Il giorno dopo ALIA

La mattina successiva, per la verità.

Ci siamo visti, una manciata di eroi, stanchi, cinici, delusi ma non depressi, pronti ancora una volta a rovesciare il mondo del fantastico per pochi spiccioli e soprattutto per il gusto  di farlo.

14_DF-06492R.jpgCi hanno videoripreso e presto pubblicheremo il filmato, sperando che l’eccellente violinista klezmer che ci ha accompagnati per tutto il tempo della presentazione dallo stand della Regione Piemonte, non abbia completamente cancellato le poche parole che ci siamo scambiati.

Silvia ci ha ricordato in che cosa consiste il fantastico, io, Massimo Citi, ho ricordato che cosa aveva scritto Vittorio Catani sul fantastico italiano nella prefazione alla prima edizione – attualmente esaurita -, Davide Mana ci ha raccontato che vuol dire trattare con autori come David Brin, Walter John Williams (e con la sua bestia nera, Robert Silverberg) e Fulvio Gatti ci ha raccontato il suo gusto di partecipare ad Alia entrando così nella tribù di David Brin. Se non avete capito nulla della frase precedente continuate a leggere.

È stata un’ottima serata, conclusa con la solenne promessa di creare un altro ALIA. Sul serio. Un ALIA in forma di e-book al quale segua a breve lo stesso ALIA in forma cartacea. I tempi sono cambiati, giudabacco, e i libri anche. Non c’è più la libreria, noi siamo stanchi, cinici e delusi, ma un altro ALIA non ce lo toglie – e non VE LO toglie – nessuno. Fate attenzione, voialtri lì fuori, noi abbiamo ricominciato a  tramare. The young Sylvia sarà di nuovo l’editor e noi tutti i traduttori, gli autori, i distributori, i fiancheggiatori del nuovo ALIA.

Ci vediamo presto, là fuori.

Ah, già. Davide ci ha raccontato anche questo: quando chiese a suo tempo a David Brin l’auorizzazione a pubblicare un suo racconto in ALIA Anglosfera, Brin si fece spiegare il progetto e poi rispose più o meno: “Siete della mia tribù e vi dò il racconto”. Appunto.

Qui sotto, Silvia con accanto un povero pirla, visibilmente disturbato (dal violinista).

silvia treves ALIA

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10 thoughts on “Il giorno dopo ALIA

  1. Grandissimi!
    SPLENDIDA notizia che arriva così vicina al mio compleanno!Ieri vi ho pensato con un po’ di rammarico (oddio il violinista forse avrebbe disturbato anche me!).
    Spero di potermi godere almeno la ripresa…
    Aspetto ALIA e non solo perchè quelli che ho letto erano davvero belli ma anche per quel che significa che “la tribu” ci sia ancora!
    Davvero una bella notizia!

  2. Grazie, fratelli. Sono ovviamente in ritardo, ma sono qui in un intervallo di tempo libero e tra poco mi rifionderò nel Salone. Che non è poi che mi interessi alla follia – anzi, quest’anno mi sembra particolarmente debole – ma è l’unico posto dove posso incontrare ex-colleghi e amici persi di vista dopo la chiusura della CS. Quanto ad ALIA faremo tutto il possibile e anche una parte di impossiibile per farla nascere. Oggi è il primo giorno del primo mese, gli altri necessariamente verranno.

  3. No, non mi pare tu l’abbia già detto. Quanto all’essere un pivello… beh, io invece sono debole di stomaco e non vedrei mai un film come “Vile”. Vive la différence 🙂

    • Vero. A me, poi, piace molto la musica klezmer. Dev’essere una conseguenza imprevista dell’avere sposato un’ebrea 🙂
      La tua partecipazione, comunque, è stata davvero molto gradita.

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