Alia Sol Levante, un ambiguo universo

Alia Sol Levante è ormai in tipografia. L’uscita è prevista – a meno di piccoli o grandi cataclismi – per il 18 giugno. È un volume di 218 pagine con l’immagine di copertina – una tela – di Suemi Jun. Undici racconti fantastici con una propensione più marcata che nelle altre occasioni verso la fantascienza. Dire in questa sede che si tratta di racconti davvero notevoli ha un sapore naturalmente un po’ fasullo («chiedi al’oste…») ma parlando «da lettore» – e anche da autore a mia volta – non posso nascondere uno stupore che sfiora l’incredulità. Non voglio parlare dei singoli racconti (anche perché i gusti son gusti) e meno che mai fare classifiche ma leggendoli più volte mi è venuta in mente un breve commento di Elvezio Sciallis alla sezione giapponese del primo ALIA: «I racconti giapponesi sono strani, ma proprio strani» e che paro paro si può ripetere per questa quinta raccolta. Ma non si tratta di una stranezza che nasca da situazioni improbabili, contorte o studiatamente assurde, quanto piuttosto di una stranezza onirica che coniuga il fantastico, il possibile e la vita quotidiana creando inattesi e sorprendenti conflitti tra percezione e realtà. Il conflitto può partire come una sottile incrinatura da un semplice oggetto – Il gatto-uovo di Minagawa Hiroko – fino a mandare la realtà in frantumi o può essere da subito parte del paesaggio come ne L’uomo che guarda il mare. Il registro può essere divertito come in Nancy Gordon di Marte di Tanaka Hirofumi o ne La storia del paradiso delle tartarughe di Kitano Yûsaku o ancora ne La spia che stava in cucina di Tsutsui Yasutaka o assorto e malinconico come ne L’adipocera di Yamada Masaki o ne La ragazza dell’estate di Hayami Yûji. Il surreale può alternarsi al reale come in All’aurora lui giunge dalle fantasticherie di Makino Osamu o crescere gradualmente fino all’irruzione della follia come nel Diario di un computer di Kurimoto Kaoru o in Granelli di Shibata Yoshiki. In quasi tutti questi racconti, tuttavia, è evidente lo sforzo dell’autore di spingere chi legge sulla strada del fantastico gradualmente, senza forzature né esibendo toni e modi da domatore di draghi, vampiri o astronavi, piuttosto donandogli una doppia visione che permetta di afferrare nessi e significati che il rumore quotidiano nasconde. Più che di «stranezza» sarebbe forse più appropriato parlare di percezione dell’instabilità. Della realtà fattuale come del nostro giudizio. Non un risultato da poco per una «semplice» antologia.

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3 thoughts on “Alia Sol Levante, un ambiguo universo

  1. Pingback: Mie pubblicazioni in giugno « Masshimo Masshimo’s Weblog

  2. Beh, non posso sblianciarmi piu’ di tanto essendone il curatore ed il traduttore, pero’ direi che anche il volume di quest’anno dovrebbe essere un’interessante esperienza per i lettori appassionati – e non – di letteratura fantastica ed un’occasione per accostarsi ad un modo di scrivere diverso da quello cui siamo abituati.

  3. Ti rendi conto, vero, che nel momento in cui dici “un modo di scrivere diverso da quello cui siamo abituati” ti giochi tutti quegli “ammanti de’ phantasi” che sono assolutamente terrorizzati da qualsiasi cosa ci possa essere di diverso, di nuovo o di fantastico in ciò che leggono?
    😉

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