizzare a vuoto con tutti, e che in Italia non era possibile emergere né riuscire a creare qualcosa di nuovo e di buono insieme.
Così come ero –  e sono – stupito nel sentirlo lamentarsi di furti e copiature del suo blog. Un fenomeno incomprensibile per me che, da bravo perdigiorno, per pura pigrizia non postavo mai nulla di utilizzabile per chi avesse voluto fare bella figura [1].
Davide era ed è un individuo parziale, umorale, intollerante, rancoroso e strafottente ma anche colto, scrupoloso, appassionato e divertente. Riusciva a creare e a portarsi dietro antipatie livide e tuonitruanti disprezzi. Poteva odiare qualcuno anche dormendo o mangiando, una caratteristica che ho, in qualche modo, sempre apprezzato in lui. Io non sono così coerente, le antipatie prima o poi mi si scolorano e gli odi finiscono nel dimenticatoio.
Il blog di Davide era per me il modo per mantenere in rapporti, dopo il suo esilio in Astigianistan e la chiusura della mia libreria.
Ma non credo che ci perderemo di vista solo per questo, sia chiaro.
Davide ha fatto molto per il progetto ALIA, che adesso non conta un tappo ma che verrà probabilmente ricordata come un buon esempio di narrativa fantastica nata qui in Italia. A riprova che in Italia puoi avere tutto il successo che desideri solo una volta morto.
Sicché ora SE è morto.
Viva SE, comunque.
E ci rivedremo da qualche parte là fuori.
Se hai bisogno di qualcosa, sono qui.
.
 .
[1] Un po’ diverso il discorso per LN, abbondantemente saccheggiato da quando esiste. Ma la mia differenza di parere con Davide è profonda, a questo riguardo, e credo che dovremo parlarne con calma davanti a una pizza.
 .
P.S. Questo post esce in contemporanea sul blog Fronte e Retro
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