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		<title>ALIA EVOLUTION</title>
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		<title>Ancora tre</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 09:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maxciti55</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora tre racconti nella presentazione della curatrice, correttrice, complice, amica, factotum dell&#8217;antologia, Silvia Treves. A sentire come ne parla viene persino un po&#8217; di invidia. Se non fosse che ho assistito personalmente alla cura delle bozze e so per certo &#8230; <a href="http://aliaevolution.wordpress.com/2011/06/17/ancora-tre/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aliaevolution.wordpress.com&amp;blog=2258522&amp;post=253&amp;subd=aliaevolution&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/06/tre-cavalieri.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-257" title="tre cavalieri" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/06/tre-cavalieri.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Ancora tre racconti nella presentazione della curatrice, correttrice, complice, amica, factotum dell&#8217;antologia, Silvia Treves.</p>
<p align="JUSTIFY">A sentire come ne parla viene persino un po&#8217; di invidia. Se non fosse che ho assistito personalmente alla cura delle bozze e so per certo che non è stato un lavoro né facile né leggero&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><em>Non posso resistere a un racconto sulla fine del mondo. Non sono le catastrofi globali ad attirarmi, ma la possibilità di sperimentare senza rischi il grande momento. Qualcuno ha detto che in fondo morire è l&#8217;unica cosa “grande” che ci accada, probabilmente esagerava, ma la fine (la nostra e quella di tutti) è scritta da sempre nella nostra agenda e io vorrei presentarmi all&#8217;appuntamento preparata. Quindi di queste opere non me ne lasciato scappare una. Ho solo il timore che il momento fatidico giunga tanto discreto e banale da non saperlo riconoscere. Vabbè, il racconto di Fei Dao in realtà parla della nostro vita quotidiana e anche su quella non si finisce mai di imparare. </em></p>
<p align="JUSTIFY"> <a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/06/fine-del-mondo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-254" title="fine del mondo" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/06/fine-del-mondo.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Fei Dao</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>UN TRACCONTO SULLA FINE DEL MONDO</strong></p>
<p align="JUSTIFY">“Non ti sposerei nemmeno se fossi l&#8217;unico/a uomo/donna al mondo!”. Una <em>boutade</em> che, nella malauguratissima eventualità, verrebbe sicuramente smentita dai fatti. Finisce così anche per i genitori del narratore, ultimi due sopravvissuti della specie umana, inspiegabilmente scomparsa dopo aver tentato, tardivamente, di unire gli sforzi per contrastare la catastrofe. Fatti ormai l&#8217;uno per l&#8217;altra, i due ultimi umani – spinti dall&#8217;inutile tentativo di perpetuare una specie così poco adeguata da sparire senza motivo – giocano pateticamente agli sposi, girovagando in un infinito viaggio di nozze per la terra vuota.</p>
<p align="JUSTIFY">Iniziato come una compassata favola intrisa di humour nero, il racconto di Fei Dao pone il grande interrogativo: qual è l&#8217;essenza profonda dell&#8217;amore che ci unisce?</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><em>Dopo la fine, l&#8217;eternità. Mai e sempre, eros e thanotos, Le grandi storie sono costruite su assoluti inconciliabili che tuttavia gli umani che le vivono (e noi con loro) cercano in tutti i modi di conciliare. Nel farlo, forse imparano a sopportare le fratture e le impossibilità e questo è, immagino, il motivo fondamentale che ci spinge a leggere e a scrivere. Dopo una simile pensata potevo farmi scappare un racconto intitolato La città eterna? </em></p>
<p align="JUSTIFY"> <a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/06/eternita.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-255" title="eternita" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/06/eternita.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Haitian Pan</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>LA CITTÀ ETERNA</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Metà favola e metà apologo il racconto affronta, attraverso il racconto di un vecchio soldato, il tema del tempo e dell&#8217;eternità. L&#8217;opportunità di passare dall&#8217;uno all&#8217;altra è un dono prezioso o la perdita di ogni significato? E si può incontrare l&#8217;eternità due volte?</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><em>Continua la saga della donna volpe e del vampiro, cominciata dall&#8217;autore nel precedente Alia5 Autori italiani con </em>Storia romantica di code e canini.<em> Ispirandosi alle leggende sui pericolosi yōkai, mitiche creature giapponesi dalle oscure motivazioni, Massimo Soumaré, traduttore e conoscitore della cultura del Sol Levante, popola il nostro mondo di creature dotate di poteri soprannaturali e avvertite soltanto da chi – diversamente da me, tanto per dire – ne condivide la natura. Ora che ci penso… uno di questi yōkai in questo momento potrebbe essere proprio dietro le mie spalle, intento a leggere ciò che sto scrivendo.</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Meglio fare attenzione, ho l&#8217;impressione che il loro senso dell&#8217;umorismo sia molto poco umano. </em></p>
<p align="JUSTIFY"> <a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/06/yokai.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-256" title="yokai" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/06/yokai.jpg?w=584&#038;h=342" alt="" width="584" height="342" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Massimo Soumaré</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>LE STRAVAGANTI VACANZE ESTIVE DI UNA MAGA E DI UNA VOLPE</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Mentre Kiba – il vampiro di <em>Storia romantica…</em> – riprende il suo viaggio verso l&#8217;Europa, Kaedenoha, la volpe fatata affascinante quanto una top model che temevamo di non rivedere più, ricompare e si allea con Karla, la maga globalizzata protagonista di <em>Miwaku</em> (in <em>Colori, profili, ombre sospetti, racconti per Fata Morgana 10</em>).</p>
<p align="JUSTIFY">Dopo essersi salvate reciprocamente la vita, le due belle creature decidono di regalarsi una vacanza in Europa, cominciando – indovinate un po? – da Milano. Ma Karla non è l&#8217;unica a essersi globalizzata, un certo numero di yōkai malintenzionati si è già organizzato stringendo rapporti con gente assai poco raccomandabile. Spero che la saga continui, perché so che Kiba vive attualmente a Torino&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY">A proposito, ragazze (posso chiamarvi così, vero?), se nel vostro tour italiano passate di qui, mi telefonate? Potremmo andare a bere qualcosa insieme, fare un po&#8217; di gossip… Amiche toste come voi mica si trovano tutti i giorni!</p>
<p align="JUSTIFY">
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		<title>&#8230; ancora tre storie da ALIA</title>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2011 15:42:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maxciti55</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Continuiamo, imperterriti, a pubblicare una breve presentazione dei racconti pubblicati su ALIA Storie. Ricordo che il testo è stato curato da Silvia Treves che, come dimostra il suo ultimo post sul suo blog Esercizi di dubbio, non riesce proprio a &#8230; <a href="http://aliaevolution.wordpress.com/2011/05/28/atre-tre-storie-da-alia/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aliaevolution.wordpress.com&amp;blog=2258522&amp;post=238&amp;subd=aliaevolution&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/nucleare-simpson.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-239" title="Nucleare-simpson" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/nucleare-simpson.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Continuiamo, imperterriti, a pubblicare una breve presentazione dei racconti pubblicati su ALIA Storie. Ricordo che il testo è stato curato da Silvia Treves che, come dimostra il suo ultimo post sul suo blog <a href="http://delirioedubbio.blogspot.com/">Esercizi di dubbio</a>, non riesce proprio a dimenticarsi di Fukushima e dei prossimi referendum&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p align="JUSTIFY"><em>Ho scoperto l&#8217;efficienza e la puntualità delle ferrovie giapponesi da ragazzina. Non di persona, purtroppo, ma attraverso un poliziesco ben congegnato, nel quale l&#8217;assassinio riusciva a compiere il proprio crimine muovendosi in treno, sul filo dei secondi, da un capo all&#8217;altro del Paese. In Italia sarebbe giunto con un ritardo di 4 ore e, inferocito, avrebbe perso tempo a chiedere il rimborso autoaffondando il proprio alibi. Da allora ho imparato molto sulla portata, anche simbolica, delle ferrovie giapponesi. Ma non avrei mai immaginato che un nippo-treno potesse giungere a tanto…</em></p>
<p align="JUSTIFY"> <a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/treno-giapponese.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-240" title="treno giapponese" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/treno-giapponese.jpg?w=584&#038;h=387" alt="" width="584" height="387" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Alice Arisugawa</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>SULLA DISTESA D&#8217;ACQUA</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Alcune persone imbarcate su una nave in missione scientifica passano la serata chiacchierando. Il capitano, conversatore sempre pieno di aneddoti e citazioni, mescola episodi vissuti e leggende di mare, tiene banco tutta la sera e poi invita uno dei presenti, un giovane giapponese, a dare un&#8217;occhiata sul ponte: stanno costeggiando il paese di suo nonno&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY">Iniziato sulla scia dei racconti fantastici “natalizi” ottocenteschi, il racconto approda a un finale inaspettato e suggestivo, che sembra preannunciare il recente disastro ambientale di Fukushima.</p>
<p align="JUSTIFY"><em>Bambini e fantasmi sono un&#8217;accoppiata comune della ghost story. Fantasma + bambino o fantasma-bambino funzionano abbastanza bene, ma occorre avere la mano leggera, altrimenti la tensione pazientemente evocata dall&#8217;autore rischia di trasformarsi in un tormentone banale che alla fine suscita più il riso che l&#8217;inquietudine. Nel racconto che segue, le presenze vengono suggerite, evocate, scorte per un attimo, e alla fine nulla pare accadere davvero, tutto resta confinato nello spazio chiuso del Regno dorato. </em></p>
<p align="JUSTIFY"> <a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/aceri-giappone.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-241" title="aceri Giappone" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/aceri-giappone.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Reiko Hikawa</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>IL REGNO DORATO</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Due antichi compagni di studi si reincontrano dopo molti anni, Le loro vite hanno seguito destini molto diversi: Shirahaze, ricchissimo anticonformista si è sempre più isolato dal mondo, seguendo le proprie curiosità e il proprio senso artistico, Asaki, semplicemente benestante ha alla fine accettato un impiego di buon livello e scrive, Il dialogo fra loro, allentato ma mai interrotto riprende, reso più difficile dalla lontananza ma soprattutto da un qualche segreto che Shirahaze pare disposto a condividere. La casa, terza e non ultima protagonista della storia sembra, come in passato, abitata da spettri restii a mostrarsi. Forse è colpa delle nuove maschere teatrali collezionate dal padrone di casa? Non ha alcun senso, eppure quando Asaki ne infila una…</p>
<p align="JUSTIFY">È l&#8217;inizio di un breve soggiorno inquietante, sottolineato dal magnifico bosco dorato che circonda e isola la casa, nel quale le parole paiono davvero capaci di evocare il mondo.</p>
<p align="JUSTIFY"><em>Come “Senza parole”? Un racconto NON può intitolarsi così, mica è una vignetta! Vero, ma le vignette, solo evocate da qualche frase, compongono metà della storia – o forse dovrei dire della metastoria – di Bruno, protagonista di una vicenda disegnata ed evocata dalle poche parole che accompagnano i disegni. Una storia volutamente eccessiva e melò, messa insieme da un qualcuno a sua volta osservato da qualcun altro. </em></p>
<p align="JUSTIFY"> <a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/disegno-matita1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-243" title="disegno matita" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/disegno-matita1.jpg?w=584" alt=""   /></a> <em><br />
</em></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Fulvio Gatti</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>SENZA PAROLE</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Bruno è un bibliotecario di mezz&#8217;età, la tipica persona meticolosa e affidabile, che tutti conoscono ma che ricordano solo quando lo incontrano. Un attimo dopo, Bruno è già scivolato fuori dalla mente… Diciamoci la verità, raccontare la storia di uno così è un&#8217;impresa impossibile. Occorre aggiungere qualche ingrediente per risvegliare l&#8217;attenzione del lettore. E l&#8217;autore della storia di Bruno ce la mette tutta: una bella donna in ambasce, un figliastro vessato, tragedie famigliari…</p>
<p align="JUSTIFY"><em>Troppo eh? E se ai lettori piacesse un bel drammone? A me è piaciuto, per dire. Soprattutto alla fine. La fine vera, intendo, non la fine della storia, la fine fine. Non si è capito niente? E allora provateci voi a raccontare &#8216;sta storia piena di disegni che non si vedono, con un soggetto scritto da uno che ha bisogno di una bella revisione e commentata da due…</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Sì, non dico niente. Nemmeno questo mi fanno scrivere!</em></p>
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		<title>Continuano i racconti di ALIA</title>
		<link>http://aliaevolution.wordpress.com/2011/05/26/continuano-i-racconti-di-alia/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 13:41:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maxciti55</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovo incontro con una breve presentazione scritta dalla curatrice Silvia Treves ad altri tre racconti tratti da ALIA Storie. Altri tre piccoli capolavori. E parlo seriamente&#8230; &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211; Con un titolo così non poteva passare inosservato: Che cos&#8217;è una “vuota dimenticanza”? &#8230; <a href="http://aliaevolution.wordpress.com/2011/05/26/continuano-i-racconti-di-alia/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aliaevolution.wordpress.com&amp;blog=2258522&amp;post=230&amp;subd=aliaevolution&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p>Nuovo incontro con una breve presentazione scritta dalla curatrice Silvia Treves ad altri tre racconti tratti da ALIA Storie. Altri tre piccoli capolavori. E parlo seriamente&#8230;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/vuota-dimenticanza.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-233" title="vuota dimenticanza" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/vuota-dimenticanza.jpeg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Con un titolo così non poteva passare inosservato: Che cos&#8217;è una “vuota dimenticanza”? Non lo sapevo (e forse non lo so tuttora), ma mentre “dimenticanza” è quel processo ben noto durante il quale rimuovo abilmente dalla mia agenda mentale ciò che dovrei fare – o comprare, o prendere con me – ma non riesco (o magari non voglio) a far rientrare nelle incombenze della giornata (solo 24 ore, gente, mica di più!), “vuota” evoca qualcosa di più e insieme di meno: una dimenticanza talmente ben riuscita da svuotare la mente di ogni consapevolezza in proposito. “Non l&#8217;ho fatto? Mi dispiace mi sono dimenticata… Dimenticato… dimenticato che cosa?”. Una dimenticanza totale, immemore, a prova di senso di colpa. Bellissimo.</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Naturalmente il racconto è tutt&#8217;altra cosa.</em></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Fumio Takano</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>LA CIOTOLA DELLA VUOTA DIMENTICANZA</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Un ricercatore russo dal nome difficile che lavora all&#8217;università di Alma-Ata. Chiede l&#8217;autorizzazione a scavare in un sito per dimostrare l&#8217;esistenza di una civiltà autoctona progredita e originale del Kazak. Il generale al quale spetta l&#8217;ultima parola nega l&#8217;autorizzazione ma il giorno dopo lo convoca nel proprio ufficio e gli parla di una fonte letteraria cinese nella quale si racconta di splendide ceramiche tipiche della civiltà misteriosa. Sono misteriose anche ceramiche capaci, se fissate a lungo, di indurre la perdita della memoria… Naturalmente si tratta di una leggenda. O no?</p>
<p align="JUSTIFY">Senza rendersene conto il povero ma cocciuto ricercatore si trova, è il caso di dirlo, proiettato in un&#8217;altra dimensione, seguito da spie, aiutato da una misteriosa segretaria…</p>
<p align="JUSTIFY">Suggestivo, originale e di buon ritmo, il racconto si snoda fino a un finale che piacerebbe a qualunque studioso alla soglia della pensione ma ancora molto curioso…</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/bambini-del-lago.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-234" title="bambini del lago" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/bambini-del-lago.jpg?w=584&#038;h=438" alt="" width="584" height="438" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Avete mai notato quanto un titolo contenente la parola “bambino” polarizzi i lettori? Ci sono quelli che: “</em>Bambini? Piccoli tesori. Lo leggo subito!<em>”, e quelli : “</em>Bambini? Uffa! Il bambino che sognava…, Il bambino che leggeva…, Il bambino che corre… Questo racconto non lo prendo nemmeno in considerazione…<em>”</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Io appartengo alla seconda categoria, l&#8217;avrete capito. Ma, dovendo leggere comunque, c&#8217;è un solo modo per affrontare dignitosamente un titolo con bambini: cominciare il racconto al più presto e farla finita. Be&#8217; ho fatto bene, a non leggerlo mi sarei persa davvero qualcosa.</em></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Cyril Wong (Singapore) </strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>I BAMBINI DEL LAGO </strong></p>
<p align="JUSTIFY">Quando perdono un figlio spesso i due genitori si allontanano. Non importa quanto si siano amati, prima, non importa che entrambi siano innocenti rispetto alla morte del figlio… ora ogni segno del loro amore evoca la perdita, ogni gesto di conforto reciproco pare ingiusto, indegno. Così è accaduto a Lin e Han. Tornare al lago ghiacciato dove la figlia è annegata è inutile, ma Lin non può impedirsi di farlo. Forse cerca la morte, forse vuole raggiungere la bimba… nell&#8217;acqua freddissima che la inghiotte dopo che la crosta di ghiaccio si è spaccata non trova né l&#8217;una né l&#8217;altra., eppure qualcuno l&#8217;aspetta…</p>
<p align="JUSTIFY">Come spesso accade nei racconti orientali, il mondo bianco e freddo di Lin ne rispecchia gli stati d&#8217;animo; la narrazione, piana e priva di retorica, è ricca di sfumature e sa evitare ogni dettaglio effettistico da favola nera.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/dagon.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-235" title="dagon" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/dagon.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Un titolo che richiami alla mente le mie esperienze di liceale è già significativo. Il futuro </em>Resurgam<em>, poi, suona promessa e minaccia. Aggiungete che l&#8217;autrice riesce sempre a sorprendermi e che ha già scritto altri racconti di grande atmosfera ambientati su un&#8217;isola greca… L&#8217;ho letto appena è arrivato.</em></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Consolata Lanza </strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>RESURGAM </strong></p>
<p align="JUSTIFY">Ci sono personaggi che, appena compaiono suscitano in chi legge il bisogno di prendere le distanze. Severino, Intellettuale, colto e tombeur des femmes. Questa probabilmente è l&#8217;immagine di sé che hanno quelli come lui, invariabilmente maschi e invariabilmente troppo sicuri del proprio appeal. In realtà i vari Severini irritano, suscitano diffidenza e non piacciono: Infatti questo Severino non piace a Rocco e ad Alberta, i due skipper che lo accompagnano alla piccola isola dove sorge un antico monastero; non piace nemmeno a Padre Josip, il monaco custode. Per la verità padre Josip è molto anziano, forse anche un po&#8217; suonato, in ogni caso pieno di manie, sulle donne, per esempio: sull&#8217;isola non ne vuole più, tanto da vietare ad Alberta e a Bella – la fidanzata mite e un po&#8217; oca dell&#8217;intellettuale – di sbarcare sull&#8217;isola.</p>
<p align="JUSTIFY">Fa niente, nulla può frapporsi tra Severino e l&#8217;oggetto del suo prossimo saggio, custodito nella preziosa biblioteca del monastero. Quasi nulla, anzi, un “quasi” possente che non misura il mondo sul nostro metro e che torna a riprendere il proprio posto dopo un lungo, lungo riposo.</p>
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			<media:title type="html">alia vecchia</media:title>
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			<media:title type="html">vuota dimenticanza</media:title>
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			<media:title type="html">dagon</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Altri tre, da ALIA Storie</title>
		<link>http://aliaevolution.wordpress.com/2011/05/10/altri-tre-da-alia-storie/</link>
		<comments>http://aliaevolution.wordpress.com/2011/05/10/altri-tre-da-alia-storie/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 May 2011 06:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maxciti55</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovo appuntamento con i racconti dell&#8217;ultimo ALIA, presentati da Silvia Treves. Un&#8217;avventura marziana sulle orme di Edgar Rice Burroughs e di Ray Bradbury, la maliconica e felice storia di un&#8217;anziana coppia e l&#8217;imprevedibile minaccia dell&#8217;ombra e della luce. Tre storie &#8230; <a href="http://aliaevolution.wordpress.com/2011/05/10/altri-tre-da-alia-storie/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aliaevolution.wordpress.com&amp;blog=2258522&amp;post=217&amp;subd=aliaevolution&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/marte.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-224" title="MARTE" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/marte.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p>Nuovo appuntamento con i racconti dell&#8217;ultimo ALIA, presentati da Silvia Treves.</p>
<p>Un&#8217;avventura marziana sulle orme di Edgar Rice Burroughs e di Ray Bradbury, la maliconica e felice storia di un&#8217;anziana coppia e l&#8217;imprevedibile minaccia dell&#8217;ombra e della luce. Tre storie inattese e sorprendenti.</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p align="JUSTIFY">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p align="JUSTIFY">La curiosità verso questo racconto è dovuta alla mia ignoranza in botanica sistematica. O se preferite alla mia esclusiva competenza in succulente. Anzi, è colpa del mio terrazzo, esposto implacabilmente a sud-ovest. D&#8217;estate è calcinato dal sole (ma mi permette di sfoggiare una discreta tintarella) e solo cactus e piante grasse sopravvivono. Insomma io, prima, non lo sapevo che cos&#8217;è una <em>lespedeza rossa</em>. Adesso sì, ma il racconto mi ha insegnato ben altro.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/lespedeza_thunbergii2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-218" title="lespedeza_thunbergii2" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/lespedeza_thunbergii2.jpg?w=584&#038;h=309" alt="" width="584" height="309" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Yûko Matsumoto</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>LA CASA DELLA LESPEDEZA ROSSA</strong></p>
<p align="JUSTIFY">In un afoso pomeriggio di fine estate, una ragazza decide di fare una passeggiata. Tra un mese si sposerà e lascerà il paese, è tempo di bilanci. Le case e i negozi, il parco pubblico, le abitazioni degli amici, tutto sembra più piccolo, più opaco. Prosegue verso la città vicina, che conosce bene, ma che ora le appare diversa. Una pioggia improvvisa e torrenziale la spinge a rifugiarsi sotto la tettoia di una vecchia villa. All&#8217;improvviso la porta si apre e un&#8217;anziana signora la invita e entrare, le spiega che abita da sola con il marito molto malato, le offre un tè caldo e squisito e dei biscotti. Nel tempo sospeso di quell&#8217;incontro casuale è possibile parlare e ascoltare senza imbarazzo: la donna si racconta in poche frasi: la numerosa famiglia di un tempo, i figli che uno alla volta se ne sono andati, la solitudine in compagni del vecchio marito, le mostra fiera la splendida lespedeza in boccio che di lì a poco si coprirà di fiori rossi, le mette in mano un ombrello dimenticato dalla figlia tanto tempo prima. Grata di tutte quelle cure, la ragazza si ripromette di restituirlo al più presto e di facendo nuovamente visita alla gentile signora. Ma il ritorno alla casa della Lespedeza rossa sarà diverso da come se lo immagina…</p>
<p align="JUSTIFY">Fresco, lieve, il racconto è uno scorcio di vita allo specchio: il matrimonio che sta per cominciare e quello consumato dal tempo, dalla malattia, dai ricordi. Due vite, una giunta quasi alla fine e l&#8217;altra appena iniziata, si sfiorano in un attimo irripetibile, davanti al vecchio e alla pianta, testimoni muti. Penso spesso a questo racconto mi tiene una compagnia malinconica, riesce a farmi sentire contemporaneamente più anziana e più giovane. Un piccolo miracolo di equilibrio.</p>
<p align="JUSTIFY"> <a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/modernbarsoom.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-219" title="ModernBarsoom" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/modernbarsoom.jpg?w=584&#038;h=364" alt="" width="584" height="364" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Pianeta rosso si è imposto alla mia attenzione come naturale prosecuzione di tutti i racconti e romanzi “marziani” letti in vita mia: da Clarke a Compton, d a Williamson a Pohl, il nostro vicino ci attrae, un po&#8217; gemello un po&#8217; alieno, indissolubilmente legato al Marte cinematografico visto o semplicemente evocato, allo scherzo feroce di Orson Welles. Il Marte di Davide Mana, poi, è figlio spurio di quelli di Leigh Brackett e Edgar Rice Burroughs e geniale cugino dei mondi di Salgari.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Davide Mana</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Pianeta rosso </strong></p>
<p align="JUSTIFY">“Facciamo finta che…”. Ogni romanzo, ogni racconto implicitamente fingono. Ma alcuni “facciamo finta” chiedono al lettore un pizzico in più di fantasia e di <em>credulità</em>. E in questo contesto – quello del fantastico – <em>credulità</em> non ha connotati negativi, ma semmai il respiro ampio e la capacità di abbandonarsi che sono propri del sogno. Il “facciamo finta” di Davide è grandioso, avventuroso, divertente: un tal Giuseppe si scalda al fuoco di un bivacco, discutendo di guerra con un malese. Entrambi sono esperti combattenti, esuli e reduci, uno da una guerra d&#8217;indipendenza, e uno da una tentata rivoluzione. Coraggio, non sussultate, il bello deve ancora venire: intorno al bivacco solo sabbia rossa, in cielo una luna regolamentare, ma non la nostra…</p>
<p align="JUSTIFY">Su questo pianeta rosso, state per conoscere o per rinnovare la conoscenza di un sacco di terrestri: ci sono inglesi, belgi, portoghesi… e un buon numero di italiani, come Giovanni Battista Belzoni. Ci sono, o ci saranno perché Davide ha già scritto un seguito, fanciulle da salvare e gentildonne navigate dalle idee chiarissime. E, naturalmente ci sono i marziani. E le marziane. Gente che ha alle spalle una civiltà antichissima, colta, decadente e corrotta quanto basta per fare di <em>Pianeta Rosso</em> una lettura raccomandabile. Se non vi bastasse ancora, posso fornirvi un motivo in più: a 150 anni esatti dalla nascita dell&#8217;Italia non potete lasciarvi scappare queste rivelazioni su un aspetto finora ignorato della nostra storia…</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/ombra-e-sogno.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-220" title="ombra-e-sogno" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/ombra-e-sogno.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p align="JUSTIFY"> Questo racconto è stato uno dei primi che ho letto, quando ancora il resto di Alia era ancora in gestazione. Il titolo fa pensare al verso di una filastrocca, ma anche a una sorta di scongiuro…</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Mei Ching Tan </strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Brilla brilla, lumicino </strong></p>
<p align="JUSTIFY">Luce e ombra, entità indissolubilmente legate. Quasi due facce della stessa medaglia. L&#8217;una caccia l&#8217;altra, ma entrambe, da sole, non esistono.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma che cosa ci intimorisce maggiormente: l&#8217;ombra che si insinua anche nei luoghi più illuminati, disegnando forme bizzarre e strisciando fino a noi che vogliamo sfuggirle… O la luce, che non dissolve le ombre ma si limita a spingerle ai margini, là dove, non viste, attendono di raggiungerci? Luce e ombra sono l&#8217;una nostra amica e l&#8217;altra una minaccia, oppure nessuna delle due è in grado di proteggerci?</p>
<p align="JUSTIFY">Un piccolo gioiello, senza una parola di troppo.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>(Altri) tre racconti da Alia</title>
		<link>http://aliaevolution.wordpress.com/2011/05/05/altri-tre-racconti-da-alia/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 08:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maxciti55</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua il lavoro di presentazione dei racconti pubblicati su quest&#8217;ultimo ALIA, curato da Silvia Treves, uno degli editor dell&#8217;antologia. In questo giro c&#8217;è anche il mio racconto. Mi ha divertito e sopreso come Silvia ha presentato il mio sciagurato personaggio. &#8230; <a href="http://aliaevolution.wordpress.com/2011/05/05/altri-tre-racconti-da-alia/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aliaevolution.wordpress.com&amp;blog=2258522&amp;post=209&amp;subd=aliaevolution&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/volto.jpg"><img title="volto" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/volto.jpg?w=353&#038;h=380" alt="" width="353" height="380" /></a><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/soffio-del-vento.jpg"><br />
</a></p>
<p>Continua il lavoro di presentazione dei racconti pubblicati su quest&#8217;ultimo ALIA, curato da Silvia Treves, uno degli editor dell&#8217;antologia.</p>
<p>In questo giro c&#8217;è anche il mio racconto. Mi ha divertito e sopreso come Silvia ha presentato il mio sciagurato personaggio. Ovviamente non l&#8217;ho mai visto con tanto rapido acume, ma questo è normale. Quando si scrive capita di avere una tale vicinanza con il protagonista da non essere comunque in grado di vederlo a 360°.</p>
<p>Ne approfitto per ringraziare il buon MoMa KoN, autore di un disegno che coglie con prontezza e precisione il senso del racconto.</p>
<p>E adesso, buona lettura</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p align="JUSTIFY">Ho letto<em> Il soffio lontano del vento</em> appena sfornato. Bella forza, ho l&#8217;autore in casa. E quindi, che dovrei scrivere: che non lo recensisco perché lo conosco? Che sarò sincera, anche se…? Che mi è piaciuto “a prescindere”? Non me lo sogno nemmeno. Tanto, nessuna recensione è imparziale, tutte sono condizionate dai nostri gusti, da ciò che vorremmo e da ciò che non vorremmo leggere (né tantomeno scrivere). E poi, io odio il termine “a prescindere” e non prescindo mai, figurarsi se prescindo dal recensire il racconto che segue.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/volti-sfocati.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-215" title="volti sfocati" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/volti-sfocati.jpg?w=584" alt=""   /></a><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/volto.jpg"><br />
</a><strong>Massimo Citi</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Il soffio lontano del vento</strong></p>
<p align="JUSTIFY"> Il protagonista del racconto è un tizio che non vorrei mai incontrare: un creativo – anzi, un designer di interni – uno di quelli che ristrutturano seconde case prosperando sulle velleità degli arricchiti. Uno che si compra il fuoristrada appena fa due soldi. Uno prevedibilissimo: generoso, divertente, pieno di amici, clienti e donne finché gli affari vanno bene, poi, quando la crisi prende piede, comincia ad affondare e se la prende con il mondo, aggressivo, incazzoso. Uno destinato a ritrovarsi da solo.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma <em>questo</em> designer, a essere onesti, è più di tutto questo. Non dice molto di sé ma trapela fra le righe che non si piace, probabilmente non si piaceva nemmeno prima, quando gli andava tutto bene. Forse è per questa sua umanità amara che si continua a leggere la storia, anche quando lui comincia a dare i numeri, a vedere il mondo, anzi a non vederlo, a percepirlo sbagliato, come se la realtà fosse il prodotto di un vecchio calcolatore svalvolato da film di fantascienza anni Cinquanta. Forse a salvarlo, <em>questo</em> designer, è il fatto che tutti noi, ogni tanto, perdiamo la sintonia con il mondo.</p>
<p align="JUSTIFY">C&#8217;è un&#8217;altra faccenda che mi turba, però. Ho appena letto la recensione dell&#8217;autore al mio racconto (anche qui nessuno scrupolo, tanto mica saranno le dieci righe a testa che abbiamo scritto a convincervi a comprare l&#8217;antologia). Non si può dire che siano uno scambio di favori, e va bene così, forse è vero che esiste la predestinazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Però, siamo giusti, noi due non siamo mica <em>giusti</em>!</p>
<p align="JUSTIFY"> <a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/maiale.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-213" title="maiale" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/maiale.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Il primo amore</em> è stato amore a prima vista, anzi a prima lettura. E ogni volta che, sfogliando le pagine di Alia6, arrivo all&#8217;ultimo racconto (sono in ordine alfabetico di autore) sorrido. Come la prima volta, già dopo poche righe. Così non posso fare a meno di rileggerlo tuto. E, per strano che sembri, mi fa sempre il medesimo effetto.</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><strong>Arimi Yazaki</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Il primo amore </strong></p>
<p align="JUSTIFY">Se siete genitori, forse vi sarà capitato di dover trovare una baby-sitter al volo. In genere, se i nonni non sono disponibili, ci si affida ad amici o parenti, oppure a ragazze – o più raramente, chissà perché, a ragazzi – indicati da loro. È ancora relativamente raro, invece, rivolgersi a una agenzia specializzata. In Giappone, invece, la pratica è consolidata e il personale affidabilissimo, come il formidabile baby-sitter che si presenta a casa della narratrice.</p>
<p align="JUSTIFY">Il racconto resta sospeso fra quotidianità e alterità senza volutamente decidere, anzi è un racconto dove altri, gentili e inconsuetamente normali, scivolano benevoli nel nostro quotidiano senza chiedere nulla se non il giusto compenso e un po&#8217; di rispetto. Un racconto saggio, che insegna, anzi suggerisce, la tolleranza, la curiosità, la capacità di immaginare e accettare la diversità. Una diversità complessa ma mai esibita, e assolutamente mai eroica.</p>
<p align="JUSTIFY">Come genitore, ho avuto la fortuna di incontrare una splendida, spassosa baby-sitter. Ma, in alternativa, il signor Yamazaki Butabuta sarebbe andato benissimo. Mia figlia, immagino, si sarebbe perdutamente innamorata e io… Purtroppo io sono adulta e so benissimo che non è bene mettersi in mezzo a una coppia felice.</p>
<p align="JUSTIFY">Ho detto tutto l&#8217;importante? Oh, dimenticavo un dettaglio: in giapponese Butabuta significa maiale. Porcellino, diciamo. Ma, davvero, è un dettaglio insignificante.</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">Con un titolo come <em>Gli ultimi giorni</em> il lettore accorto già si prepara al peggio. Già le parole “ultimi giorni” evocano il fantasma del cambiamento: se ci sono “ultimi” giorni, quelli che seguiranno saranno diversi, differenti da quelli trascorsi, ad esempio ultimi giorni di vacanza (triste prospettiva) o – molto meglio – ultimi giorni di scuola. Ma io leggo fantastico da troppo tempo per farmi illusioni: se il racconto è giunto sulla mia scrivania parla proprio di <em>quegli</em> ultimi giorni, cioè gli Ultimi, seguiti dal nulla. Inutile, quindi leggere con ansia, aspettando timorosa il niente che seguirà gli Ultimi giorni: vivere (e leggere) negli Ultimi giorni è già più che sufficiente per stare malissimo. Esagero? Leggere per credere.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/tokio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-214" title="tokio" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/tokio.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Dave Chua</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Gli ultimi giorni </strong></p>
<p align="JUSTIFY">Un piccolo gruppo di persone – forse genitori con un figlio, forse tre fratelli – fugge da qualcosa in un mondo desolato popolato di tracce dei giorni passati: carcasse di auto, rari elicotteri, qualche camion ancora in movimento, A differenza di molti altri, questi sopravvissuti sono fortunati: hanno ancora un&#8217;auto decente e, quando il veicolo si rompe, riescono a rimediare un passaggio da un gruppo di autisti coreani. Perché scappano? Da quando? Come pensano di sopravvivere all&#8217;inverno? Domande destinate a non trovare risposta, come altre più esistenziali: Che cos&#8217;è accaduto, appena prima di questi Ultimi giorni? Quale futuro attende dietro l&#8217;angolo? E, soprattutto, chi sono Loro? E poi, quanto tempo è passato dall&#8217;inizio della fine? Poco, pare. Eppure già nuove abitudini hanno preso il posto delle vecchie: considerare ogni nuovo arrivato un possibile Loro, dimostrare di non essere un Loro cantando cose come <em>Happy Birthday</em> o canzoni di Bruce Springsteen, tenersi lontano dall&#8217;autostrada, dormire a turno, fare provviste di cibo in ogni occasione, mangiare crudi i prodotti in scatola che una volta si potevano cucinare con comodo a casa, sparare ai sospetti, abbandonare i compagni che sono stati morsicati… E restare sani di mente, non abbandonarsi alla disperazione. Ma come fare in universo divenuto improvvisamente alieno e incomprensibile?</p>
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		<title>Una decadenza fantastica</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 13:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maxciti55</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è un momento particolarmente felice per il fantastico in Italia. Opinione personale, anzi personalissima che sono, anzi, pronto a rivedere e ripensare se qualcuno vorrà avere la santa pazienza di mettere in evidenza (eventuali) controtendenze e/o novità emergenti. Non &#8230; <a href="http://aliaevolution.wordpress.com/2011/05/04/una-decadenza-fantastica/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aliaevolution.wordpress.com&amp;blog=2258522&amp;post=203&amp;subd=aliaevolution&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p>Non è un momento particolarmente felice per il fantastico in Italia.</p>
<p>Opinione personale, anzi personalissima che sono, anzi, pronto a rivedere e ripensare se qualcuno vorrà avere la santa pazienza di mettere in evidenza (eventuali) controtendenze e/o novità emergenti.</p>
<p>Non è un momento felice per la triste scarsità della produzione italiana, impantanata in un fantasy pre-adolescenziale, un horror il più delle volte tristemente dilettantesco o stancamente legato a personaggi abbondantemente sfruttati &#8211; sopra tutti il vampiro, e una fantascienza sostanzialmente scomparsa in quanto tale, con gli editori italiani che l&#8217;hanno cancellata dalla produzione libraria avendo stabilito che «per la sf non esiste mercato». Al di fuori di queste tre classicissime categorie c&#8217;è davvero poco e quel «poco» spesso è semplice prova autoriale isolata, incapace di creare scuola o suscitare un interesse che superi la ristretta cerchia dei lettori avvertiti.</p>
<p>Le traduzioni, al di là delle stanche ristampe fanucciane della produzione di P.K.Dick, sono di corposi romanzi rivolti a un pubblico giovanile o adolescenziale e con protagonisti in età puberale chiamati ad affontare sfide morali ed etiche di dimensioni più o meno caricaturali  e molto spesso diretti discendenti &#8211; o semplici epigoni &#8211; di personaggi e autori di successo planetario. <em>Harry Potter</em> di J.K. Rowlings, <em>The dark matters</em> di Philip Pullman, <em>i fratelli Baudelaire</em> di Lemony Snicket, <em>Twilight</em> di Stephanie Meyer,<em> il Ciclo dell&#8217;eredità</em> di Christopher Paolini &#8211; senza mai dimenticare Tolkien o C.S. Lewis &#8211; sono onniprenti e si possono facilmente riconoscere nei panni &#8211; improvvisati o professionali &#8211; di migliaia di personaggi che, fatalmente, ne ripercorrono temi e vicende sia pure ribattezzate con altri e diversi nomi.</p>
<p>Anche in letteratura, in sostanza, sembra ripetersi il meccanismo tipicamente cinematografico della replica fino allo sfinimento dei successi già celebrati, multimilionari e capaci di rendere all&#8217;eccesso ai produttori attraverso tutti gli infiniti passaggi cinema-DVD-TV-libro-videogame-gadget di una rete di vendita che &#8211; inevitabilmente &#8211; retroagisce sulla qualità e il livello della produzione. Successi che finiscono per determinare <em>completamente</em> l&#8217;offerta ai lettori, emarginando qualsiasi altra idea o soluzione narrativa. Inutile, in sostanza, lamentarsi della crisi della fantascienza, della decadenza dell&#8217;horror o della serialità del fantasy. La realtà è che se non (ri)scrivete HP o Tolkien, se non tentate di collocare la vostra (povera) creazione in una cornice già stranota al pubblico non troverete un possibile editore.</p>
<p>Da qui nasce, probabilmente, anche la profonda crisi della sf letteraria, che, sostanzialmente divorata dall&#8217;interno dal cinema, pur essendo tutt&#8217;altro che stanca ed esaurita finisce col rivolgersi a un pubblico non più giovane che, temo, finirà per portarsi nella tomba il suo amore letterario&#8230; Questo senza nemmeno voler entrare nel merito della gestione del superstite Urania e nelle sue scelte&#8230;</p>
<p>Al di fuori del megacircuito cine-letterario, forzatamente ripetitivo, rimangono i libri autoprodotti, i testi distribuiti gratuitamente o quasi attraverso la rete.  Una ricchezza, siamo d&#8217;accordo, ma anche un problema non piccolo. Se l&#8217;autore è l&#8217;unico giudice del proprio lavoro e può pubblicarlo senza ulteriori revisioni e senza il confronto con pareri professionali quante probabilità esist0no che il suo libro sia sostanzialmente illeggibile per un lettore medio? Statisticamente direi che le probabilità sono all&#8217;incirca di 1 su 100&#8230; Come dire che dovrete smazzarvi un centinaio di testi autoprodotti per trovarne uno buono. Più o meno ciò che accade ai lettori per conto delle case editrici per trovare un testo che merita una rilettura, una valutazione professionale, un lavoro di editing.</p>
<p>Ma forse uno su cento è troppo crudele. Diciamo pure uno su cinquanta o uno su venticinque. Va meglio? Ma io, comunque, non vedo mani alzate di soggetti che si candidano a leggere ventiquattro ciofeche per 1(un) romanzo decente. Un cattivo romanzo, al di là del gusto vendicativo di distruggerlo &#8211; recensendolo nel proprio blog o tagliuzzandolo fisicamente &#8211; , è comunque una sofferenza, una forma di tortura autoinflitta che è ragionevole pensare che nessuno cerchi intenzionalmente.</p>
<p>Quindi è ragionevole pensare che debba esistere una struttura di mediazione, qualcosa che garantisca il lettore che ciò che leggerà &#8211; anche gratuitamente &#8211; è perlomeno corretto grammaticalmente, formalmente ed esteticamente. Questo &#8211; curioso a dirsi &#8211; sarebbe il compito degli editori, ovvero quelli che qualcuno a suo tempo e con generoso impeto futurista definì «semplici parassiti».</p>
<p>Ne esistono ancora?</p>
<p>Qualcuno esiste (ancora).</p>
<p>Ma prima ancora sarebbe bene che esistessero portali o siti che rendano possibili incontri e valutazioni da parte di lettori «di lungo corso». Qualcosa di (relativamente) nuovo che sicuramente esiste già ma che, almeno finora, rimane comunque all&#8217;interno di un circuito limitato e semiprofessionale.</p>
<p>Unico (e gigantesco) problema: il fatto che non girino &#8211; ahimé &#8211; soldi nel circuito del fantastico. Non sono un mercante assatanato, ma se tutti i pareri sono gratuiti e chi li esprime nella vita fa letteralmente tutt&#8217;altro, quante sono &#8211; sempre statisticamente &#8211; le probabilità che il parere ricevuto sia irrilevante, assurdo, o nato da invidia, incomprensione, malanimo, intolleranza, disinteresse o noia? Questa volta non proverò a fare ipotesi numeriche ma lascio a mi legge tanta fatica. Personalmente posso annoverare un lussuoso esempio di una stroncatura (annoiata e seccata, ma gratuita) di Maurizio Maggiani (nientepopodimenoche) a un mio racconto. A parte il mal di stomaco e la sensazione di aver annoiato Sua Autorialità non ho comunque imparato nulla. Nel senso che MM aveva letto frettolosamente &#8211; se pure aveva letto &#8211; e gli era sfuggito il <em>quid</em> del racconto. Cose che capitano a farsi leggere aggratis&#8230;</p>
<p>Tirando le somme non è facile proporre qualcosa di credibile. Stretti tra un gigamondo di ipersuccessi basati su una rete di distribuzione disumana (centri commerciali, catene librarie, librerie virtuali che vendono praticamente <em>gli stessi libri</em>) e produzioni marginali e/o emarginate, mal-sopravvivono piccoli e medi editori e librerie indipendenti, che, insieme alla Rete, sono le uniche strutture da dove è teoricamente possibile ripartire per una rinascita della letteratura e persino del  fantastico. Nel (troppo) vasto mondo della rete si nascondono gli autori del futuro.</p>
<p>Cerchiamo di trovarli, prima di perdere le speranze.</p>
<p>P.S. Questo post esce in contemporanea sul <a href="http://fronteretro.blogspot.com/">blog fronte e retro</a></p>
<p>P.S. Per completezza aggiungo che la mia intenzione iniziale era quella di presentare tre libri di fantasy e fantascienza appena usciti. Si tratta de <em>L&#8217;Atlante di smeraldo</em> di John Stephens, <em>Sono il numero quattro</em> di Pittacus Lore (pseudonimo di Jobie Hughes &amp; James Frey) e <em>Alterra &#8211; l&#8217;alleanza dei tre</em> di Maxime Chattam. Tutti e tre, detto per inciso, primi volumi di una trilogia. Ho passato in loro compagnia ieri mattina e ho finito per gettare la spugna. Nulla di illeggibile o di intollerabile, soltanto un&#8217;evidenza sinistra e un po&#8217; allarmante di stile, spunto, idea, personaggi, ambientazione, sviluppo e (mancanza di) conclusione. Quanto basta per stendere un articolo come questo. Alla mia età non si ama perdere tempo.</p>
<p><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/twilight-saga-red-blood.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-205" title="twilight-saga-red-blood" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/05/twilight-saga-red-blood.jpg?w=584&#038;h=438" alt="" width="584" height="438" /></a></p>
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		<title>I racconti, in breve</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 14:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maxciti55</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come promesso pubblico di seguito le prime (brevi) presentazioni a tre dei racconti pubblicati nell&#8217;ultimo ALIA Storie. Le ha scritte la curatrice, Silvia Treves,dimostrando &#8211; se non altro &#8211; di aver davvero letto i racconti. La suddetta ha anche promesso &#8230; <a href="http://aliaevolution.wordpress.com/2011/04/30/i-racconti-in-breve/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aliaevolution.wordpress.com&amp;blog=2258522&amp;post=193&amp;subd=aliaevolution&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come promesso pubblico di seguito le prime (brevi) presentazioni a tre dei racconti pubblicati nell&#8217;ultimo ALIA Storie.</p>
<p>Le ha scritte la curatrice, <a href="http://delirioedubbio.blogspot.com/">Silvia Treves</a>,dimostrando &#8211; se non altro &#8211; di aver davvero letto i racconti. La suddetta ha anche promesso di inserire qui con cadenza settimanale tre presentazioni dei testi stampati creando, alla fine del lavoro, una breve guida all&#8217;antologia.</p>
<p>Il totale di tre alla settimana per sette settimane fa 21, però. E i racconti sono 22. Un buon sistema, in sostanza, per non parlare del  proprio racconto. Una cautela che indubbiamente le fa onore, soprattutto perché ultimamente  il mondo pullula di autopresentazioni, autorecensioni e di autopanegirici.</p>
<p>Pero l&#8217;antologia non può mancare di una presentazione e così a recensire il suo racconto provvederò personalmente. Inutile farmi notare che immancabilmente la mia presentazione sarà amicale, parziale e forzatamente benevola. Io sono qui per vendere, non per sprecare fiato e pazienza. E, in ogni caso, è decisamente probabile che i racconti pubblicati mi piacciano, dal momento che ho speso del vile denaro per renderli disponibili e leggibili per tutti.</p>
<p>Quindi&#8230;</p>
<p>«Lo scout» non ha nulla in comune con la consueta immagine del bambino «vestito da cretino, comandato da un cretino vestito da bambino» secondo l&#8217;interpretazione di G.B.Shaw. È un adulto, un individuo solitario e malinconico che ha come compito nella vita quello di accompagnare i moribondi nei territori sconosciuti dell&#8217;oltrevita. Accompagnarli fino al limite dell&#8217;esistenza terrena, conducendoli per un passaggio difficile e disagevole. I suoi compagni di viaggio sono spesso agitati, nervosi, spaventati. Suo compito è rendere il loro passaggio naturale e sereno. Non è un compito facile e ha come conseguenza una sensazione di opprimente solitudine che nessuna religione &#8211; lo scout è programmaticamente agnostico &#8211; può colmare.</p>
<p>Un racconto curioso e sorprendente, una meditazione sulla trascendenza guidata da una perfetta atea.  Merita leggerlo per la stanca umanità del protagonista e per il finale, capace di moltiplicare all&#8217;infinito le Strade per il nostro esilio.</p>
<p><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/04/cunicolo-sotto-la-pietra.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-194" title="cunicolo sotto la pietra" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/04/cunicolo-sotto-la-pietra.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p>E ora la parola a Silvia:</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p align="JUSTIFY">Come co-curatore di Alia ho il piacere di leggere i racconti man mano che vengono inviati dall&#8217;autore o dal traduttore. È un privilegio che non lascerei a nessun altro. In vista delle scadenze di consegna – o quando i traduttori ne hanno preparati un certo numero – arriva contemporaneamente un grappoletto di racconti e io me li ritrovo sul PC, in una directory battezzata sempre e solo “Alia__” (6, questa volta). Io li leggo i racconti a caso, scegliendo esclusivamente in base al titolo, condizionata, naturalmente, dall&#8217;umore del momento e dai temi che ritegno più affini. Di solito vengo ricompensata, ma suppongo dipenda più dalla chiarezza d&#8217;intendi dell&#8217;autore (e del traduttore) che dal mio fiuto personale. <em>La tomba</em>, ad esempio, è stato il primo racconto asiatico che ho letto quest&#8217;anno.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/04/mondo-bimensionale.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-195" title="mondo bimensionale" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/04/mondo-bimensionale.jpeg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p align="JUSTIFY"> <strong>Qiufan Chen</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>LA TOMBA</strong></p>
<p align="JUSTIFY">“<em>Guardino, ma non vedano</em>”, sta scritto sull&#8217;insegna, all&#8217;entrata. Infatti, gli inquilini di questa sorta di inferno ad personam non vedono il mondo come noi. Lo vedono ognuno a modo suo, perché il loro «filtro», la distorsione che li ha colpiti, è unica. Una di loro non riesce a percepire gli oggetti in movimento, le cose le appaiono all&#8217;improvviso, come fantasmi. Un altro vede ma è convinto di non poterlo fare, per un altro il mondo è bidimensionale. Una donna non riconosce più i volti noti, il suo mondo è un universo popolato di estranei…</p>
<p align="JUSTIFY">Forse questi “filtrati” sono pazienti degni di comparire in un saggio di Oliver Sacks, forse sono peccatori che cercano la redenzione. Forse tutti noi siamo “filtrati” e il nostro dialogo su come vediamo il mondo è una convenzione che ci permette di non impazzire&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY">Quando ho scelto di leggere <em>La tomba</em> non ero del mio umore migliore, ma sicuramente di quello giusto per apprezzarlo. Vorrei averlo saputo scrivere.</p>
<p align="JUSTIFY">Ricordo il giorno in cui ho cominciato a leggere “<em>Invisibile</em>”. La scelta, quella volta, non era caduta sul titolo ma sul tema. Il traduttore mi aveva detto che parlava del rapporto tra una docente e un&#8217;alunna. “La sorte me ne scampi!”, mi dissi, ed ero solo a pagina 6…</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/04/invisibile.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-196" title="invisibile" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/04/invisibile.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p align="JUSTIFY"> <strong>Tôya Tachihara</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>INVISIBILE</strong></p>
<p align="JUSTIFY"> Anche al docente più navigato, il primo giorno con una nuova classe crea un po&#8217; di ansia e un po&#8217; di aspettativa. “ Faticherò a reggerli, mi ci affezionerò, mi annoieranno a morte, mi metteranno alla prova come piace me?”. La classe della prof protagonista è una classe media. abbastanza piacevole, abbastanza disciplinata, abbastanza studiosa (per lo standard giapponese, quindi per noi mostruosamente diligente). Tutto fila liscio, con una sola eccezione: la signorina Kyôko Yamano. Intendiamoci, lei è puntualissima, assidua, preparatissima, dedita al volontariato, generosa con i compagni. Ha soltanto un neo: non si fa mai vedere. La prof è un po&#8217; risentita con lei, fino a quando scopre che tutti – compagni e colleghi – vedono e apprezzano Yamano. Tutti tranne lei…</p>
<p align="JUSTIFY">Ho doverosamente solidarizzato con la povera prof, anche se il mio diavoletto custode mi ricordava che l&#8217;invisibilità, almeno temporanea, di un paio dei miei alunni peggiori non mi avrebbe gettato nello sconforto più nero. Però l&#8217;autrice, cancellando Yamano dall&#8217;orizzonte degli eventi dell&#8217;insegnante non ha voluto regalarle un paio di settimane di tranquillità ma minare le fondamenta del reale. E ci è riuscita benissimo…</p>
<p align="JUSTIFY">Ma come si fa a battezzare un racconto DB? Perché l&#8217;autore ha scelto un titolo così sottotono? Così incolore? Non lascia trapelare nulla, non svela il tema, le intenzioni, non suscita curiosità… Voglio proprio vedere di che cosa parla, ecco.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/04/data-di-scadenza.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-197" title="data-di-scadenza" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/04/data-di-scadenza.png?w=584" alt=""   /></a></p>
<p align="JUSTIFY"> <strong>Fabio Lastrucci</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>DB</strong></p>
<p align="JUSTIFY"> Uno dei peccati capitali della nostra civiltà occidentale, qualunque cosa significhi questo termine pomposo, è l&#8217;incapacità di accettare i limiti, la determinazione a cancellare tutto ciò che ci ricorda che abbiamo – noi e il nostro mondo – una data di scadenza. Imperfezioni, malattia, vecchiaia, morte sono parole indecenti: noi siamo ragazzi fino a quarant&#8217;anni, giovani per sempre grazie a creme e chirurgia estetica e trapianti di capelli e più soldi abbiamo più possiamo dimenticarci delle leggi di natura (ma non convincere loro a dimenticarsi di noi). Perché dunque accettare il limite che separa i vivi dai morti? Aspettate prima di dire che l&#8217;idea non è nuova: di solito nei racconti c&#8217;è un trasgressore per volta, fantasma, vampiro o succhiatore di vita che sia. E di solito, la sua trasgressione non gli porta la felicità. Ma che dire di una intera società che tenta di mettersi in contatto con i cari estinti grazie al più grande Data Base del mondo: Dead Book? Il racconto è bello, pieno di echi. Ha un solo “difetto” quando lo finisci ti chiedi subito “E poi?”</p>
<p align="JUSTIFY">Lastrucci, per favore, non lasciarci a metà…</p>
<p>&#8212;&#8212;</p>
<p>A rileggerci presto!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/aliaevolution.wordpress.com/193/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/aliaevolution.wordpress.com/193/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/aliaevolution.wordpress.com/193/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/aliaevolution.wordpress.com/193/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/aliaevolution.wordpress.com/193/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/aliaevolution.wordpress.com/193/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/aliaevolution.wordpress.com/193/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/aliaevolution.wordpress.com/193/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/aliaevolution.wordpress.com/193/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/aliaevolution.wordpress.com/193/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/aliaevolution.wordpress.com/193/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/aliaevolution.wordpress.com/193/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/aliaevolution.wordpress.com/193/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/aliaevolution.wordpress.com/193/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aliaevolution.wordpress.com&amp;blog=2258522&amp;post=193&amp;subd=aliaevolution&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">mondo bimensionale</media:title>
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			<media:title type="html">invisibile</media:title>
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			<media:title type="html">data-di-scadenza</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Dopo un eone (o giù di lì)</title>
		<link>http://aliaevolution.wordpress.com/2011/04/29/dopo-un-eone-o-giu-di-li/</link>
		<comments>http://aliaevolution.wordpress.com/2011/04/29/dopo-un-eone-o-giu-di-li/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 13:28:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maxciti55</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Servizio]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi &#8211; e pochissimi &#8211; lettori. È da qualcosa come quasi due anni che nessuno scrive su questo disgraziatissimo blog. Impegni? Problemi? Difficoltà? Certo. E altri innumerevoli inciampi che, tutti insieme, hanno inchiodato il blog a luglio 2009. Sinceramente non &#8230; <a href="http://aliaevolution.wordpress.com/2011/04/29/dopo-un-eone-o-giu-di-li/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aliaevolution.wordpress.com&amp;blog=2258522&amp;post=187&amp;subd=aliaevolution&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/04/alia11_cover_interna.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-188" title="ALIA11_cover_interna" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/04/alia11_cover_interna.jpg?w=300&#038;h=210" alt="" width="300" height="210" /></a></p>
<p>Carissimi &#8211; e pochissimi &#8211; lettori.</p>
<p>È da qualcosa come quasi due anni che nessuno scrive su questo disgraziatissimo blog.</p>
<p>Impegni? Problemi? Difficoltà? Certo. E altri innumerevoli inciampi che, tutti insieme, hanno inchiodato il blog a luglio 2009.</p>
<p>Sinceramente non prometto che questo intervento sia un segnale di vita. Semmai, come per Mr. Valdemar, potrà apparire come uno spasmo, un singulto in un corpo ormai definitivamente defunto.</p>
<p>C&#8221;è una necessità, innanzitutto, che mi spinge a scrivere nuovamente qui. Si tratta della pubblicazione dell&#8217;ultimo volume della serie «ALIA», un ALIA &#8220;storie&#8221; che riunisce 7 autori italiani, già tutti apparsi nei precedenti ALIA, 6 autori nipponici, tre cinesi, quattro di Singapore, uno spagnolo e uno americano, per un totale di 22 autori e di 400 pagine con 22 racconti inediti in Italia. Il tutto arricchito dalle illustrazioni originali di 9 disegnatori.</p>
<p>Un buon risultato, penso, tanto più arduo e complicato a voler tenere conto di che cosa è accaduto in questi quasi due anni nel&#8217;editoria italiana. Non sto a ripetere ciò che ho scritto nel mio blog personale &#8211; <a href="http://fronteretro.blogspot.com/2011/03/il-punto.html">http://fronteretro.blogspot.com/2011/03/il-punto.html</a>, &#8211; mi basta sottolineare che la situazione di piccoli editori e librerie indipendenti è attualmente drammatica. Come, a pensarci, la situazione del commercio e dell&#8217;economia in Italia.</p>
<p>Come fare a possedere l&#8217;antologia?</p>
<p>No, non vi dirò: «nelle migliori librerie», e nemmeno nelle peggiori.</p>
<p>ALIA, in vendita a 19,50 euro, si può trovare presso l&#8217;editore &#8211; C.S. Libri, Torino, indirizzo e-mail coopstudi@inwind.it &#8211; spedizione a mezzo posta senza spese di spedizione, o a mezzo le librerie on line che si preoccupano di distribuire anche i piccoli editori, come <a href="http://www.ibs.it/ser/serpge.asp">IBS</a>, <a href="http://www.deastore.com/">DeAStore</a>, <a href="http://www.webster.it/">Webster</a>, ecc. con l&#8217;esclusione di Amazon.it e di BOL che non trattano gli editori piccoli e bruttarelli. Si può richiedere anche nel sito del Corriere della Fantascienza, nella pagina di <a href="http://www.delosstore.it/home/">delostore</a>.</p>
<p>In quanto al motivo per il quale merita di spendere ben 19,50 per impadronirsene&#8230; beh, non potete aspettarvi un giudizio equilibrato e insindacabile proprio da me. Diciamo che presto, cioé entro due o tre giorni, inserirò qui una breve  presentazione di alcuni racconti curata da <a href="http://delirioedubbio.blogspot.com/">Silvia Treves</a> &#8211; uno degli autori italiani e uno dei curatori dell&#8217;antologia.</p>
<p>Ne approfitto per ricordare &#8211; di nuovo &#8211; che sono profondamente rammaricato di aver dovuto rinunciare ad inserire nell&#8217;antologia Signori Autori di fantastico e fantascienza che sono stati pubblicati nei precedenti ALIA. Parlo di Vittorio Catani, Mario Giorgi, Alessandro Defilippi, Elvezio Sciallis, Danilo Arona, Riccardo Valla, Alberto Cola e tutti gli altri, dei quali nessuno si è dimenticato. Semplicemente la nascita di questo ALIA non è stato affatto facile né liscia. Abbiamo dovuto rinunciare a richiedere racconti a diversi autori italiani perché a lungo incerti non solo sulle dimensioni dell&#8217;antologia ma anche sulla sua possibile esistenza.</p>
<p>ALIA è un&#8217;impresa non facile, ingrata da un punto di vista economico (ovviamente) ma che è comunque giunta alla sua sesta edizione. È nata da un piccolissimo editore ma spero che nel prodotto cartaceo questo aspetto non si noti troppo. Mi auguro, anche se non posso dire <em>seriamente</em> di aspettarmelo, che qualcuno dei lettori di ALIA &#8211; quest&#8217;ultimo o anche i precedenti &#8211; passi da queste parti e lasci qualche traccia di sé e del suo giudizio sull&#8217;antologia. Anche perfido, bastardo, immotivato, ingrato e pusillanime. Tutto è meglio di un perfetto silenzio. Anche perché può venire il dubbio di essere talmente bravi da lasciare il mondo senza parole. Il che è <em>male</em> per uno che scrive&#8230;</p>
<p>Ultima cosa, l&#8217;indice di quest&#8217;ultimo ALIA:</p>
<ul>
<li>p. 3<em> </em><em>Sulla distesa d&#8217;acqua </em>di Alice Arisugawa (Giappone)</li>
<li>17 <em>La tomba </em>di Qiufan Chen (Cina)</li>
<li><em> </em>27 <em>Ultimi giorni</em> di Dave Chua (Singapore)</li>
<li><em> </em>39 <em>Il soffio lontano del vento </em>di Massimo Citi (Italia)</li>
<li><em> </em>53 <em>La fine del mondo </em>di Fei Dao (Cina)</li>
<li><em> </em>59<em> Senza parole </em>di<em> </em>Fulvio Gatti (Italia)</li>
<li>69 <em>Il regno dorato </em>di Reiko Hikawa (Giappone)<em></em><em></em><em></em></li>
<li><em> </em>7 <em>Resurgam</em> di Consolata Lanza (Italia)</li>
<li>101 DB di Fabio Lastrucci (Italia)</li>
<li>111 La Fenice di Lucia Gonzales Lavado (Spagna)</li>
<li>127 <em>Pianeta rosso</em> di Davide Mana (Italia)</li>
<li>153 <em>La casa della lespedeza rossa </em>di Yûko Matsumoto (Giappone)</li>
<li>161 La città eterna di Haitian Pan (Cina)</li>
<li>173 <em>Ghosts</em> di Alvin Pang (Singapore)</li>
<li>179 Volo di gru di Benjamin Rosenbaum (USA)</li>
<li><em></em>207<em> Le stravaganti vacanze estive di una maga e di una volpe</em></li>
<li>di Massimo Soumaré (Italia)</li>
<li>237 <em>Invisibile </em><em></em><em>di Tôya Tachihara</em><em> (Giappone)</em><em><br />
</em></li>
<li>263 <em>La ciotola della vuota dimenticanza di Fumio Takano (Giappone)</em></li>
<li><em></em><em></em><em>295 Brilla brilla, lumicino di Mei Ching Tan (Singapore)</em></li>
<li><em></em><em></em><em></em> 299 Lo scout di Silvia Treves (Italia)</li>
<li><em></em><em></em><em>331 I bambini del lago di Cyril Wong (Singapore)</em></li>
<li>339 Primo amore di Arimi Yazaki (Giappone)</li>
</ul>
<p>e l&#8217;elenco dei disegnatori:</p>
<p align="JUSTIFY">Illustrazioni originali realizzate appositamente per Alia6<span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;">: </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:medium;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;">copertina di Hitoshi Yoneda, </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">disegni di MoMa KoN, Chiara Negrini, ScarletGothica, Laura Garijo, Yowkow Fujiwara, Ryô Kanai, Cris Ortega, Keitarô Arima.</p>
<p align="JUSTIFY">A rileggerci prestissimo.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/04/gamesource-8166.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-191" title="Gamesource-8166" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2011/04/gamesource-8166.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/aliaevolution.wordpress.com/187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/aliaevolution.wordpress.com/187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/aliaevolution.wordpress.com/187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/aliaevolution.wordpress.com/187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/aliaevolution.wordpress.com/187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/aliaevolution.wordpress.com/187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/aliaevolution.wordpress.com/187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/aliaevolution.wordpress.com/187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/aliaevolution.wordpress.com/187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/aliaevolution.wordpress.com/187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/aliaevolution.wordpress.com/187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/aliaevolution.wordpress.com/187/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/aliaevolution.wordpress.com/187/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/aliaevolution.wordpress.com/187/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aliaevolution.wordpress.com&amp;blog=2258522&amp;post=187&amp;subd=aliaevolution&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Dopo la festa</title>
		<link>http://aliaevolution.wordpress.com/2009/07/22/171/</link>
		<comments>http://aliaevolution.wordpress.com/2009/07/22/171/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 14:34:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maxciti55</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discussione]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi fa malinconia ritrovare questo blog vuoto e abbandonato. Con l&#8217;ultimo post (mio) lasciato aperto, come la porta della cucina di una casa abbandonata, con la tovaglia ancora aperta sul tavolo e le foglie secche che si accumulano intorno alle &#8230; <a href="http://aliaevolution.wordpress.com/2009/07/22/171/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aliaevolution.wordpress.com&amp;blog=2258522&amp;post=171&amp;subd=aliaevolution&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-174" title="casa abbandonata" src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2009/07/casa-abbandonata.jpg?w=584" alt="casa abbandonata"   /></p>
<p>Mi fa malinconia ritrovare questo blog vuoto e abbandonato.</p>
<p>Con l&#8217;ultimo post (mio) lasciato aperto, come la porta della cucina di una casa abbandonata, con la tovaglia ancora aperta sul tavolo e le foglie secche che si accumulano intorno alle gambe del tavolo. So che alcuni amici hanno sperato a lungo che questo blog «ripartisse», poi sospetto che si siano stancati di aspettare.</p>
<p>D&#8217;altro canto, di cosa potrebbe parlare un blog nato per sostenere le attività di ALIA ora che ALIA, bene o male, è uscita?</p>
<p>Mah, forse di ALIA, suppongo.</p>
<p>Riferire commenti e osservazioni di lettori sulle tre antologie uscite. Fare proposte e lanciare sul prosieguo dell&#8217;attività. Per il momento mi piace riportare qui un commento su ALIA Italia ripescato su Anobii:</p>
<p><em><span>Alia è una pubblicazione piuttosto anomale nel panorama editoriale nostrano. Edita da un pugno di disperati appassionati di letteratura Alia è un&#8217;antologia che si fa in tre per fornire al lettore affamato di meraviglie una buona dose di racconti fantastici. Alia infatti esce ormai da qualche anno in tre volumi annuali dedicati ognuno a un distinto orizzonte geografico/culturale: italiano, anglosassone, giapponese.<br />
Il volume che m&#8217;è capitato di leggere è quello dedicato alla produzione italiana uscito nel 2007 . I 10 racconti, raccolti e presentati da Vittorio Catani, Massimo Citi e Silvia Treves offrono una visione molto variegata delle possibilità che ha il fantastico di far capolino tra le righe di racconti che spaziano dall&#8217;orrore alla fantascienza, dal (quasi) mainstream al fantasy borderline.<br />
Un&#8217;antologia tanto eterogenea ha l&#8217;indubbio vantaggio di mostrare aspetti molto diversi dell&#8217;universo narrativo fantastico nostrano, ma porta inevitabilmente con sé il rischio di confondere il lettore per la varietà di stili e soggetti presenti (non che questo sia necessariamente un difetto). In effetti ciò che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso è la qualità media della proposta, molto più alta di quella rintracciabile mediamente in prodotti analoghi (oh… non che ce ne siano molti, ma mi sembra valido per tutti il confronto con Robot). Certo, non tutti i racconti sono memorabili, anzi, ce ne sono un paio che proprio non ho digerito. Ma questo fa parte del gioco, e leggendo un&#8217;antologia è quasi inevitabile. D&#8217;altro canto basterebbe un racconto come Gli anni del tuono per rendere indimenticabile qualsiasi raccolta lo contenesse, tanto brillante sorprendente e meravigliosa è la storia di Davide Mana.<br />
Tra gli altri racconti da ricordare nel volume vanno senz&#8217;altro citati Ola e Olb di Massimo Citi, fantascienza classica condita con un po&#8217; d&#8217;inquietudine grazie a una voce narrante piuttosto sorprendente, e Pater di Mario Giorgi che se non soffrisse di un&#8217;eccesso di verbosità costituirebbe davvero una pietra miliare nella fantascienza nostrana, abile com&#8217;è a giostrare tra realtà indubbiamente italiana, utopia sociale e passioni individuali.<br />
Per me questa era la prima volta con Alia, ora si tratta solo di recuperare gli altri numeri. Se la qualità è analoga a questo credo ne valga assolutamente la pena. Se interessa anche a voi vi consiglio di fare un giro sul sito dell&#8217;editore: <a href="http://www.arpnet.it/cs/alia/alia.htm" target="new_win">http://www.arpnet.it/cs/alia/alia.htm</a> .</span></em></p>
<p><span>Questo brano/recensione è firmato da <a href="http://iguanajo.blogspot.com/">Iguanajo</a>, un nome già noto come frequentatore dei blog <a href="http://fronteretro.blogspot.com/">mio</a> e di <a href="http://strategieevolutive.wordpress.com/">Davide Mana</a>. Non l&#8217;abbiamo pagato &#8211; vorrei fosse chiaro, questo -  né lusingato, adescato, obbligato tenendo sotto tiro un suo congiunto&#8230; e mi ha fatto davvero piacere trovare questo genere di commento alla nostra antologia. Grazie, Iguanajo, e alla prossima&#8230;<br />
</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/aliaevolution.wordpress.com/171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/aliaevolution.wordpress.com/171/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/aliaevolution.wordpress.com/171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/aliaevolution.wordpress.com/171/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/aliaevolution.wordpress.com/171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/aliaevolution.wordpress.com/171/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/aliaevolution.wordpress.com/171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/aliaevolution.wordpress.com/171/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/aliaevolution.wordpress.com/171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/aliaevolution.wordpress.com/171/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/aliaevolution.wordpress.com/171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/aliaevolution.wordpress.com/171/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/aliaevolution.wordpress.com/171/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/aliaevolution.wordpress.com/171/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aliaevolution.wordpress.com&amp;blog=2258522&amp;post=171&amp;subd=aliaevolution&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>ALIA Anglostorie</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 12:45:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maxciti55</dc:creator>
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		<category><![CDATA[mente-alveare]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[È stata necessaria un&#8217;attesa più lunga &#8211; Davide nella presentazione spiega il come e il perché &#8211; ma alla fine c&#8217;è.Una prefazione e un&#8217;introduzione, sette racconti, centocinquanta pagine di testo, cinque immagini originali realizzate per l&#8217;occasione per un&#8217;ALIA anglostorica decisamente &#8230; <a href="http://aliaevolution.wordpress.com/2009/04/16/alia-anglostorie/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aliaevolution.wordpress.com&amp;blog=2258522&amp;post=169&amp;subd=aliaevolution&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È stata necessaria un&#8217;attesa più lunga &#8211; Davide nella presentazione spiega il come e il perché &#8211; ma alla fine c&#8217;è.<br />Una<br />
prefazione e un&#8217;introduzione, sette racconti, centocinquanta pagine di<br />
testo, cinque immagini originali realizzate per l&#8217;occasione per un&#8217;ALIA<br />
anglostorica decisamente stimolante.<br />Gli autori presenti, a<br />
cominciare da Ted Chiang, rappresentano più che degnamente l&#8217;arte della<br />
narrazione fantastica nei paesi di lingua inglese.<br />A voi non resta che leggerli, preparandovi a una varietà di temi e linguaggi non troppo comune in un&#8217;antologia tradotta.<br />Ecco l&#8217;indice:</p>
<p style="text-align:left;"><em>Che cosa ci si aspetta da noi</em> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ted_Chiang">Ted Chiang</a></p>
<p style="text-align:left;"><em>Il sentiero del Sole</em> di <a href="http://www.nippon2007.us/participants/csernical_participant.php">Lillian Csernica</a></p>
<p style="text-align:left;"><em>Lo spadaccino che non si chiamava Morte</em> di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ellen_Kushner">Ellen Kushner</a></p>
<p style="text-align:left;"><em>L’avventura dell’inquilino di Dorset Street</em> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Moorcock">Michael Moorcock</a></p>
<p style="text-align:left;"><em>Barbablu e il bisonte bianco, una storia di Rangergirl</em> di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tim_Pratt">Tim Pratt</a></p>
<p style="text-align:left;"><em>Miss Carstairs e il Tritone</em> di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Delia_Sherman">Delia Sherman</a></p>
<p style="text-align:left;"><em>Corona</em> di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Karl_Schroeder">Karl Schroeder</a></p>
<p>A presto!<br />
<img src="http://aliaevolution.files.wordpress.com/2009/04/aliaanglostorie.jpg?w=584" alt="aliaanglostorie" title="aliaanglostorie" class="aligncenter size-full wp-image-168"  ></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/aliaevolution.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/aliaevolution.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/aliaevolution.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/aliaevolution.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/aliaevolution.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/aliaevolution.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/aliaevolution.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/aliaevolution.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/aliaevolution.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/aliaevolution.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/aliaevolution.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/aliaevolution.wordpress.com/169/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/aliaevolution.wordpress.com/169/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/aliaevolution.wordpress.com/169/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=aliaevolution.wordpress.com&amp;blog=2258522&amp;post=169&amp;subd=aliaevolution&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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