Writuals

Facciamo un gioco.

C’è un interessante articolo della BBC Irlandese sui rituali seguiti dagli scrittori nella loro attività quotidiana.
Interessanti le domande rivolte agli scrittori, e che giro ai complici di Alia.
Giochiamo.

http://staff.xu.edu/~polt/typewriters/underwood5small.jpgAllora, stai scrivendo…

  • Dove sei?
  • Con cosa stai scrivendo?
  • Qual’è l’oggetto piùstrano davanti a te?
  • Cosa stai ascoltando?
  • C’è qualcun’altro nella stanza?
  • Che ore sono?
  • Cosa consulti/osservi quando cerchi una ispirazione?
  • Cosa è garantito per disturbare la tua concentrazione?

Chi è il primo?

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5 thoughts on “Writuals

  1. Comincio io, anche se la definizione di scrittore mi va un po’ grande e mi casca da tutte le parti.
    – Sono a casa. Sabato non lavorativo. Appena finito di stendere il bucato.
    – Con il PC.
    – Una testa di Pinocchio in cima a una lunga molla attaccata al piano della scrivania. Con regolamentare naso lungo e cappellino a punta rosso. Orribile ma è un regalo (anche se non so più di chi) e dispiace nasconderlo in fondo a un cassetto. Al momento serve da sostegno a un gruppo di DVD appoggiati al fianco della stampante.
    – Marylin Manson, da «Eat me, drink me» “If I was your Vampire”.
    – Silvia, mia moglie che (forse) sta scrivendo. O chissaché.
    – Le 17.29
    – In genere non cerco propriamente ispirazione quanto documentazione. Wikipedia in genere è sufficiente ma posso anche perdere un’ora per cercare in rete un’info molto specialistica o in biblioteca una particolare frase o notizia che ho letto tanto tempo fa.
    – La presenza di mia figlia, ma non diteglielo. Si offenderebbe a morte. D’altro canto lavorare SAPENDO che da un momento all’altro chiamerà per un qualsiasi motivo è oggettivamente disturbante. In compenso c’è da dire che se sono a un buon punto non esiste nulla al mondo che possa realmente farmi mollare l’osso.

  2. Continuo io.

    – se sto scrivendo, sono al tavolo del soggiorno, col mio portatile e la tastierona USB.
    – con il computer portatile, probabilmente con Abiword sotto Ubuntu (sibliminale: passate a ubuntu…. passatea ubuntu….)
    – probabilmente un grosso vaso di vetro di quelli in cui si tenevano le caramelle nelle drogherie, pieno per due terzi di dadi (la riserva per le nostre partite del giovedì sera)
    – in questo momento “Rock’n’roll Hero” di Kuwata keisuke; più in genere, quando scrivo cerco di ascoltare dischi che conosco bene, per evitare distrazioni e farmi una specie di colonna sonora.
    – mio padre, che guarda la televisione
    – dieci minuti alle sette; di solito scrivo dopo il tramonto (complice l’insonnia)
    – ho una biblioteca piuttosto nutrita, ma in prima battuta uso Wikipedia e Google; se proprio sonoa secco, uso il motore di ricerca per trovare immagini attinenti all’argomento di cui sto scrivendo
    – mio padre che guarda la televisione, oppure il telefono.

  3. Terza è una bellissima classificazione
    – nel mio microscopico studio
    – desktop, di solito word
    – un calamaio marrocchino un po’ rotto, trovato nel deserto, con dentro una candela
    – radioraitre, a volume troppo basso per capire quello che dicono
    – nessuno
    – le 19
    – guardo fuori dalla finestra (a grate)la Mole bidimensionale e le piante sul terrazzo, per vedere se c’è vento
    – la pigrizia, solitari, tetris o taipei, qualsiasi scusa per alzarsi e perdere tempo

  4. Eccomi.

    – A casa, nella mia camera da letto-studio
    – PC tower
    – Matitone rosso in plastica portamatite (ormai un’istituzione)…
    – “Sukisugite baka mitai” di Matsuura Aya
    – Nessuno di bipede
    – 15:05
    – Cammino
    – La sera il maledetto cantante della vicina piola!

  5. Eh, ah, eccomi.
    – Dunque a casa, nella stanza-studio
    – PC tower
    – Un Gatto-pulcinella di spugna e stoffa fatto da me
    – Radio Capital oppure mp3 variabil (ultimamente Katie Melua, perchè distrae poco)
    – In solitario ritiro.
    – 20 e 04
    – Leggiucchio stralci di libri, quando non bighellono in rete senza meta… più che altro mi affido a quaderni fitti di appunti. Qualcosa di stimolante sempre ci esce fuori.
    – La cena. E’ la mia croce. Rito puntualissimo da non mancare, pena le furie della moglie, che saggiamente usa il Pc e scrive le sue cose PRIMA di me…

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