
Immagino che chiunque passi per questo blog abbia quantomeno un certo interesse – se non una vera e propria passione – per la narrativa fantastica, comunque intesa. Sarebbe sicuramente interessante raccontare in questo spazio comune qual è l’ultimo testo letto – romanzo, antologia, saggio – in qualche modo legato al fantastico e, se è risultato gradito, illustrarne i motivi ad altri potenziali lettori.
Questo ciò che è bello e giusto fare e che certamente nessuno ha intenzione di scoraggiare o impedire. Ma nel mondo del fantastico – come sanno bene tutti coloro che lo amano – allignano una quantità di cloni maligni o anche soltanto sciatti, cattive imitazioni, mediocri riscritture, pessime idee e rivisitazioni non richieste, tanto da riempire numerose biblioteche.
Il motivo? Probabilmente in primo luogo l’habitus mentale degli editori che immagina il lettore di fantastico come un fresco bietolone disposto ad accettare senza battere ciglio opere mediocri, traduzioni frettolose, refusi, tagli, aggiunte e interpolazioni, inversioni e arbitrii nella pubblicazione di opere in più parti e volumi. E il guaio è che spesso questo risponde (almeno in parte) a verità. Il lettore di fantastico ama appassionatamente la sua letteratura preferita ed è quindi mediamente più tollerante – fino al masochismo, e oltre – nei confronti di individui di pochi scrupoli che approfittano indegnamente della sua passione.
Sarebbe interessante provare, oltre che a segnalare opere e autori meritori, mettere sull’avviso altri navigatori sulla qualità problematica di opere recentemente lette. Sul mio blog l’ho fatto presentando un’infelice antologia di narrativa fantastica appena pubblicata da Mondadori. Altrettanto ha fatto Elvezio Sciallis sul suo blog parlando, guarda caso, proprio della stessa antologia. Ma è improbabile che io ed Elvezio siamo gli unici ad avere preso un pacco.
Senza trascendere, mantenendo un giusto distacco e un nobile noncuranza sarebbe sicuramente utile e interessante, magari addirittura appassionante, leggere qualche commento a opere che si ritiene abbiano profondamente e proditoriamente tradito le nostre aspettative. Anche per smentire il luogo comune relativo ai lettori di fantastico come fregnoni di bocca buona.
Chi vuole cominciare?



