Dopo la festa

casa abbandonata

Mi fa malinconia ritrovare questo blog vuoto e abbandonato.

Con l’ultimo post (mio) lasciato aperto, come la porta della cucina di una casa abbandonata, con la tovaglia ancora aperta sul tavolo e le foglie secche che si accumulano intorno alle gambe del tavolo. So che alcuni amici hanno sperato a lungo che questo blog «ripartisse», poi sospetto che si siano stancati di aspettare.

D’altro canto, di cosa potrebbe parlare un blog nato per sostenere le attività di ALIA ora che ALIA, bene o male, è uscita?

Mah, forse di ALIA, suppongo.

Riferire commenti e osservazioni di lettori sulle tre antologie uscite. Fare proposte e lanciare sul prosieguo dell’attività. Per il momento mi piace riportare qui un commento su ALIA Italia ripescato su Anobii:

Alia è una pubblicazione piuttosto anomale nel panorama editoriale nostrano. Edita da un pugno di disperati appassionati di letteratura Alia è un’antologia che si fa in tre per fornire al lettore affamato di meraviglie una buona dose di racconti fantastici. Alia infatti esce ormai da qualche anno in tre volumi annuali dedicati ognuno a un distinto orizzonte geografico/culturale: italiano, anglosassone, giapponese.
Il volume che m’è capitato di leggere è quello dedicato alla produzione italiana uscito nel 2007 . I 10 racconti, raccolti e presentati da Vittorio Catani, Massimo Citi e Silvia Treves offrono una visione molto variegata delle possibilità che ha il fantastico di far capolino tra le righe di racconti che spaziano dall’orrore alla fantascienza, dal (quasi) mainstream al fantasy borderline.
Un’antologia tanto eterogenea ha l’indubbio vantaggio di mostrare aspetti molto diversi dell’universo narrativo fantastico nostrano, ma porta inevitabilmente con sé il rischio di confondere il lettore per la varietà di stili e soggetti presenti (non che questo sia necessariamente un difetto). In effetti ciò che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso è la qualità media della proposta, molto più alta di quella rintracciabile mediamente in prodotti analoghi (oh… non che ce ne siano molti, ma mi sembra valido per tutti il confronto con Robot). Certo, non tutti i racconti sono memorabili, anzi, ce ne sono un paio che proprio non ho digerito. Ma questo fa parte del gioco, e leggendo un’antologia è quasi inevitabile. D’altro canto basterebbe un racconto come Gli anni del tuono per rendere indimenticabile qualsiasi raccolta lo contenesse, tanto brillante sorprendente e meravigliosa è la storia di Davide Mana.
Tra gli altri racconti da ricordare nel volume vanno senz’altro citati Ola e Olb di Massimo Citi, fantascienza classica condita con un po’ d’inquietudine grazie a una voce narrante piuttosto sorprendente, e Pater di Mario Giorgi che se non soffrisse di un’eccesso di verbosità costituirebbe davvero una pietra miliare nella fantascienza nostrana, abile com’è a giostrare tra realtà indubbiamente italiana, utopia sociale e passioni individuali.
Per me questa era la prima volta con Alia, ora si tratta solo di recuperare gli altri numeri. Se la qualità è analoga a questo credo ne valga assolutamente la pena. Se interessa anche a voi vi consiglio di fare un giro sul sito dell’editore: http://www.arpnet.it/cs/alia/alia.htm .

Questo brano/recensione è firmato da Iguanajo, un nome già noto come frequentatore dei blog mio e di Davide Mana. Non l’abbiamo pagato – vorrei fosse chiaro, questo –  né lusingato, adescato, obbligato tenendo sotto tiro un suo congiunto… e mi ha fatto davvero piacere trovare questo genere di commento alla nostra antologia. Grazie, Iguanajo, e alla prossima…

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3 thoughts on “Dopo la festa

  1. Olà,
    sono felicissimo di rivedere questo blog ancora attivo. Spero che seguano ancora tanti tanti post e coimmenti. In quanto ad Alia, beh, è un piacere vedere che sia apprezzata (è ovvio che non dormirò la notte, temendo di far parte degli autori “indigesti”, ma pazienza), insomma, aspettiamo altre novità e commenti…

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