Su Iain [M.] Banks

iain-banksLa recente scomparsa prematura di Iain [M.] Banks – e per una volta un luogo comune diventa davvero appropriato – mi obbliga a ricordarlo per come posso in queste pagine. In quelle di LN-LibriNuovi ci sono già diverse recensioni e sul sito Fronte e Retro (oltre che nelle pagine de Il futuro è tornato) esiste una presentazione sufficientemente ampia all’autore. Ma anche qui mi sembra giusto che, come ho fatto per Jack Vance, ospitare alcune presentazioni e recensioni all’autore. Cominciamo con una piccola antologia a suo tempo apparsa nella collana “Solaria” di Fanucci, chiusa dopo una ventina di numeri. La parabola di Solaria fu probabilmente uno degli elementi che contribuirono a determinare l’attuale stato comatoso della sf in Italia.

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Di Iain M. Banks, nella traduzione di Anna Feruglio Dal Dan uscì nel 2001, da Fanucci Solaria Lo stato dell’arte, antologia edita originariamente nel 1991.

statodellarteLo stato dell’arte è il titolo del racconto lungo che apre l’antologia, testimonianza dell’incontro della Cultura, la civiltà interstellare utopica che è probabilmente la più felice e feconda invenzione dello scrittore scozzese, con la società terrestre di fine millennio. A raccontare l’incontro Rasd-Codurersa Diziet Embless Sma de’Marinhide, per gli amici e i colleghi semplicemente Dizzy, membro del Contatto e parte dell’equipaggio della UGC (Unità Generale di Contatto) Arbitraria.

Ma la Terra pone da subito un problema, anzi un grosso problema, ai membri del Contatto a bordo dell’Arbitraria. Uno di loro, Linter, decide infatti di diventare a tutti gli effetti un terrestre, rinunciando alla vita più lunga e decisamente più felice ed equilibrata che la Cultura potrebbe offrirgli. Diziet e altri membri dell’equipaggio, e in primo luogo la stessa nave, IA (intelligenza artificiale) tignosa e caparbia come tutte le UGC, dedicano tempo e fatica a far recedere Linter dalla sua insana intenzione, nata da una caratteristica stortura mentale, evidentemente non solo umana, quella per la quale una vita deve essere per forza funestata da contrarietà, sofferenze e rinunce per essere pienamente vissuta. Inutilmente Diziet e con lei gli altri membri della Cultura si affannano a far comprendere quanto sia tutto sommato idiota questo modo di vedere le cose. Linter muore nel corso di una banale rapina e la Cultura decide di lasciare la Terra al suo destino. Considerazioni finali di Diziet:

 

A noi tocca il migliore dei destini. L’alternativa è qualcosa come la Terra, dove per quanto soffrano, per quanto ardano di dolore e di confusa, imprecisa angoscia esistenziale, pure producono più spazzatura che altro; soap opera, quiz show, giornali dozzinali e romanzacci rosa.

 

Considerazioni perfide e tendenziose ma assolutamente condivisibili, almeno secondo un nativo della vecchia Terra.

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Anna Feruglio Dal Dan

Tra i testi che seguono, a parte il celeberrimo Un dono della Cultura, premio Hugo e già pubblicato dalla Nord, segnalerei in particolare Dispari, storia di un incontro ravvicinato nelle peggiori circostanze possibili, Il discendente, a suo modo una storia commovente, e Pezzo, un esempio ottimamente riuscito di racconto con sorpresa finale, che bisogna aver terminato già da un po’ per rendersi conto che non si trattava di un testo di fantascienza. Un effetto davvero curioso, che sono convinto dica qualcosa di estremamente inquietante sul mondo di tutti i giorni.

A chiudere l’antologia un’intervista a Banks, nella sua doppia personalità di Iain M. Banks, autore di fantascienza e Iain Banks (senza M.) autore di fantastico non fantascientifico.

stateart

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