Fantasy – il romanzo più originale

Mentre la discussione infuria riguardo alla forma ed ai contenuti del genere fantasy in particolare e di tutti i generi (ammesso che esistano) più in generale, proviamo su Alia Evolution a fare un piccolo esperimento di dinamica collaborativa, per provare a mettere in funzione la mente-alveare di Alia Evolution.

Lo scopo, è quello di definire non il cuore del genere fantasy, ma i suoi confini più estremi.

Il metodo è semplice – chiediamo a tutti i nostri visitatori di segnalare in un commento a questo post il romanzo fantasy più originale che abbiano letto, motivando la scelta con una breve spiegazione.
Il più originale, badate bene.

In seconda battuta, le menti migliori della blogsfera (?) dibatteranno il significato della lista di titoli.

Non ci saranno premi, non ci saranno classifiche.

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14 thoughts on “Fantasy – il romanzo più originale

  1. Pingback: Esperimento « strategie evolutive

  2. Leggo e ho letto poco o nulla fantasy. Indicherei comunque il ciclo di Lyonesse di Jack Vance – anche se credo sarebbe possibile farlo rientrare nella categoria ucronia – per la prodigiosa capacità di descrivere scenari e rappresentare popoli e usi bizzarri finché si vuole ma intimamente coerenti. Ne ho in mente anche un altro (Qualcosa come “Scacco matto al re rosso”) ma non riesco più a trovarlo in biblioteca e preferisco passare la mano.

  3. Ottimo colpo su Lyonesse!

    Io dico…

    Freedom & Necessity, di Steven Brust & Emma Bull.
    Un romanzo epistolare in puro stile ottocentesco, su una cospirazione sovrannaturale tesa a dirottare le insurrezioni europee del 1848; il lato perverso e originale – tutto il sovrannaturale è in ellissi, avviene e si sviluppa fuori scena, e viene menzionato solo tangenzialmente nel carteggio che compone il romanzo (perché “di certe cose è bene non parlare”).

    Ce ne sono altri, ma questo è un buon inizio, io credo.

  4. davvero difficile: uno solo?

    peraltro l’originalità può stare in diversi aspetti di un romanzo fantasy: l’ambientazione (le tredici vite e mezzo di capitano orsoblu, ma se lo si considera un romanzo per bambini allora forse non è più così tanto originale), lo stile (burst e bull non sono niente male, ma vogliamo mettere jonathan strange e il signor norrel, noioso esattamente quanto i polpettoni ottocenteschi cui si ispira?) il plot (sembrerà banale ma: il signore degli anelli: un tappo debole che va a *lasciare* qualcosa? non stiamo parlando di tipi cazzuti che vanno a prendere qualcosa). l’ultimo titolo che ho citato pone altri problemi: l’originalità è per certi versi implicita nell’adesso: adesso è ancora originale il signore degli anelli? adesso è ancora originale conan?

    si può specificare meglio i termini dell’impresa?

  5. Il romanzo più originale – quello che, paragonato a tutti gli altri, se ne discosta maggiormente pur restando all’interno della stessa generale categoria, o genere.

    Io non darei ulteriori definizioni.
    Ci sarà chi privilegia l’ambientazione, chi la trama, chi lo stile.
    Anche questo sarà un dato interessante.

  6. Credo che neanche Evangelisti saprebbe rispondere.
    In base ai pochi romanzi che ho letto della serie io direi (mediocre) fantascienza, ma è proprio solo un’indicazione di massima.

  7. Dal poco che ho letto sull’argomento, metterei al primo posto il grande Leiber col ciclo di Fafhrd e Gray Mouser, per la precisione “Le spade di Lankhmar”. Perchè? Idee, stile, umorismo (a pacchi), fantasia sfrenata, colore, belle pupe (perchè no?) e infine la capacità diabolica di rinnovare il genere senza tradirlo. Mica male, direi! Pure Sprague de Camp tiene bene il confronto, anche se con lui il gioco dissacratorio mi pare più scoperto.
    Leiber, chapeau!

  8. Ok, mi contengo e cito due titoli relativamente recenti che sono disponibili anche tradotti in inglese.

    – Junikokuki (The Twelwe Kingdoms) di Ono Fuyumi.
    Niente elfi, nani o simile, rivoltate molte idee del
    fantasy tradizionale. Una dimostrazione intelligente che le regole servono semplicemente come linee guida, ma non sono un assoluto.

    – Vampire Hunter “D” di Kikuchi Hideyuki. Che poi e’ allo stesso tempo fantascienza e pure horror…Con una buona dose di elementi hard boiled. Sempre piu’ difficile distinguere i generi! Di prossima uscita pure in francese.

  9. La Trilogia di Gormenghast, di Mervyn Peake.
    Che è probabilmente abbastanza originale da fare genere a sé – una storia dominata dalla geografia del labirintico castello in cui si svolge, con protagonisti eccentrici al limite del patologico, un microcosmo dominato dal rituale e dall’affettazione, incui i sentimenti sono quasi colpe.
    Adelphi ci sta mettendo cinquant’anni a tradurla (siamo al secondo volume dopo trent’anni dal primo) e molte scelte del traduttore sono discutibili, ma la potenzadel romanzo rimane intatta.

  10. il ciclo di thursday next di jasper fforde (proprio con due effe): il caso jane eyre, persi in un buon libro, il pozzo delle trame perdute… un altro che non ho ancora letto.

    geniale.

    solo, non sono esattamente certo che si tratti di fantasy (ma penso di sì. mooolto borderline)

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