Sull’apparente tramonto del fantastico

ferro-vecchio-carbone-ferro-flatiron-sullo-sfondo-bianco

«Una comunità dedicata alla letteratura d’immaginazione» è scritto nell’intestazione di questo blog. Molto vero, anche se della comunità per il momento sono solo io a dare qualche segno di vita. Ma questa non è la cosa davvero importante, la cosa importante è che non solo noi “comunitari” funzioniamo a corrente alternata ma anche la letteratura d’immaginazione non se la passa troppo bene. Lo spunto per questo intervento mi è stato gentilmente fornito da Nick di Nocturnia con il suo post dedicato alla letteratura fantastica, a sua volta ispirato dal post di McNab75 di Plutonia Experiment. “Un ventennio di desertificazione” è il modo nel quale McNab75 presenta il tramonto del fantastico, mentre Nick parla di “Un naufragio del quale anche noi siamo responsabili”.

Ovviamente, da appassionato di fantastico più o meno dalla più tenera età non posso che dirmi d’accordo con entrambi anche se… No, non intendo fare un lungo discorso ma soltanto mettere in rilievo alcuni elementi del paesaggio che merita notare.

Il rapporto con i libri e la lettura.

In Italia, come dovremmo sapere tutti i lettori di almeno dodici libri all’anno sono un 5-6% della popolazione nazionale, poco più di tre milioni di persone, delle quali più della metà donne. Una percentuale che non è cambiata dagli anni ’80 e che nel 2011 ha visto anche un significativo calo, nel senso che l’ISTAT denunciava un diminuzione di 400.000 unità, probabilmente in parte dovuta a una reale diminuzione di libri letti/anno e in parte a una certa confusione delle domande (quanti libri ha comprato nel 2010?) e delle risposte tra libri cartacei ed e-book. Ma, come ci spiega il sito di Pandemìa.info, se di una reale diminuzione si tratta è necessario cominciare a riflettere sulla situazione e sulle possibili vie d’uscita. Di cominciare a progettare una politica per la lettura reale, necessariamente a tempi medi o lunghi ma vitale per la stessa sopravvivenza della lingua italiana alla quale, come tutti coloro che scrivono, sono piuttosto affezionato.

Un calo di lettori è comunque una sconfitta per la cultura italiana, inutile far finta di nulla. E sinceramente non credo si tratti di un problema di generi – non che manchi un certo snobismo tipicamente italiota nel presentarsi come raffinati intellettuali che dispregiano la mid-cult e il fantastico, ma questo è sempre esistito – ma di un problema più generale di profonda crisi nato da una sostanziale mancanza di progettualità culturale. La progettualità culturale, in sostanza, è il mettere in atto tutti i possibili meccanismi che risveglino la curiosità intellettuale dal livello locale fino a quella nazionale. Una politica culturare può essere condotta dalla biblioteca vicino a casa vostra, dalla scuola di vostro figlio, da un’associazione culturale o da un circolo privato così come dalle tivù locali o dalla RAI. Può essere una pubblica lettura al giovedì come uno sceneggiato televisivo in dodici puntate, un film per la tivù, un programma nelle ore di massimo ascolto, quello che volete. Basta che l’ente pubblico decida di farlo.

Biblioteca«Ma perché non si fa? Perché nessuno fa nulla?»

Non è giusto dire che l’ente pubblico non ha fatto nulla, anche se oggi siamo giunti in fondo alla discesa. Una parte del problema – e penso che molti possano fare esempi tra le proprie conoscenze – è che i fondi degli enti statali e locali sono stati spesso accaparrati da una serie di cacicchi ex-politicamente impegnati, riciclatisi come “operatori culturali” e sostanzialmente inamovibili. Questi hanno rincorso progetti cervellotici di zero ricaduta nel tempo e scarso interesse generale, finendo con l’allontanare e scoraggiare i veri talenti. Detto per inciso è di questo genere di soggetti che parla un libro certamente discutibile ma sicuramente utile come Kulturinfarkt appena uscito in Germania, che propone di «Azzerare i fondi pubblici per far rinascere la cultura».Ciò che non è passato per il funzionariato, comunque, è stato impiegato in interventi a pioggia di utilità pari a zero. Se e quando riapparirà la possibilità di creare e sostenere progetti culturali si dovrà riflettere e non poco sulle modalità e sui mediatori dei progetti.

Ma peggio, molto peggio di loro hanno fatto gli operatori economici per antonomasia, i grandi editori – di libri, film, televisione e di tutto quel che volete – che hanno sistematicamente puntato sul margine di utile più facile e immediato. Quindi programmotti scemi, libri da una sola stagione, cinepanettoni. Mai pensare al futuro, mai preoccuparsi di chi verrà dopo. Per la cultura si è fatto, in sostanza, ciò che si fa per la natura, cementificando, inquinando, distruggendo.

«Perché non si pubblica più fantascienza?», semplice, perché il pubblico della sf in Italia è non soltanto (relativamente) ridotto ma anche dannatamente furbo e chiunque voglia operare in tale settore dovrà mettere in conto di lavorare in perdita per anni. Oppure dovrà lavorare a bassi costi (de me fabula narratur) e con una distribuzione rudimentale.

«Perché esce soltanto fantasy sciocchina?», perché i diritti di traduzione da qualche anno a questa parte costano maledettamente e gli autori adulti fanno un sacco di storie sui diritti d’autore. Non è forse meglio un giovane pisquanello senza tanti grilli per la testa, miracolato per la pubblicazione e con tantissimi amici?

«Perché l’horror è così seriale? Perché non esiste più un fantastico quotidiano come piaceva a Calvino?». Beh, provate un po’ a rispondervi da soli, basandovi anche sul dato di fatto che se da un lato c’è sempre meno tempo per leggere dall’altro Mondadorifeltrinellirizzoli devono pur guadagnare. Ovvero sopravvivere.

sopravvivereI tavoli delle novità librarie sono qualcosa di desolato, nel settore del fantastico ma non solo. Ed è qui il punto nevralgico della discussione: la situazione va avvitandosi rapidamente e a un’offerta basata sulla necessità di rientri sempre più ravvicinati fa riscontro un pubblico deluso che non compra. Che non guarda. Che rinuncia.

Il problema, in sostanza, non riguarda soltanto il fantastico e non riguarda soltanto i libri. O, se preferite, gli e-book. Non siamo in fondo alla discesa, ma non manca molto. E i blogger sono incredibilmente tra i soggetti di una possibile rinascita. I blogger sono infantili, litigano per un nonnulla, sono rissosi, vanìagloriosi, ottusi e narcisi? Certo. Ma cercano di scrivere, di pubblicare, di creare un ambiente vivo e vitale, ricettivo, che nei casi migliori si sforza di guardare al futuro, di preparare i fondamenti di una nuova editoria.

Se l’Italia ha qualche speranza per il futuro questo è anche tra le pagine trascurate di migliaia di blogger. Non smettiamo, per carità. Non cediamo, non scoraggiamoci. Ne va del nostro futuro e della nostra lingua.

Di meglio, a pensarci bene, non abbiamo nulla.

Annunci

2 thoughts on “Sull’apparente tramonto del fantastico

  1. Grazie per aver voluto inserire il tuo personale chiodo per costruire il possibile ponte per la rinascita.
    Il succo è questo, in Italia negli ultimi venti\ trenta anni si è voluto campare alla giornata, cementificando tutte le possibili alternative. Inquesto modo non si è programmato il futuro ma nemmeno il presente.
    Adesso siamo semplicemente arrivati al punto in cui tutte le riserve sono state distrutte, molte persome se ne sono rese conto e, cosa più importante sappiamo che abbiamo toccato il fondo.
    Basterà questo per risalire la china?
    Me lo auguro con tutto il cuorem

  2. Me lo auguro anch’io. In fondo di tutto questo bell’ambaradàn io sono una delle vittime. Ciò che mi preoccupa non poco è il peso che ci accompagnerà nel tempo di tutto ciò che abbiamo perduto. Recuperare sarà dura e soltanto se cominciamo da subito a pensarci. Chi ha rinunciato a leggere, a studiare, a informarsi, a riflettere ha perduto un’abitudine che non è facile recuperare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...